
"Il mio cane capisce tutto". E' una delle frasi più comuni che si sente dire a chi condivide la vita con un cane, appunto. Ma ci sono due parole che sicuramente il nostro compagno di vita a quattro zampe comprende sicuramente e in qualsiasi lingua vengano pronunciate: "sì" e "no". Su queste si è concentrato lo studio di un team di ricercatori del Dipartimento di Etologia dell'Università ELTE Eötvös Loránd di Budapest, in Ungheria, per analizzare ancora più profondamente la capacità del canis lupus familiaris di comprendere il nostro linguaggio.
"Si" e "no" sono suoni universali per i cani
Ciò che è emerso dalla ricerca è che noi umani emettiamo dei segnali acustici universali, a prescindere dalla lingua che usiamo, che rappresentano il "sì" e il "no" e che sono comprensibili anche alla specie che si è co evoluta con noi nell'arco di almeno 30, 40 mila anni secondo le più recenti teorie sull'inizio della relazione tra cani e uomini.
Per arrivare a questa conclusione, i ricercatori sono partiti da studi precedenti in cui era stato già accertato che gli altri animali riescono a riconoscere il nostro stato emotivo attraverso proprio il suono della nostra voce, comprendendo ad esempio se siamo arrabbiati o felici, ma non era chiaro invece se dirgli di fare una cosa oppure di non farla rispetto a messaggi diretti a loro fosse legato anche al tono usato.
Gli esperti così hanno coinvolto nel test 62 persone con i loro cani di diverse tipologie (di razza e meticci) e gli hanno chiesto di mettere in atto diversi scenari come ad esempio di indicare al cane di avvicinarsi o meno a un determinato target. Tutto doveva avvenire senza profferire alcuna parola ma emettendo dei suoni che dovevano far capire al loro compagno canino se poteva agire o meno.
Alla fine delle sessioni, i ricercatori hanno analizzato le registrazioni audio e son riusciti a dimostrare che il suono emesso dalle persone di riferimento cambiava a seconda se incoraggiavano o scoraggiavano il cane nell'azione. Quelli che rappresentavano il "sì" erano più acuti, brevi e avevano in media una frequenza abbastanza alta, viceversa i "divieti" si traducevano sullo schermo in un'onda più lunga, con una maggiore variazione dell'intensità e della stessa struttura del suono. I suoni collegati al "no", poi, sono risultati simili tanto se erano stati espressi da una donna che da un uomo.
I codici acustici comuni a tutti i mammiferi, anche l'uomo
Come premesso, i cani hanno compreso perfettamente quali erano le intenzioni e le indicazioni dei loro umani di riferimento emettendo quei segnali acustici. Gli studiosi hanno avanzato l'ipotesi che vi sia un linguaggio universale sonoro condiviso tra tutti i mammiferi: "Questa ricerca contribuisce alla comprensione di quanto i codici acustici vocali possano essere utilizzati in modo flessibile per trasmettere significati a individui eterospecifici – scrivono nella parte finale dello studio – La scoperta di distinti modelli acustici per sì e no supporta l'idea che esista un codice acustico robusto, generalizzabile in diversi contesti, per semplici istruzioni per azioni. Le risposte corrette dei cani a questi segnali dimostrano che tali codici acustici generali possono essere decodificati da individui di altre specie ed efficacemente interpretati in situazioni specifiche".