
La Befana è una figura sul limitare della magia bianca e quella nera, portatrice di dolci e balocchi e al tempo stesso vecchie e ripugnante. Non è così sorprendente quindi che secondo alcuni dei miti che la raccontano sia spesso accompagnata da un gatto nero, il compagno per eccellenza delle streghe e animale simbolo del mistero. Dietro la leggenda della Befana si nasconde quella di Epifanio, il gatto che, secondo la leggenda popolare, sarebbe diventato compagno fedele della vecchia signora che visita le case nella notte dell’Epifania, tra 5 e 6 gennaio.
Epifanio era un gatto che aveva instaurato con la Befana un legame particolare, seguendola in ogni viaggio e aiutandola a distinguere chi fosse meritevole di dolci e chi, invece, di carbone. La sua presenza l’aura di mistero e stregoneria dietro questa figura così amata.
I gatti neri nella cultura popolare e il legame con la Befana
Il rapporto tra gatti neri e magia ha radici antichissime: già nell’antico Egitto i gatti erano considerati creature sacre, simboli di protezione e saggezza. Tra tutte le divinità felina spiccava Bastet, venerata sin dal 2890 a.C. Originariamente dea della guerra nel Basso Egitto, dopo l’unificazione delle regioni nel 3100 a.C. circa, Bastet assunse l’aspetto di gatta e il ruolo di guardiana della casa, dei felini, delle donne e della fertilità. Le iscrizioni funerarie, in particolare quelle sui sarcofagi, rivelano un lato più oscuro della dea, “Signora delle bende”, Bastet era anche custode dei defunti, conferendo ai gatti un legame con la morte e il mistero.
Successivamente, nell’antica Grecia, questo legame tra gatti e magia si sviluppò ulteriormente. Nelle statue e nei templi ateniesi, Ecate, dea della magia, della stregoneria e della luna, viene spesso raffigurata con un gatto accanto a sé. Il felino fungeva da famiglio, creatura soprannaturale incaricata di assistere la divinità e le maghe nel loro lavoro. Questo stesso concetto si riflette nella tradizione italiana: il gatto nero che accompagna la Befana può essere visto come un discendente ideale di queste figure antiche, un assistente magico discreto e vigile, che aiuta a portare ordine tra il bene e il male nella notte dell’Epifania.
Il legame tra gatti e Befana si consolida quindi attraverso secoli di simbolismo e credenze popolari. Il manto nero, spesso associato all’occulto, non spaventa, ma affianca la vecchina nella sua missione: riconoscere i comportamenti virtuosi, proteggere chi è innocente e, talvolta, ammonire chi non lo è. Epifanio, nella leggenda, incarna proprio questo ruolo al limite tra luce e ombra.