UN PROGETTO DI
6 Gennaio 2026
10:50

“Patentino” per vivere con un cane: la frammentaria situazione in Italia

La questione "cani potenzialmente pericolosi" e la soluzione "patentino": in assenza di una legge nazionale, ci sono Comuni che propongono percorsi di formazione obbligatori e altri che non hanno stabilito nulla. Un excursus su come in Italia si affronta la mancanza di conoscenza della specie che ci è più vicina da sempre.

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Rottweiller

Ogni volta che succede si parla di "emergenza" e fa particolarmente paura, perché si tratta di qualcosa di violento e choccante collegato però a una relazione millenaria che è unica al mondo, l'amicizia tra cani e umani. Quando un cane mette in atto un comportamento aggressivo che può causare anche la morte di una persona, e purtroppo spesso di un bambino, la società civile rimane esterrefatta e puntualmente si grida all'allarme, senza mai però trovare una formula che risolva un'equazione, in realtà, molto semplice: vivere con un cane deve essere una scelta responsabile e consapevole, indipendentemente dalla tipologia di compagno a quattro zampe che ci è accanto.

Di casi che nell'arco degli ultimi due anni hanno causato maggiore preoccupazione ce ne sono diversi, ma sicuramente quelli che sono rimasti nell'immaginario collettivo sono la morte di Paolo Pasqualini, un uomo che era nel bosco di Manziana, vicino Roma, a correre e che è stato raggiunto e ucciso da tre Rotweiller fuoriusciti dal cancello di una vita e la morte di una bimba di nove mesi ad Acerra, nel napoletano, morsa dal Pitbull di famiglia mentre il padre era in casa e secondo quanto ha testimoniato non si è accorto di quello che stava succedendo.

Questi eventi orribili e altri che andando indietro nel tempo continuano a verificarsi hanno un unico comune denominatore: l'inconsapevolezza, a volte banale superficialità, da parte di chi detiene gli animali  unito alla mancanza di conoscenza della loro etologia e anche e soprattutto l'incapacità di costruire una relazione con i cani basata sul rispetto e la conoscenza delle necessità non solo fisiche ma anche emotive di quello che rimane "il miglior amico dell'uomo". Questo modo di dire, del resto, dovrebbe già da solo farci riflettere sul dato di fatto che se un cane si "rivolta" contro il suo partner per antonomasia, con cui si è co evoluto, significa che c'è decisamente qualcosa che non è stato compreso da parte della sua persona di riferimento.

Partendo da questi esempi e con queste considerazioni, negli ultimi tempi è emersa di nuovo la necessità di "normare" il rapporto tra cani e umani e non solo con un effetto punitivo legato a sanzioni e pene ex post, ovvero dopo che l'animale ha messo in atto un comportamento aggressivo nei confronti di qualcuno, compreso un suo conspecifico. Ma l'esigenza da parte del legislatore almeno a livello locale è stata quella di introdurre in varie forme quello che viene chiamato "patentino" per vivere con un cane. In assenza infatti di una normativa nazionale, sono sempre di più i Comuni o le Regioni che hanno impostato percorsi di educazione cinofila rivolti a cani e proprietari, sebbene sempre rivolti solo a chi vive con cani di determinate tipologie come i Terrier di tipo Bull (Pitbull e Amstaff ad esempio), cani da guardiania (Pastore Tedesco) o molossoidi (Rottweiller).

In ambito nazionale ora si attende se mai ci sarà la valutazione da parte delle Camere di una proposta della Regione Lombardia che aspira appunto a diventare legge in tutta Italia, la cosiddetta PLP 4 che in altri articoli abbiamo analizzato in profondità e che presenta degli aspetti decisamente controversi e anche anticostituzionali, come hanno ben spiegato su Kodami veterinari e associazioni, etologi, avvocati e istruttori cinofili.

In questa situazione frammentata e confusa, sono le amministrazioni locali dunque ad aver istituito corsi e percorsi di formazione che si assomigliano molto e che in alcune città sono obbligatori e in altre facoltativi. Proviamo a delineare un quadro, con qualche esempio, per capire come ad oggi la questione viene dunque affrontata nel nostro Paese.

A Milano obbligatorio il "patentino Cane Speciale"

Nel 2020 il Comune di Milano è il primo a introdurre il "patentino Cane Speciale" e a renderlo obbligatorio. Si tratta di un corso di formazione rivolto a chi vive con un cane che ha già causato "gravi lesioni nei confronti di persone o animali cittadini del Comune di Milano" o chi ha un cane appartenente a determinate razze che sono sempre le solite ovvero:

  • American Bulldog/American Bully
  • Cane da pastore di Charplanina
  • Cane da pastore dell’Anatolia
  • Cane da pastore dell’Asia centrale
  • Cane da pastore del Caucaso
  • Cane da pastore Maremmano Abruzzese
  • Cane da Serra da Estreilla
  • Dogo Argentino
  • Fila braziliero
  • Perro da canapo majoero
  • Perro da presa canario
  • Perro da presa Mallorquin
  • Pit bull
  • Pitt bull mastiff
  • Pitt bull terrier
  • Rafeiro do alentejo
  • Rottweiler
  • Rhodesian Ridgeback
  • Tosa inu
  • American Staffordshire Terrier
  • Bandog + Molossoidi di grande taglia non iscritti ai libri genealogici ENCI-FCI
  • Bull terrier
  • Boerboel
  • Cane Corso
  • Cane lupo Cecoslovacco
  • Cane lupo di Saarloos
  • Cane lupo Italiano
  • incroci derivanti dalle razze sopra citate.

L'elenco del Comune di Milano è abbastanza esaustivo e contiene le tipologie di cani che anche in altri regolamenti comunali sul benessere animale che citeremo in seguito vengono riportate.

Il corso per conseguire il patentino è a cura dei Servizi Veterinari e dell'ATS, ovvero l'Agenzia di Tutela della Salute locale. I moduli all'inizio erano stati concepiti per una formazione teorica e anche per un test pratico che ora però non viene più fatto, demandando a lezioni online il conseguimento del patentino. Le lezioni vertono ad esempio sulla conoscenza dell'etologia della specie, la comunicazione intra e inter specifica, approfondimenti legati alle singole tipologie di cani, nozioni legali e riferimenti normativi.

Chi non si iscrive ai corsi può andare incontro a sanzioni amministrative e chi non supera i test finali fondamentalmente deve ripeterlo fin quando non ottiene il patentino.

Parma, 10 ore di video lezioni online per il patentino obbligatorio

Anche a Parma il conseguimento del Patentino è obbligatorio ed è stato chiamato nello stesso modo del regolamento previsto dal Comune di Milano ("Cane Speciale"). Le modalità sono praticamente identiche a quelle stabilite dall'amministrazione meneghina, con l'identica scelta di demandare la conoscenza delle materie del corso a lezioni online in video della durata complessiva di dieci ore. Alla fine, anche in questo caso, il test lo si fa online e se si ottiene esito positivo si diventa dei "proprietari consapevoli" secondo quanto stabilito dal regolamento per il benessere e la tutela degli animali a Parma.

Anche in questo caso la ripetizione del corso è ad libitum, ovvero non esiste un limite massimo di tentativi e chi non procede a mettersi in regola rischia sanzioni amministrative. Tra le razze, oltre a quelle già indicate per Milano, figura anche il Dobermann.

Cremona: un corso per tutti, indipendentemente dalla razza di appartenenza del cane

A Cremona si è pensato di allargare il campo d'azione con una scelta più equa e lungimirante rispetto al fatto che è necessario che chiunque viva con un cane sia a conoscenza degli aspetti salienti che riguardano la specie e la relazione con l'umano. Ci sono infatti due corsi, uno rivolto in generale ai proprietari di cani che però è facoltativo e un altro obbligatorio per chi detiene un animale appartenente alle razze cosiddette "potenzialmente pericolose" che è stato però segnalato già per comportamenti aggressivi.

Il Comune di Cremona ha previsto anche, e a differenza dei due esempi precedenti, che le persone e i cani che prendono parte al corso obbligatorio affrontino un test pratico alla fine del percorso.

 Napoli, nessun obbligo di patentino e corsi gratuiti per tutti

Nel capoluogo campano non esistono liste di proscrizione destinate a determinate tipologie di cani e non vi è alcuna obbligatorietà a frequentare i corsi che il Comune offre gratuitamente a chi vuole approfondire i vari aspetti della vita con un amico a quattro zampe al fianco.

Palazzo San Giacomo ha previsto infatti l'ipotesi di rilasciare un patentino attraverso un percorso formativo che  viene svolto una volta all'anno ma che può accogliere massimo 20 binomi, di cui 10 però sono riservati a cani e umani che hanno ricevuto segnalazioni per casi di aggressività. Le condizioni descritte sul sito del Comune di Napoli sono abbastanza generiche e la proposta formativa si esaurisce in "12 ore teoriche". 

Roma, nessun obbligo di patentino a livello comunale

Non esiste alcun corso di formazione nella Capitale, perché al livello comunale non è stata ancora presa in considerazione la fattispecie. E' da tempo che si svolgono corsi invece gestiti in autonomia dai servizi veterinari e nelle municipalità, ma al Campidoglio non si è arrivati alla definizione di un percorso educativo per cani e umani romani. Recentemente è tornata alla carica sull'argomento l'Oipa, l’Organizzazione internazionale protezione animali che si è rivolta al sindaco Guarnieri e alla sua giunta perché si torni a parlare della questione sugli scranni del Comune proponendo di seguire l'esempio di Milano.

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