
Quello che è iniziato il 20 marzo al Tribunale di Modena è un processo che vede come imputato un uomo che è accusato di maltrattamento, uccisione e macellazione clandestina di agnelli. Il caso giudiziario inizia adesso, a pochi giorni di distanza dalla prossima Pasqua, e risale in realtà a quanto accaduto nell’estate del 2024 e reso noto grazie a un intervento della Lav.
In giorni in cui il commercio di agnelli e capretti raggiunge il picco massimo, quello che deciderà il Tribunale di Modena sarà rappresentativo di un sottobosco che riguarda la macellazione illegale degli animali e la decisione della Lav di costituirsi parte civile se verrà accettata, il 17 aprile, porterà in aula la battaglia dell'associazione contro l’uccisione di questi animali attraverso un caso simbolico e di grande impatto.
Il pregresso che c’è prima delle aule di giustizia è una storia cruda che parte dai belati di sofferenza ascoltati dalle persone che vivevano accanto al luogo in cui si praticava la macellazione degli animali. A Gaggio in Piano, comune di Castelfranco Emilia (Modena) una persona allarmata dai belati disperati di alcuni agnelli contattò infatti la LAV per chiedere un intervento immediato, segnalando che c’era un agnello che stava per essere sgozzato da parte di due uomini, dei cacciatori noti nella zona.
Beatrice Rezzaghi, responsabile Unità di Emergenza dell’associazione, e il video reporter Andrea Morabito, allertarono i Servizi veterinari e i Carabinieri e si fiondarono sul posto per raccogliere anche delle immagini utili alla denuncia. La scena che gli si parò dinnanzi era abbastanza evidente: resti degli animali macellati erano ovunque nel cortile dell’abitazione, organi lasciati a terra e sangue ovunque, in particolare su un tavolo dove gli animali venivano uccisi.
“La macellazione degli animali è sempre violenta, perché si costringe alla morte un animale che vorrebbe invece vivere – ha commentato Lorenza Bianchi, responsabile LAV Area animali negli allevamenti – Così come lo sarà la morte degli agnelli uccisi ancora cuccioli per finire sulle tavole a Pasqua. LAV si è costituita parte civile in questo processo per assicurare che chi si macchia di questi reati sia assicurato alla giustizia e per ribadire la gravità di tali condotte che configurano a tutti gli effetti maltrattamento”.
Il punto è che dal punto di vista della legge l’uccisione degli animali prevede lo stordimento prima di praticare qualsiasi sofferenza e che sia “garantito” lo stato di incoscienza del soggetto nel momento in cui si procede a togliergli la vita. Il riferimento normativo è il Regolamento (Ce) numero 1099 del 2009 che prevede anche la dovuta competenza degli operatori e il divieto di farlo clandestinamente, tanto che la macellazione casalinga è prevista ma vi deve essere comunicazione preventiva del luogo e della data in cui verrà praticata alle autorità sanitarie locali.
Il dettato del regolamento è molto chiaro, del resto: “L’abbattimento e le operazioni correlate devono essere effettuati in condizioni tali da non causare agli animali dolori, ansia o sofferenze evitabili”.