
La Papilio machaon, conosciuta più comunemente come macaone, è una delle farfalle più grandi, colorate e riconoscibili presenti in Italia e nel resto d'Europa. Le sue ali gialle attraversate da bande nere, con piccoli "ocelli" blu e rossi, la rendono inconfondibile anche a chi non ha molta familiarità con gli insetti. È una specie molto diffusa e facile da osservare lungo tutta la penisola, dalle zone costiere fino alla montagna.
Con l'arrivo della primavera, il macaone torna come tanti altri insetti a farsi vedere: proprio in questo periodo, infatti, molti individui stanno completando la metamorfosi e iniziano così a comparire i primi adulti, pronti a volare tra i fiori di prati, orti e giardini.
Caratteristiche e habitat della farfalla macaone

Il macaone attraversa, come tutte le farfalle, una metamorfosi completa, cioè un ciclo vitale suddiviso in quattro fasi: uovo, bruco (la larva), crisalide (o pupa) e adulto.
Il bruco è forse la fase meno conosciuta, ma altrettanto interessante, colorata e facile da osservare e riconoscere: è di colore verde brillante, con bande nere e piccoli ed evidenti puntini arancioni. Se disturbato, può estroflettere un organo chiamato osmoterium, una sorta di "forcella" sempre di colore arancione che emette un odore sgradevole per scoraggiare i predatori. Quando accade, il suo aspetto ricorda molto il Pokémon Caterpie.

La crisalide, invece, è immobile e ben mimetizzata: può essere verde o marroncina (con punti più chiari), a seconda dell'ambiente in cui si sviluppa e dello stadio di "maturazione". Resta attaccata a steli o superfici verticali grazie a un sottile filo di seta.

L'adulto è naturalmente la forma più conosciuta e facile da osservare e riconoscere: ha un'apertura alare che può superare gli 8 centimetri, ali gialle con venature nere e le tipiche "code" posteriori che ricordano quelle delle rondini. In basso, lungo il margine del secondo paio d'ali, ha sei "pallini" blu su sfondo nero e una coppia di ocelli rossi che lo rendono inconfondibile e facile da riconoscere. Può essere confuso, forse, solo con il podalirio (Iphiclides podalirius), che però ha strisce nere più verticale e "zebrate" e code più lunghe.
Per quanto riguarda l'habitat, il macaone è una specie molto adattabile. Si può osservare in una grande varietà di ambienti aperti e soleggiati: prati, campi coltivati, orti, margini di strade, giardini e radure, ma anche in quegli incolti che spesso vengono considerati "sporchi", disordinati e pieni di "erbacce" e che invece sono un'esplosione di biodiversità. Evita, di solito, le aree troppo fitte e ombreggiate, come i boschi chiusi.
Cosa mangia Papilio machaon

La dieta del macaone cambia radicalmente, come per tutte le farfalle, tra la fase larvale e quella adulta. I bruchi si nutrono principalmente di piante appartenenti alla famiglia delle apiacee (o ombrellifere), facilmente riconoscibili per le loro infiorescenze a "ombrello". Tra le più tipiche piante nutrici ci sono il finocchio selvatico, la carota selvatica e il prezzemolo. Non è raro, infatti, trovare i bruchi anche negli orti domestici.
Gli adulti, invece, si nutrono di nettare, che succhiano grazie a una struttura allungata chiamata spiritromba, una sorta di "proboscide" arrotolata, tipica di tutti i lepidotteri, incluse le falene. Frequentano molti fiori diversi, ma preferiscono quelli ricchi di nettare e ben esposti al sole, come cardi, lavanda e trifoglio, ma anche piante alloctone o coltivate su davanzali, balconi e terrazze.
Dove vedere la farfalla gialla e nera e perché ritorna in primavera

Il macaone è diffuso in tutta Italia e può essere osservato praticamente ovunque ci siano ambienti aperti e fioriti. Dalla pianura alle aree collinari, fino a quote montane anche elevate, è una presenza piuttosto comune in primavera e in estate e relativamente facile da incontrare.
Come per la maggior parte degli insetti, il suo ciclo vitale spiega perché torna a essere visibile proprio in primavera. Dopo aver trascorso l'inverno allo stadio di crisalide, con l'aumento delle temperature gli adulti iniziano a sfarfallare, cioè a uscire dall'involucro pupale e a volare per la prima volta. I primi individui adulti compaiono tra marzo e aprile, con un picco di presenza nei mesi estivi, soprattutto a luglio. La specie può però avere più generazioni all'anno, e gli adulti restano osservabili spesso fino a settembre e ottobre.

I bruchi, invece, compaiono un po' più tardi, quando i primi adulti primaverili si sono già riprodotti: si possono vedere a partire di solito da maggio, con un picco ad agosto, e restano presenti spesso fino a novembre, prima di trasformarsi nelle crisalidi che affronteranno l'inverno. Questo continuo alternarsi di generazioni è il motivo per cui il macaone accompagna gran parte della stagione calda: un ciclo discreto e silenzioso, ma costante, che ogni anno segna il ritorno della primavera e dell'esplosione della biodiversità tra i nostri prati.