
Fino a qualche decennio fa sull'isola del Borneo, nel sud-est asiatico, la più piccola delle cinque specie attualmente viventi di rinoceronti era un animale relativamente facile da incontrare nella foresta. Oggi, invece, probabilmente ne restano appena due.
Si chiamano Pahu e Pari e sono, con ogni probabilità, gli ultimi rinoceronti del Borneo ancora in vita. Due femmine sole, simbolo di una popolazione arrivata ormai sull'orlo dell'estinzione. Il cosiddetto "rinoceronte del Borneo" non è in realtà una specie a sé, ma una sottospecie del rinoceronte di Sumatra (Dicerorhinus sumatrensis), una delle più antiche tra tutte le specie di rinoceronte, che sopravvive attualmente solo a Sumatra e appunto nel Borneo.
Quelli del Borneo – D. s. harrissoni – erano fino a non molto tempo fa piuttosto diffusi tra le foreste dell'isola. Oggi, invece, la popolazione è ormai ridotta a un numero drammaticamente basso: forse soltanto le ultime due femmine protette in cattività nella parte indonesiana dell'isola e nessun maschio rimasto in natura.
Due femmine sole e un destino (forse) segnato

Pahu ha circa 35-40 anni, è anziana e vive oggi nel Santuario per rinoceronti di Kelian, nel Kalimantan orientale, la parte indonesiana del Borneo. È stata catturata nel 2018 per proteggerla e poi trasferita in una struttura dedicata alla conservazione della specie. Qui viene monitorata costantemente dai veterinari, con l'obiettivo di garantirle condizioni di vita sicure, tenerla in vita il più a lungo possibile e, si spera, riuscire un giorno a farla riprodurre nonostante l'età avanzata.
Pari, invece, è stata scoperta più di recente, grazie a una fototrappola installata nella foresta per monitorare la fauna selvatica. Viveva isolata nella regione di Mahakam Ulu, in un'area fortemente minacciata dalla deforestazione e da attività illegali. Anche lei, come Pahu, era una femmina sola.
Per questo motivo, le autorità indonesiane hanno deciso di catturare e mettere in sicurezza anche lei. Dopo un periodo di quarantena, Pari dovrebbe essere presto trasferita nello stesso santuario di Pahu, nel tentativo di avviare un programma di riproduzione in cattività. Il problema principale, però, è che molto probabilmente in tutto il Borneo non ci sono più altri rinoceronti. Trovare anche solo un maschio, quindi, potrebbe essere un'impresa letteralmente impossibile.
Il rinoceronte di Sumatra, una specie ormai al collasso

La triste storia di Pahu e Pari è il risultato di un declino iniziato decenni fa. Nel 1986 si stimava che in natura potessero esistere fino a 800 rinoceronti di Sumatra tra l'omonima isola, il Borneo e l'Asia continentale. Oggi, a poco più di 35 anni di distanza, le ultime stime ufficiali parlano di appena una trentina di individui. L'ultima popolazione continentale viveva in Malesia, ma è stata dichiarata ufficialmente estinta nel 2019.
L'unica altra sottospecie ancora esistente, D. s. sumatrensis, sopravvive anch'essa con pochissimi individui sparsi sull'isola di Sumatra. La perdita e la frammentazione dell'habitat – cioè la distruzione e la divisione delle foreste in porzioni sempre più piccole – hanno isolato gli ultimi animali, rendendo sempre più difficile l'incontro tra maschi e femmine.
A questo si aggiunge il bracconaggio, una minaccia che, sebbene sia stata ridotta rispetto al passato, non è mai scomparsa del tutto. I rinoceronti sono stati a lungo cacciati per il loro corno, utilizzato nella medicina tradizionale e nel commercio illegale. La specie continua ad affrontare un declino apparentemente inarrestabile ed è per questo considerata "In pericolo critico (CR)" nella Lista Rossa IUCN, la categoria immediatamente precedente all'estinzione.
La corsa contro il tempo per salvare i rinoceronti del Borneo
Gli scienziati e i conservazionisti non hanno però perso le speranze per salvare la sottospecie del Borneo. Anche se non si hanno più notizie da tempo di altri rinoceronti avvistati in natura, sull'isola potrebbe essercene ancora qualcuno nascosto nella foresta. Esplorazioni e monitoraggi continueranno, con l'obiettivo di riuscire a trovare almeno un maschio ancora in vita per avviare un programma di riproduzione in cattività con Pahu e Pari.
Ma la sfida è enorme, se non impossibile. Nel 2016, si stimava che in tutto il Borneo fossero riamasti appena 15 rinoceronti. A distanza di 10 anni, con Pahu e Pari ora in cattività, è difficile immaginare possano esserci molti altri individui – per giunta maschi – ancora da qualche parte in natura. L'ultimo maschio noto è morto in cattività nel 2019.
Allo stesso tempo, si vuole quindi puntare anche su nuove tecnologie di riproduzione assistita, anche nel caso dovessero servire maschi della sottospecie di Sumatra, aumentando così le probabilità di nascita di nuovi individui. L'obiettivo è avviare a qualunque costo programmi di allevamento in ambienti protetti. Se dovesse essere necessario, le ultime due femmine del Borneo potrebbero anche essere inserite nei programmi di riproduzione a Sumatra.
Una storia già vista

Quella di Pahu e Pari ricorda tristemente e molto da vicino un'altra vicenda simbolo della crisi della biodiversità: quella di Najin e sua figlia Fatu, le ultime due femmine di rinoceronte bianco settentrionale (Ceratotherium simum cottoni), un tempo diffuso in buona parte del Nord Africa. Anche in quel caso, la sottospecie sopravvive con appena due femmine che non possono più riprodursi naturalmente, protette nella riserva Ol Pejeta Conservancy, in Kenya.
Oggi, come allora, la sopravvivenza di questi ultimi rinoceronti passa attraverso la scienza, la protezione diretta e l'inseminazione assistita, nel caso del rinoceronte bianco settentrionale anche con lo sperma congelato dei maschi ormai morti da anni. È una corsa contro l'estinzione che si gioca su numeri minimi.
Pahu e Pari sono però molto più che le ultime della propria stirpe: sono ciò che resta di una linea evolutiva antichissima, sopravvissuta per milioni di anni e ora appesa a un filo sottilissimo. Secondo molti, con appena una trentina di individui in tutto tra Sumatra e Borneo, il rinoceronte di Sumatra dovrebbe ormai essere considerato "funzionalmente estinto" ed solo una questione di tempo prima di annunciarne la fine. Non tutti però sono d'accordo e finché ci sarà anche un solo rinoceronte ancora vivo, si tenterà il tutto per tutto.