
Sono arrivati a 55 i cadaveri di cani abbandonati vicino Porto Recanati, accanto al cavalcavia dell'A14 nelle Marche, al confine con Marcelli e Numana nella zona di Scossicci.
Le prime scoperte risalgono al 6 febbraio scorso, quando una volontaria dell' associazione locale "Amici Animali Osimo" si trovava sul posto durante una passeggiata con il suo cane. I primi ritrovamenti avevano portato al rinvenimento di 27 animali, tra cui un Pastore Maremmano con la testa mozzata, poi erano emersi decine di altri cadaveri.
Ora a Scossicci si sta svelando sempre di più un quadro dell'orrore che pare vada avanti da almeno due anni. Le ricerche dei Carabinieri Forestali infatti hanno portato appunto all'emersione di un numero sempre maggiore di soggetti lì abbandonati dopo la morte, tra cui sin dal principio è stato trovato pure il cadavere di un gatto. E, secondo quanto emerge dalle indagini della Procura di Macerata, come pubblicato dal giornale locale Osimo Oggi, gli indizi portano sempre di più verso il mondo della caccia e dell'allevamento.
Nell'area, infatti, l'attività venatoria è particolarmente intensa e la "selezione" dei cani più abili al lavoro di caccia potrebbe essere avvenuta fino al punto tale da liberarsi di quelli reputati inadatti, uccidendoli e gettandone i cadaveri nella zona che è particolarmente impervia, ricoperta di alberi e sterpaglie.
Non è purtroppo raro che accadano queste cose, ovvero che si proceda alla soppressione al fine anche di "alleggerire" i costi di mantenimento destinati all'allevamento e quindi al business della compravendita di cani di razza come Setter, Pointer e altre tipologie tra cani da seguita, da cerca e da ferma.
Il dato di fatto, però, con cui gli investigatori devono fare i conti ,è che a tutti gli animali sono stati rimossi i microchip: motivo per il quale il Pastore Maremmano era stato decapitato, ad esempio. Praticamente non c'è possibilità "tecnica" per risalire alle persone di riferimento. Anche questa, del resto, è una modalità tristemente nota nel mondo della cinofilia criminale e non accade solo negli allevamenti ma ci sono stati anche casi in cui veterinari e sedicenti tali hanno contribuito a pratiche di eutanasia e rimozione del microchip, basti pensare al recente caso avvenuto in provincia di Caserta.