
Lo hanno trovato mentre annaspava tra le onde, a pochi metri dalla riva. Ed è un ritrovamento inaspettato e quasi irreale quello che è avvenuto lo scorso novembre nel mare davanti alla città di Cagayan de Oro, sull'isola di Mindanao, nelle Filippine. Alcuni operai impegnati in lavori di costruzione si sono accorti che in acqua c'era un uccello in difficoltà e, senza saperlo, stavano salvando uno degli animali più rari e a maggior rischio estinzione del pianeta: il bucero delle Sulu.
Dopo la segnalazione alle autorità, l'animale è stato recuperato e trasferito in un centro di recupero per la fauna selvatica. Qui i veterinari del Dipartimento dell'Ambiente e delle Risorse Naturali filippino (DENR), insieme ad altre organizzazioni partner, gli hanno prestato le prime cure, trattando alcune ferite e verificando le sue condizioni generali. Una volta che il bucero si è ripreso ed è stato giudicato idoneo, è stato poi liberato in un'area naturale considerata sicura e adatta alla specie.
La storia di questo salvataggio ha però dell'eccezionale non solo per la rarità dell'animale, ma anche per il luogo del ritrovamento: l'isola di Mindanao dista circa 600 chilometri dall'unico luogo conosciuto in cui ancora sopravvive il bucero delle Sulu. Come abbia fatto ad arrivare fin lì, ad oggi, resta ancora un mistero, ma potrebbe essere legato al traffico illegale di animali selvatici che sta portando questi uccelli sempre più verso l'estinzione.
Chi è il bucero delle Sulu
Il bucero delle Sulu (Anthracoceros montani) è un grande uccello tropicale quasi completamente nero (fatta eccezione per la coda bianca) appartenente alla famiglia dei bucerotidi, riconoscibili per il loro becco massiccio e ricurvo, spesso sormontato da una struttura chiamata anche "casco". Vive esclusivamente nell'arcipelago delle Sulu – si dice che è endemico -, un gruppo di isole nel sud delle Filippine. Tuttavia, oggi sopravvive solo sull'isola di Tawi-Tawi e in nessun altro luogo nel pianeta.
Secondo l'IUCN, la specie è classificata come "In pericolo critico", cioè l'ultimo gradino prima della scomparsa definitiva. Le stime più recenti parlano di appena 27 individui adulti rimasti in natura nel 2019, un numero che lo rende il bucero più raro del mondo e uno degli animali più minacciati in assoluto. Un tempo era presente anche sull'isola di Jolo, ma qui si ritiene che sia stato cacciato fino all'estinzione. La sua scomparsa è legata anche alla distruzione delle foreste, trasformate in campi agricoli, ma soprattutto al bracconaggio.
Perché i buceri sono così minacciati
I buceri sono un gruppo composto da circa 62 specie di uccelli tropicali distribuiti in Africa subsahariana, Asia meridionale e Sud-est asiatico. Sono spesso uccelli di grandi dimensioni e che ricoprono spesso il ruolo di dispersori di semi. Nutrendosi di frutti e spostandosi su vasti territori, contribuiscono quindi alla rigenerazione delle foreste tropicali. Sono inoltre famosi per il loro particolare e quasi unico comportamento riproduttivo.
Le femmine nidificano all'interno di grosse in cavità degli alberi, che vengono però murate quasi completamente dal maschio con fango, escrementi e polpa di frutta, restando chiuse all'interno per settimane o mesi. La femmine viene poi nutrita dal maschio, che le passa il cibo attraverso l'unica piccola apertura del "muro". Questa singolare strategia riproduttiva, li rende però particolarmente vulnerabili: se il maschio muore, viene ucciso o catturato, la riproduzione fallisce.
A tutto questo si aggiunge il traffico illegale di animali selvatici. I buceri sono tra gli uccelli più colpiti dal bracconaggio in Asia perché il loro singolare becco è considerato un oggetto ornamentale di valore e perché vengono catturati per il commercio di animali da compagnia esotici. Il "casco" o "l'elmo" di questi uccelli non a caso è chiamato anche "avorio di bucero" e alimenta un mercato nero che continua a prosperare soprattutto nel Sud-est asiatico, nonostante le leggi di tutela. Ed è forse per questo che si trovava a Mindanao.
Un ritrovamento che non torna

Il ritrovamento del bucero delle Sulu a Mindanao resta infatti difficile da spiegare. È improbabile che un uccello così localizzato e legato alle foreste dell'arcipelago delle Sulu abbia attraversato spontaneamente centinaia di chilometri di mare aperto in volo. L'ipotesi più probabile è quindi che sia stato catturato illegalmente e trasportato fin lì, per poi fuggire o essere liberato.
Se così fosse, questo salvataggio racconta quindi anche una storia molto più ampia: quella di un traffico di selvatici invisibile che sposta animali rarissimi e minacciati lontano dai loro habitat, mettendone ulteriormente a rischio la sopravvivenza. In questo caso, fortunatamente, l'epilogo è stato positivo e grazie all'attenzione di alcuni operai e all'intervento tempestivo dei veterinari, uno degli ultimi buceri delle Sulu è tornato libero in natura.
Un singolo individuo, certo, ma quando ne restano così pochi, ogni salvataggio può fare la differenza tra la sopravvivenza e l'estinzione definitiva.