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6 Febbraio 2026
15:20

Non solo pappagalli: quali altri uccelli (e mammiferi) sanno ripetere i suoni umani

Non solo i pappagalli sanno "parlare": anche, corvi, storni e altri uccelli ci riescono. Persino delfini, scimmie ed elefanti possono imitare suoni e parole umane. Ecco chi sono gli "animali parlanti" e come riescono a farlo.

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Tra gli uccelli, anche i corvidi come il corvo imperiale (Corvus corax) sono abilissimi a imitare suoni e voci umane

I pappagalli sono gli animali "parlanti" più famosi, quelli che associamo immediatamente alla capacità di saper ripetere suoni, parole e frasi umane. Ma in realtà non sono affatto gli unici. Esistono molte altre specie di uccelli – e persino alcuni mammiferi – in grado di imitare suoni prodotti dagli esseri umani, spesso con una precisione sorprendente.

Non si tratta di linguaggio vero e proprio, ma di imitazione vocale, una capacità rara e affascinante che ha origini anatomiche, evolutive e sociali molto diverse da specie a specie.

Tra i più abili "imitatori" troviamo corvi, gazze, ghiandaie, ma anche storni, maine o merli indiani e persino una specie di anatra. Tra i mammiferi, invece, tra i più famosi ci sono scimmie, elefanti, ma anche cetacei. Vediamo allora chi sono questi "animali parlanti" e come riescono a farlo.

Quali animali ripetono i suoni

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La maina o merlo indiano (Gracula religiosa) è un’altra specie abilissima a imitare la voce umana

Gli uccelli, per via delle loro incredibile capacità vocali, sono sicuramente gli animali più abili a riprodurre suoni e parole. Oltre ai pappagalli, il gruppo più noto per l'imitazione vocale è sicuramente quello dei corvidi, la famiglia che include corvi, cornacchie, gazze e ghiandaie. Questi uccelli, già noti per le loro incredibili capacità cognitive, possono imitare la voce umana, soprattutto se cresciuti a stretto contatto con le persone. Alcuni corvi riescono facilmente a riprodurre parole, nomi o suoni con grande fedeltà.

Un altro tra gli uccelli più noti è la maina o merlo indiano (Gracula religiosa), una specie originaria delle aree tropicali di India, Sri Lanka, Indonesia e Malaysia e diventato molto comune anche come animale di compagnia proprio per le sua abilità. Anche gli storni europei (Sturnus vulgaris) sono grandi imitatori. In natura imitano le altre specie, ma in contesti urbani possono includere nel loro repertorio suonerie, allarmi, fischi e, in alcuni casi, anche parole umane. Persino Mozart ha avuto uno storno che aveva imparato a ripetere le melodie che ascoltava

Tra gli uccelli meno noti troviamo le gazze australiane (Gymnorhina tibicen), il mimo poliglotto o tordo beffeggiatore (Mimus polyglottos) e gli uccelli lira (due specie del genere Menura), questi ultimi in grado persino di imitare suoni come raggi laser, pianti di bambini e motoseghe. Infine, alla lunga lista degli uccelli parlanti si è aggiunta più di recente anche un anatra australiana, il gobbo muschiato (Biziura lobata). In una vecchia registrazione un'anatra riproduceva la frase "You bloody foo(l)", che tradotto vuol dire "Maledetto idiota".

Passando ai mammiferi, i casi sono più rari, ma non meno affascinanti. I più famosi sono i cetacei, in particolare delfini, orche e beluga (Delphinapterus leucas), famosi per diversi casi documentati di imitazione di parole umane udibili anche fuori dall'acqua, come "hello", "goodbye" e nomi di persone. In questi casi, la "voce" non viene prodotta con corde vocali come le nostre, ma attraverso strutture completamente diverse. Anche scimpanzé e oranghi sono stati in grado di ripetere parole come "mama", "papa" e altre.

Non mancano neppure casi di cani e gatti "parlanti". Online sono presenti numerosi video di cani e gatti che sembrano pronunciare frasi come "I love momma" o altre parole, anche se le capacità imitative dei migliori amici dell'essere umano sono abbastanza limitate e spesso più percepite che reali. Infine, anche alcuni elefanti hanno mostrato capacità di imitazione vocale. Un elefante asiatico (Elephas maximus) che vive in Corea del Sud, Kosik, riesce a riprodurre parole in lingua coreana.

Come fanno alcuni animali a ripetere i suoni

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Beluga (Delphinapterus leucas) e altri cetacei usano lo sfiatatoio per imitare suoni

La capacità di imitare suoni umani non nasce naturalmente per "parlare" con noi. È il risultato di una combinazione di anatomia, apprendimento ed evoluzione sociale. Negli uccelli, il ruolo chiave è svolto dalla siringe, un organo vocale situato alla base della trachea. A differenza della laringe dei mammiferi, la siringe permette un controllo estremamente fine del suono, consentendo a molte specie di produrre due note diverse contemporaneamente.

Nei pappagalli, negli storni e in altri uccelli imitatori, la siringe è particolarmente sviluppata e controllata da aree cerebrali dedicate all'apprendimento vocale. Dal punto di vista evolutivo, l'imitazione vocale negli uccelli è spesso legata alla comunicazione sociale. Imparare nuovi suoni serve a riconoscere i membri del gruppo, a difendere il territorio o ad attrarre un partner. Copiare la voce umana, in questo senso, è solo un "effetto collaterale" di una capacità nata per tutt'altri scopi.

Nei mammiferi la situazione è invece molto diversa. I cetacei non hanno corde vocali, ma producono suoni facendo passare l'aria attraverso lo sfiatatoio. Il loro cervello, però, è altamente sviluppato per la comunicazione, l'apprendimento acustico e la memoria dei suoni. Questo spiega perché alcuni individui riescano a imitare rumori artificiali o parole umane. Anche il comportamento gioca però un ruolo fondamentale.

Gli animali che imitano meglio i suoni umani sono quasi sempre specie sociali, curiose e abituate a vivere in gruppo e a stretto contatto con altri individui. Quando crescono accanto a noi, tendono quindi a includere la nostra voce nel loro "repertorio sonoro", trattandola come un qualsiasi altro suono da copiare o come un modo per attirare l'attenzione e compiacere ai propri umani. In nessuno di questi casi, però, si può parlare di linguaggio nel senso umano del termine.

La maggior parte degli altri animali non attribuiscono alle parole un significato simbolico complesso come facciamo noi, fatta eccezione per alcuni pappagalli, le cui capacità vanno ben oltre la semplice imitazione. Tuttavia, gli animali "parlanti" rimangono un esempio raro delle grandi capacità cognitive, sociale e comunicative delle altre specie e sul modo in cui l'evoluzione ha trovato tante strade diverse per arrivare a risultati sorprendentemente simili.

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