
Il TAR della Liguria ha annullato la delibera con cui la Regione aveva autorizzato l'abbattimento di quasi 26mila fringuelli e oltre 11mila storni – due specie protette e non cacciabili – a scopo ricreativo. Una decisione che rappresenta una vittoria per le associazioni ambientaliste e un duro stop a un provvedimento giudicato illegittimo perché in contrasto con le norme nazionali ed europee sulla tutela della fauna selvatica.
Con la sentenza n. 59 del 20 gennaio 2026, i giudici amministrativi hanno cancellato la deliberazione n. 335 del 10 luglio 2025, proposta dal presidente Marco Bucci, che prevedeva una deroga alla legge per consentire la caccia a due specie protette e non cacciabili. L'abbattimento sarebbe dovuto avvenire tra il 1° ottobre e il 16 novembre 2025, ma era già stato sospeso dal TAR nel settembre precedente.
Il ricorso era stato presentato dalle associazioni LAC, LAV, LIPU, LNDC, ENPA e WWF, assistite dall'avvocato Claudio Linzola. Secondo il TAR, la Regione Liguria ha violato la Direttiva Uccelli (2009/147/CE) e la legge nazionale sulla caccia (157/1992), che tutelano l'avifauna e consentono deroghe solo in casi eccezionali e ben motivati. Per il WWF, la sentenza "ristabilisce un principio essenziale: le deroghe non possono trasformarsi in scorciatoie politiche per aggirare la tutela della biodiversità", mentre per LAC – Lega Abolizione Caccia – "Sarebbe stata una barbarie ingiustificabile sotto ogni punto di vista".

La Direttiva europea, infatti, ammette deroghe solo quando non esistono soluzioni alternative soddisfacenti e per finalità precise, come la tutela della salute pubblica o la prevenzione di gravi danni, non per la caccia a scopi ricreativi. Il TAR lo chiarisce senza ambiguità: la Regione non ha dimostrato alcuna "circostanza speciale" che giustificasse il prelievo venatorio di specie protette, ricordando che l'attività di caccia può essere esercitata solo su specie non protette.
Un passaggio centrale della sentenza riguarda il concetto di "impiego misurato" delle specie protette, previsto dall’articolo 9 della Direttiva Uccelli. Secondo i giudici, la caccia con il fucile per puro svago non può mai essere considerata un uso misurato. Inoltre, le motivazioni culturali, tradizionali o gastronomiche non hanno alcun valore giuridico per giustificare una deroga.

Argomenti come il richiamo al folclore, alla cucina rurale ligure o alla presunta rivitalizzazione della ruralità erano stati già contestati dalle associazioni, che nel febbraio 2025 avevano scritto al presidente Bucci senza ottenere risposta. Il TAR ha di fatto smontato queste motivazioni, ricordando anche che la Corte di Giustizia europea, nel 2021, ha escluso che le tradizioni possano legittimare deroghe alla tutela della fauna.
Fringuelli (Fringilla coelebs) e storni (Sturnus vulgaris) sono due specie protette e non cacciabili, pertanto l'abbattimento di decine di migliaia di individui è stato definito dalle associazioni una violenza ingiustificabile contro il patrimonio naturale, sempre meno tollerata dall'opinione pubblica. Un precedente importante che, secondo le associazioni, richiama anche le altre regioni al rispetto rigoroso del diritto europeo e del principio di precauzione.