UN PROGETTO DI
3 Marzo 2026
10:48

Mega inchiesta sulle sevizie agli animali nell’Università Magna Grecia di Catanzaro: rinviate a giudizio 10 persone tra cui l’ex rettore

Nel gennaio scorso la Guardia di finanza aveva eseguito un'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari nei confronti di diversi docenti e ricercatori dell'università di Catanzaro, insieme ad alcuni veterinari in servizio nell'Azienda sanitaria provinciale. Un sistema che per la Procura avrebbe portato tra le altre cose a “una serie indeterminata di delitti di corruzione, falso, truffa ai danni dello Stato e maltrattamento e uccisione di animali"

Immagine

Sono dieci le persone rinviate a giudizio, tra quelle che avevano chiesto il rito ordinario, dalla Gup di Catanzaro Gilda Danilo Romano nell'ambito della mega inchiesta sull'Università Magna Grecia in cui tra le ipotesi di reato sono state riscontrate associazione per delinquere, maltrattamento e uccisione di animali e corruzione. La chiusura delle indagini preliminari, in cui la procura ipotizzava  gravi illeciti nella gestione di due laboratori con cavie vive all'interno dell'ateneo, era avvenuta lo scorso gennaio 2025 e coinvolgeva ben 35 soggetti, tra professori universitari e altri impiegati dell'Università a vario titolo. Ora tra i dieci rinviati a giudizio c'è Giovambattista De Sarro, ex rettore e responsabile scientifico di quattro progetti, Ciro Indolfi, cardiologo e responsabile di un progetto di ricerca, diversi veterinari e i responsabili del benessere animale.

Il 16 marzo ci sarà anche l'udienza relativa agli altri pubblici ufficiali coinvolti nell'inchiesta che invece sono sottoposti a rito abbreviato, tra i quali c'è Giuseppe Caparello, direttore del dipartimento di Prevenzione dell’Asp veterinaria di Catanzaro, e sua figlia coinvolta nell'inchiesta con l'accusa di corruzione per un presunto accordo tra il rettore e il padre rispetto alla sua ammissione alla Scuola di di specializzazione in Farmacologia e Tossicologia clinica.

La Lav, che si è costituita parte civile, tira le fila di quanto accaduto fino ad ora dall'inizio dell'inchiesta alle ultime decisioni dei giudici: "Il procedimento ha già portato alla luce un quadro estremamente allarmante: pratiche su animali incompatibili con la normativa vigente, omissioni nei controlli, violazioni dei protocolli autorizzativi e soppressioni di animali in assenza delle necessarie garanzie e misure analgesiche. Circostanze che, oltre a configurare possibili responsabilità penali, sollevano interrogativi profondi, che la nostra associazione porta  avanti fin dalla sua fondazione, sul piano etico e sull’affidabilità scientifica delle ricerche condotte".

Il 15 gennaio 2025 la Guardia di finanza aveva eseguito un'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari nei confronti di diversi docenti e ricercatori dell'università di Catanzaro, insieme ad alcuni veterinari in servizio nell'Azienda sanitaria provinciale. Nell'ambito dell'inchiesta denominata "Grecale" era stata rilevata la presenza di un'associazione per delinquere finalizzata allo sfruttatamento e all'uccisione di animali, prevalentemente roditori, all'interno dei laboratori dell'ateneo. L'inchiesta aveva portato all'arresto di 11 persone, tra cui l'ex rettore, per un sistema criminale che per la Procura avrebbe portato a “una serie indeterminata di delitti di corruzione, falso, truffa ai danni dello Stato, maltrattamento e uccisione di animali attraverso la creazione di un sistema di svolgimento delle attività di ricerca con animali vivi, presso gli stabulari d’Ateneo, realizzate in violazione delle norme sulla salute e sul benessere animale”.

Sfondo autopromo
Segui Kodami sui canali social
api url views