
Il Tribunale di Ravenna ha emesso la sentenza di primo grado nel lungo procedimento penale che ha visto al centro della scena l'ex medico veterinario Mauro Guerra, noto per il cosiddetto "caso Balto", il cane a cui l'uomo aveva praticato un'eutanasia illegale. Guerra è stato condannato a 4 anni e 2 mesi di reclusione per una serie di reati che vanno dal maltrattamento e uccisione di animali, fino a illeciti di natura fiscale e amministrativa.
La condanna è arrivata dopo anni di indagini e dibattimento, che hanno scandagliato la vita professionale dell'ex veterinario di Ravenna. Le accuse mosse dalla Procura – coordinate dal pubblico ministero Marilù Gattelli – comprendevano maltrattamenti ed eutanasie ritenute ingiustificate, detenzione illegale di farmaci, smaltimento illecito di rifiuti speciali, falsificazione di libretti sanitari, frode in commercio e reati tributari legati a una presunta maxi evasione fiscale.
La vicenda giudiziaria di Guerra e la morte di Balto
La vicenda giudiziaria è cominciata nell'estate del 2020, quando la morte del cane Balto, un Labrador trovato in condizioni critiche e successivamente soppresso da Guerra, diede il via alle indagini che avrebbero portato alla scoperta di una serie di presunte irregolarità. Secondo l'accusa, l'eutanasia non sarebbe stata preceduta da adeguate e corrette valutazioni cliniche e diagnostiche, e sarebbe stata praticata in un ambiente carente sotto il profilo igienico.
Nel corso delle perquisizioni all'interno dell'ambulatorio furono rinvenuti anche 619mila euro in contanti, sospettati provento di prestazioni in nero, nonché farmaci scaduti e materiali di uso veterinario gestiti in modo irregolare. La Procura aveva chiesto nel corso del processo una condanna complessiva di 13 anni e 4 mesi di carcere, oltre a una multa di 100mila euro. La sentenza ha riconosciuto la responsabilità penale di Guerra per i fatti contestati, pur non accogliendo appieno la richiesta dell'accusa.
Il Tribunale ha disposto anche l'interdizione dalla professione per 3 anni e dai pubblici uffici per 5 anni e ha previsto la confisca dell'ambulatorio. Guerra era inoltre già stato radiato in via definitiva dall'Ordine dei Medici Veterinari, sanzione disciplinare che aveva preceduto di qualche tempo la fine del processo penale. Sono stati inoltre riconosciuti risarcimenti fino a 5mila euro alle associazioni animaliste che si erano costituite parti civili nel processo, tra cui ENPA, LNDC, OIPA e LAV.
Soddisfazione per le associazioni: "Sentenza importante"
"È una sentenza che attendevamo fiduciosi e che rappresenta un risultato importante non solo per LNDC Animal Protection, ma per tutti coloro che credono nella tutela concreta degli animali. Sicuramente avremmo apprezzato di più se fosse stata accolta la richiesta dell’accusa per una condanna a oltre 13 anni, ma si tratta comunque di una vittoria", ha dichiarato Piera Rosati, presidente LNDC Animal Protection. "La giustizia non cancella le sofferenze subite dagli animali, ma questa sentenza dimostra che le istituzioni possono e devono intervenire con fermezza. Continueremo a batterci perché la tutela degli animali non resti solo un principio, ma si traduca sempre in responsabilità concrete".
Anche OIPA ha accolto la sentenza con soddisfazione. "L'esito di questo procedimento penale è molto importante poiché riguarda reati gravi commessi da un soggetto il cui ruolo professionale avrebbe imposto la tutela degli animali e il massimo rispetto per l'integrità della loro vita e del loro benessere. A questo si aggiunge anche il rispetto dovuto alle loro famiglie, di cui gli animali sono parte integrante", ha detto invece Claudia Taccani, responsabile Ufficio Legale OIPA Italia.
"È indispensabile che casi come questo segnino un punto fermo: nessuna logica di risparmio o di profitto può mai giustificare il maltrattamento o l’uccisione di animali", ha dichiarato invece LAV in un comunicato. La sentenza apre ora una nuova fase, non solo giudiziaria, ma anche etica e sociale, sul ruolo e le responsabilità di chi esercita una professione che, per sua natura, implica la tutela e cura della vita animale.