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Per oltre cinquant'anni nessuno lo aveva più incontrato. Descritto per la prima volta nel 1973 e poi scomparso completamente dai radar della scienza, il palombo dal dorso a vela – uno squalo dal nome poco noto e dalla biologia ancora avvolta nel mistero – è stato finalmente riscoperto nelle acque della Papua Nuova Guinea. La storia di questo animale sembra uscita da un romanzo naturalistico e l'unico individuo noto fino a poco tempo fa era stato trovato nel 1970 nel nord della Papua Nuova Guinea e utilizzato tre anni dopo per la descrizione della specie.
Dopo quel singolo esemplare più nulla, nonostante ricerche approfondite, spedizioni scientifiche e studi sulla fauna marina del paese. Perfino un'indagine mirata condotta negli anni 2010, con l'obiettivo di censire proprio tutti gli squali e razze locali, non aveva portato alcun risultato. Nessuno aveva più avuto la fortuna di osservarlo e alcuni esperti iniziavano a temere che fosse ormai estinto. Il palombo dal dorso a vela – il cui nome scientifico è Gogolia filewoodi – sembrava letteralmente svanito nel nulla, ma ora è ricomparso a sorpresa.
Uno squalo "fantasma" ritrovato grazie ai pescatori

Nel 2020, un progetto del WWF ha ribaltato la situazione. Intervistando alcuni pescatori della regione di Madang, i ricercatori hanno inaspettatamente ricevuto le fotografie di cinque individui femmina, tutti purtroppo già morti dopo essere stati pescati. Nonostante ciò, si trattava finalmente della prima prova concreta che la specie fosse ancora viva e vegeta. Due anni dopo, nel settembre 2022, è arrivata un'ulteriore conferma: il primo maschio in assoluto mai documentato dalla scienza.
Secondo i racconti delle comunità locali, in realtà lo squalo non sarebbe mai scomparso del tutto. Pescatori del popolo Bilbil e della laguna di Madang riferiscono che capita di catturarlo occasionalmente nelle acque della baia dell'Astrolabio, a nord dell'isola della Nuova Guinea. La differenza, oggi, è che anche la scienza lo ha finalmente "ritrovato". La riscoperta, se da un lato entusiasma biologi e conservazionisti, dall'altro solleva però nuove preoccupazioni per il futuro di questa specie, considerata uno degli squali più rari del pianeta.
Un futuro ancora incerto e tutto da scrivere

Il palombo dorso a vela sembra infatti limitato a un'area geografica molto ristretta, caratteristica che lo rende estremamente vulnerabile. L'aumento delle attività di pesca nella dell'Astrolabio, alimentato anche dal commercio di vesciche natatorie di grandi pesci, molto apprezzate nella cucina cinese di lusso, potrebbe metterne a rischio la sua sopravvivenza. Gli autori dello studio pubblicato sul Journal of Fish Biology avvertono quindi che il destino della specie dipenderà dalla rapidità con cui si riuscirà a implementare piani di monitoraggio e gestione.
La riscoperta di Gogolia filewoodi si inserisce inoltre in una lista sempre più lunga di specie "perdute e ritrovate" e ritrovate negli ultimi anni, quasi sempre grazie all'esperienza e alle conoscenze delle comunità locali. Ed è forse proprio questo il valore aggiunto di notizie come questa, ovvero ricordarci che il nostro pianeta conserva ancora segreti straordinari e che, a volte, basta ascoltare chi vive quotidianamente a contatto con la natura per ritrovare ciò che credevamo ormai perduto per sempre.