UN PROGETTO DI
21 Febbraio 2026
16:24

Le tartarughe giganti ritornano a Floreana, isola simbolo delle Galapagos di quando le estinzioni dipendono dagli esseri umani

Dopo un secolo dalla loro estinzione, sono state reintrodotte delle testuggini simili alla specie Chelonoidis niger niger che un tempo abitava a Floreana, nelle Galapagos. La popolazione locale era sparita a causa dell'intervento umano: i marinai cacciavano gli animali per caricarli vivi sulle navi per poi cibarsene e sempre a causa dell'uomo erano state introdotte specie aliene che hanno devastato l'habitat utile alla loro sopravvivenza.

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Un individuo della specie Chelonoidis niger fotografato sull’isola di Santa Cruz nelle Galapagos

Più di cento tartarughe giganti calpesteranno per la prima volta, a distanza di un secolo dagli ultimi esemplari vissuti lì, l'isola di Floreana nelle Galapagos. Ebbene sì: sebbene si pensi che l'arcipelago dell'Ecuador dove Darwin fece le sue principali scoperte siano tutte abitate dalle testuggini giganti, proprio una delle principali isole non ne ospitava più neanche una.

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Il pin identifica l’isola Floreana nelle Galapagos

Il 20 febbraio sono state portate a Floreana 158 tartarughe simili alla specie Chelonoidis niger niger, la più vicina a quella che un tempo appunto abitava sull'isola e che poi si è estinta a causa dell'intervento umano tra l'introduzione di specie invasive e la caccia.  Il progetto mirato alla ripopolazione è stato curato dalla Charles Darwin Foundation (CDF) e dal Ministero dell'Ambiente per provare a ridare vita appunto alla specie che era scomparsa dall'isola dalla metà del XIX secolo.

La tartaruga gigante di Floreana non è l'unica ad essersi estinta delle nove specie che abitavano le Galapagos. Anche altre due nel tempo sono scomparse ed erano quelle che abitavano sull'isola di Pinta e su quella di Fernandina (Chelonoidis phantasticus). Della prima specie, ovvero Chelonoidis abingdonii faceva parte il famoso "lonesome George", l'ultimo esemplare rimasto in vita che non si era mai riprodotto.

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Lonesome George, c. 1910 – 24 giugno 2012. Er l’ultimo maschio di tartaruga dell’isola Pinta e l’ultimo individuo noto della sottospecie Chelonoidis niger abingdonii

I motivi per cui le tartarughe sono sparite, come accennavamo, dipendono esclusivamente dall'uomo. Fino a quando infatti le isole rimasero sconosciute e incontaminate, le testuggini proliferavano. Ma con l'arrivo delle navi mercantili, tra il 1700 e il 1800, le cose sono decisamente cambiate. Le tartarughe, principalmente, divennero una vera e propria risorsa alimentare: i marinai le catturavano per portarle sulle navi dove gli animali sopravvivevano senza che fossero foraggiate con acqua o cibo, fino a quando non diventavano loro stesse cibo per l'equipaggio. Secondo le stime che sono state fatte, si tratta di un periodo nel quale la sottrazione degli animali dal loro habitat fu talmente intensa che si arrivò alla decimazione quasi totale in meno di una ventina d'anni sulla sola isola di Floreana.

Le navi, poi, non solo portavano via gli esemplari ma "scaricavano" sull'isola anche animali invasivi che rappresentarono uno dei maggiori pericoli per gli esemplari sfuggiti alla cattura. In particolare i maggiori problemi furono dovuti alla presenza delle capre: animali che trovarono, dal loro punto di vista, un "paradiso" per il loro stomaco. La vegetazione sull'isola, infatti, era una sorta di super mercato sempre fornito per questi animali che causarono una alterazione profonda dell'habitat riducendo praticamente alla fame le tartarughe adulte. Come se non bastasse a decimare le uova e le testuggini appena nate ci pensarono invece ratti e maiali, anche quelli introdotti dagli esseri umani in un contesto dove precedentemente non vi era alcun esemplare di questa specie. A tutto ciò ha dato un contributo anche la lentezza con cui le testuggini si riproducono e dunque non vi è stato alcun effetto compensativo tra le perdite e le nascite.

Ci sono voluti anni e anni perché l'uomo si rendesse conto di ciò che aveva fatto e solo con la fondazione del Parque Nacional Galápagos nel 1959 è iniziato il lungo percorso di tutela dell'arcipelago e delle specie che vi abitano. E ora arriva questa notizia che dona speranza anche a quelle che comunque sono, come accennato, le tartarughe "più simili" a quelle che un tempo abitavano nell'isola di Floreana.

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