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2 Gennaio 2026
8:19

Le api dell’Amazzonia diventano soggetti di diritto in Perù: una prima mondiale per un insetto

In Perù, diverse specie di api amazzoniche diventano soggetti di diritto: una svolta storica che tutela biodiversità, ecosistemi, saperi indigeni e attività umane.

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Il Comune Provinciale di Satipo ha approvato un’ordinanza che concede per la prima volta diritti legali a un insetto. Foto di Luis García

Per la prima volta nella storia, un insetto ha ottenuto un riconoscimento giuridico formale. È successo in Perù, nel cuore dell'Amazzonia, dove alcune specie di api autoctone conosciute in inglese come "stingless bees", api senza pungiglione, sono diventate soggetti di diritto. Una decisione senza precedenti che apre una nuova strada nel modo in cui il diritto, la scienza e le comunità umane si rapportano alla natura.

L'ordinanza è stata approvata nel 2025 dal Comune provinciale di Satipo, nell'area della Riserva della Biosfera Avireri VRAEM, nel Perù centrale, e il provvedimento riconosce diritti legali alle api autoctone e agli ecosistemi di cui fanno parte. In altre parole, non vengono più considerate soltanto "risorse" da sfruttare o proteggere indirettamente, ma entità con un valore intrinseco, titolari di diritti propri.

Cosa vuol dire concedere diritti a un insetto

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Le api possono ora essere legalmente rappresentate in caso di danni diretti da attività umane. Foto di Luis García

Ma cosa significa, concretamente, concedere diritti a un insetto? L'ordinanza stabilisce che queste api hanno il diritto di esistere e prosperare, di mantenere popolazioni sane, di vivere in un habitat non contaminato dall'inquinamento, di beneficiare di condizioni climatiche stabili e di poter rigenerare i propri cicli naturali. Ma soprattutto, il punto chiave è che in caso di minacce o danni, possono essere legalmente rappresentate, permettendo interventi immediati contro attività dannose come deforestazione, uso di pesticidi o distruzione degli habitat.

Le protagoniste di questa svolta sono diverse specie di api amazzoniche, tra cui Melipona eburnea, Melipona illota, Melipona grandis e Tetragonisca angustula. Si tratta di api antichissime dal punto di vista evolutivo e fondamentali per la salute dell'Amazzonia: secondo le stime, sono responsabili dell'impollinazione di oltre l'80% della flora amazzonica. Senza di loro, molte piante non potrebbero riprodursi, con effetti negativi a cascata su interi ecosistemi.

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A essere tutelate sono diverse specie autoctone di ape conosciute come "stingless bees", api senza pungiglione. Foto di Luis García

L'impollinazione è naturalmente un servizio ecosistemico essenziale anche per gli esseri umani: queste api contribuiscono indirettamente alla produzione di colture conosciute in tutto il mondo come caffè, cacao, avocado e mirtilli. Proteggerle significa quindi tutelare non solo la biodiversità locale, ma anche i sistemi agricoli e, di conseguenza, anche l'economia.

Un modello anche per altri paesi

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Questi insetti sono molto importanti anche per le comunità umane locali, che li allevano per la produzione di miele. Foto di Luis García

Il percorso che ha portato all'approvazione dell'ordinanza è il risultato di un'alleanza insolita tra leader indigeni, scienziati e giuristi ambientali. L'Earth Law Center, un'organizzazione che promuove un cambiamento radicale nel diritto ambientale, ha elaborato un rapporto tecnico insieme ad Amazon Research Internacional, con il supporto delle comunità Asháninka e delle organizzazioni locali. Un lavoro che unisce quindi conoscenze scientifiche e saperi indigeni, maturati in secoli di convivenza con la foresta e i suoi abitanti.

Per le popolazioni indigene amazzoniche, infatti, queste api non sono solo impollinatrici. Da generazioni vengono anche allevate e protette per il loro miele, utilizzato persino nella medicina tradizionale. Studi scientifici hanno confermato che questo miele possiede proprietà antibatteriche, antifungine, antinfiammatorie e antivirali, e che può avere anche un potenziale antitumorale. Oggi, tuttavia, queste api sono sempre più minacciate. La deforestazione, l'uso massiccio di pesticidi, la frammentazione degli habitat e i cambiamenti climatici stanno riducendo le loro popolazioni.

Proprio per questo, riconoscerne i diritti legali è anche un modo per rafforzare gli strumenti di tutela e rendere più difficile ignorare i danni causati dalle attività umane. Secondo i promotori dell'iniziativa, questa ordinanza potrebbe anche diventare un modello per altri paesi. Non si protegge la natura solo perché "utile" agli esseri umani, ma perché ha un valore proprio. E non è un caso che a inaugurare questa possibile nuova era siano state proprio le api, piccoli insetti da cui dipende tanto della salute delle foreste, dei campi e, evidentemente, del nostro pianeta.

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