
Nella provincia di Treviso si praticavano, fino ad oggi, le gare di caccia alle lepri con l'utilizzo di cani per predare i lagomorfi. La Regione Veneto, infatti, aveva concesso l'autorizzazione a questa pratica a partire dallo scorso febbraio e fino al 2030, consentendola anche nei periodi in cui questi animali si riproducono. Ma le istanze della LAV e di altre associazioni animaliste avevano portato la questione di fronte al Tar del Veneto che avrebbe dovuto esprimersi proprio oggi, ma intanto è stata la stessa Regione a fare un passo indietro e annullare le competizioni.
Dal punto di vista legale, l'autorizzazione era stata già sospesa dal Consiglio di Stato proprio a seguito del ricorso presentato dalla Lav per le gravissime conseguenze che le gare causano sugli animali selvatici. "Da marzo a maggio – spiega la Lega anti vivisezione – si registra il massimo picco della riproduzione della lepre, come dimostra uno studio pubblicato a dicembre scorso e al quale ha partecipato anche Federcaccia, che non è certamente nota per preoccuparsi troppo della vita degli animali. I cani, nella loro ricerca sfrenata delle lepri, si troverebbero di fronte le mamme allattanti in compagnia dei loro neonati, causando così sofferenza e morte".
Per capire la portata di questi eventi e quanto siano lontani da qualsiasi concetto di benessere animale, bisogna fare almeno un breve approfondimento sul fenomeno delle gare di caccia alle lepri in cui sono appunto coinvolti cani. Questo tipo di attività non prevedono l'uccisione delle prede ma "servono" per allenare i segugi, come il Segugio Italiano, quello dell'Appennino e il Maremmano. E' di frequente possibile vedere però anche altre tipologie di cani da caccia usati per predare le lepri, come cani da seguita o da cerca (Spaniel e altri) che sono impiegati per localizzare le prede con l'uso del naso contro la velocità dei segugi che invece inseguono e una volta presa la lepre la riportano al cacciatore. Si tratta comunque sempre di soggetti appositamente specializzati, ovvero selezionati, proprio per la caccia ai lagomorfi ma in queste occasioni l'attività venatoria non viene portata fino in fondo ma si trasforma appunto in una gara, ovvero una vera e propria competizione tra i cacciatori.
In attesa comunque della sentenza del TAR, la LAV "confida che la nuova Giunta regionale del Veneto dia un chiaro segnale di discontinuità rispetto a quella precedente, cominciando a rispettare e far rispettare ai suoi funzionari, la Costituzione e le norme nazionali e internazionali, che da sempre indicano che la caccia e le attività connesse devono sempre essere considerate secondarie e quindi soccombenti, rispetto alla tutela di animali e ambiente".