
È rimasta bloccata per giorni nelle acque basse di una baia sabbiosa lungo la costa tedesca del Mar Baltico. Poi, quasi all'improvviso e quando in molti temevano ormai il peggio, ha ripreso a nuotare verso il largo. È la storia a lieto fine di una megattera, che dopo giorni di tentativi di salvataggio falliti, è riuscita a liberarsi con le proprie forze martedì, 31 marzo.
La balena, lunga circa 10 metri, era stata avvistata all'inizio della settimana scorsa in una zona costiera caratterizzata da fondali bassi e sabbiosi. In questi ambienti i grandi cetacei possono facilmente trovarsi in difficoltà: l'acqua non abbastanza profonda per muoversi liberamente e rischiano di restare intrappolati, soprattutto se disorientati o indeboliti.
I numerosi tentativi di salvataggio
Le operazioni di soccorso sono partite fin da subito. Squadre di volontari e biologi marini hanno monitorato la situazione da vicino, seguendo la balena con alcune imbarcazioni. L'obiettivo era guidarla lentamente verso acque più profonde, fino al Mare del Nord e poi verso l'oceano aperto, il suo habitat naturale. Nei giorni successivi, i soccorritori hanno messo in atto diverse strategie. Con le barche hanno cercato di creare onde artificiali per spingere l'animale a muoversi nella direzione giusta.
Nel frattempo, alcuni volontari hanno scavato veri e propri canali nella sabbia per facilitare il passaggio. Un ostacolo in più è arrivato quando si è scoperto che la megattera era rimasta impigliata in una rete da pesca. L'intrappolamento nelle reti e in altri attrezzi da pesca è una delle principali minacce per i grandi cetacei e molti altri animali marini: le reti possono limitare i movimenti, causare ferite e, nei casi peggiori, portare alla morte. Fortunatamente, i soccorritori sono riusciti a rimuovere la rete.
Nonostante gli sforzi, però, la situazione restava estremamente delicata. Secondo il biologo marino Robert Marc Lehmann che ha documentato e raccontato tutto attraverso i propri canali social, l'animale mostrava segni di forte stress e nuotava in modo irregolare, a zig-zag. Era stato anche segnalato un possibile problema alla pelle, forse legato a infezioni o al lungo tempo trascorso in condizioni sfavorevoli.
Il momento deciso: il gigante riprende il largo

Dopo giorni di apparente immobilità, qualcosa però è cambiato. Verso la fine della settimana scorsa, la balena ha iniziato a muoversi con più energia, diventando progressivamente più attiva. Finché, sfruttando la propria forza, è riuscita a superare i banchi di sabbia e a dirigersi verso acque più profonde. "Si è liberata da sola", ha detto Lehmann su Instagram, sottolineando come l'intervento umano abbia probabilmente aiutato, ma senza sostituirsi del tutto alle capacità dell'animale.
Anche i numerosi volontari che avevano lavorato instancabilmente sul campo hanno raccontato di aver percepito la determinazione della megattera. "Si capiva che voleva scappare", ha detto uno di loro. "Aveva ancora molta energia".
Le megattere (Megaptera novaeangliae) sono tra i cetacei più conosciuti e studiati al mondo. Possono raggiungere i 15 metri di lunghezza e pesare fino a 40 tonnellate, più di quattro elefanti africani messi insieme. Vivono in tutti gli oceani e compiono lunghe migrazioni tra le aree di alimentazione e quelle in cui si riproducono. Sono famose anche per i loro "canti" che possono che si propagano per chilometri sott’acqua. Si tratta di un comportamento ancora oggetto di studio, probabilmente legato alla comunicazione e alla riproduzione.
Perché balene e delfini si spiaggiano?
Gli spiaggiamenti o i quasi-spiaggiamenti, come in questo caso, possono avere cause diverse e ancora non del tutto chiare, sia in base alle specie coinvolte che al contesto. Tra le più comuni ci sono il disorientamento, le malattie, l'inquinamento acustico e gli ostacoli artificiali, come appunto le reti da pesca. Anche le caratteristiche delle coste, come fondali bassi e sabbiosi, possono trasformarsi in vere e proprie trappole per animali così grandi.
In alcuni casi, lo spiaggiamento può essere anche legato alla coesione del gruppo e alla spinta fortissima – nelle specie più sociali – a restare al fianco di un individuo in difficoltà. Recentemente, infatti, un report su uno spiaggiamento di 55 globicefali avvenuto in Scozia nel 2023 suggerisce che l'intero gruppo si è arenato seguendo una femmina durante un parto difficile, restando al suo fianco fino alla fine.
Questa volta, però, la storia si è conclusa nel migliore dei modi. Dopo giorni di apprensione e tentativi falliti, la megattera ha ritrovato la strada verso il mare aperto, con la speranza che possa riuscire rapidamente a riprendersi e a recuperare le forze evitando di finire arenata di nuovo.