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La mantide dalla coda di serpente, una nuova specie scoperta in Sardegna. L’entomologo: “Ha un comportamento mai visto prima”

Scoperta in Sardegna una nuova mantide nana, Ameles serpentiscauda: piccola, rarissima e con una sorprendente "coda di serpente" usata in una parata nuziale unica.

27 Novembre 2025
13:54
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Intervista a Roberto Battiston
Entomologo e conservatore naturalista del Museo di Archeologia e Scienze Naturali "G. Zannato" di Montecchio Maggiore
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Una femmina adulta di Ameles serpentiscauda – la nuova specie appena scoperta in Sardegna – mentre depone la sua ooteca. Foto di Roberto Scherini

In un angolo remoto della Sardegna sud-occidentale, nascosta tra gli arbusti bassi delle coste assolate, è stata appena scoperta una nuova specie di mantide rimasta invisibile e sconosciuta alla scienza fino a oggi. È stata chiamata mantide nana dalla coda di serpente (Ameles serpentiscauda) e come racconta a Fanpage.it Roberto Battiston, entomologo esperto di mantidi e primo autore dello studio pubblicato su Ethology Ecology & Evolution, rappresenta un evento davvero "eccezionale".

"In Italia non veniva descritta una nuova specie di mantide da quarant'anni. Ma ciò che rende questa piccola mantide ancora più sorprendente non è solo l'aspetto, ma il suo comportamento unico, una sorta di danza nuziale molto complessa che fanno i maschi e mai documentata prima in altre specie", racconta Battiston, che è anche conservatore naturalista del Museo di Archeologia e Scienze Naturali "G. Zannato" di Montecchio Maggiore, in provincia di Vicenza.

Una scoperta nata per caso grazie a una vacanza in Sardegna

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La nuova specie di mantide vive esclusivamente in una piccola località lungo la costa della Sardegna sud–occidentale. Foto di Giulia Farris

La mantide nana dalla coda di serpente appartiene al gruppo delle cosiddette mantidi "nane", un gruppo ristretto di specie appartenenti al genere Ameles, più piccole e discrete della più nota, grossa e famosa mantide religiosa (Mantis religiosa). In Italia ci sono già altre specie note, tra cui Ameles spallanzania e A. decolor, e quando è stata avvistata per la prima volta si pensava fosse una di queste, ma qualcosa non tornava.

"È nato tutto un po' per caso la scorsa estate – racconta Battiston – quando l'amico e collega entomologo Oscar Maioglio era in vacanza in Sardegna. Aveva notato, in una località remota della parte sud-occidentale dell'isola, delle piccole mantidi nane un po' strane. Mi ha contattato, ho visto le foto ed effettivamente avevano delle ali un po’ anomale".

Quelle ali, piccole, inadatte al volo e dalla forma decisamente insolita, sono state il primo indizio di qualcosa che effettivamente non tornava. Maioglio decide di raccoglierne alcuni individui e di allevarli per studiarli meglio. È qui che parte l'indagine scientifica.

Una mantide nana con caratteristiche uniche e mai viste prima

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Primo piano di un maschio adulto. Foto di Roberto Scherini

"Le abbiamo allevate e studiate più nel dettaglio – prosegue Battiston – e subito abbiamo capito che c'era qualcosa di insolito. Quei caratteri strani erano unici e molto evidenti, come la forma delle ali e del corpo. Li abbiamo confrontati con altre mantidi nane del genere Ameles e coinvolto colleghi dell'Università di Bologna per analisi genetiche, e tutto ha confermato che si trattava effettivamente di una nuova specie. Un’osservazione nata casualmente da un amico in vacanza è diventata la scoperta di una specie sconosciuta alla scienza".

Questa è una delle parti più affascinanti del lavoro degli entomologi e più in generale dei naturalisti e dei tassonomi che descrivono e danno un nome alle specie viventi. Anche un dettaglio minuscolo può aprire la porta a qualcosa di completamente nuovo. Ma nel caso di Ameles serpentiscauda questi dettagli non solo erano molto davvero molti, ma erano anche accompagnati da un comportamento mai visto prima in questi insetti.

Una parata nuziale unica al mondo

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I maschi muovo la parte terminale dell’addome con movimenti sinuosi che ricordano quelli di un serpente, probabilmente per catturare l’attenzione della femmina e ridurre il rischio di essere mangiati. Foto di Roberto Scherini

Oltre all'anatomia, alla genetica e ad alcuni caratteri morfologici diagnostici, c'è infatti un altro elemento che rende questa mantide davvero speciale: il suo modo di corteggiare. "Ci siamo accorti subito – spiega ancora Battiston – che avevano anche un comportamento diverso da tutte le altre mantidi. Io avevo già descritto anni fa la parata nuziale di un'altra specie, ma era solo un accenno. Qui invece era evidente e molto più complessa e articolata".

Nelle mantidi, il corteggiamento non è però mai una formalità "romantica". Come sanno in molti, il maschio rischia letteralmente la vita quando si accoppia. La femmina può infatti divorarlo facilmente e per evitare questo destino è possibile che metta in atto questi movimenti anche con lo scopo di distrarla o a ridurre la sua aggressività e salvarsi così la vita.

"In questa piccola mantide – continua l'entomologo – la parata è davvero spettacolare: muove la parte terminale dell'addome come un serpente, con movimenti sinuosi, a volte a scatti, in maniera unica e mai vista in altre specie. Per questo l'abbiamo chiamata mantide nana dalla coda di serpente. È un movimento molto elaborato, che abbiamo confrontato con le altre specie, di cui si sa poco, e abbiamo provato anche a vedere se l'etologia potesse essere diagnostica per la filogenesi".

L'etologia, ovvero lo studio del comportamento animale, può quindi diventare anche uno strumento per ricostruire le parentele evolutive di queste specie, proprio come la genetica, l'anatomia e la morfologia.

Un endemismo rarissimo e già a rischio estinzione

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Maschio (in basso) e femmina durante la parata di corteggiamento. Immagine da Battiston et al., 2025

La bellezza e l'importanza della scoperta si intreccia però con un dato molto preoccupante: la nuova mantide vive solo lì, in una minuscola area della Sardegna meridionale, con una popolazione già molto piccola, uno dei motivi che probabilmente a contribuito a tenerla nascosta agli scienziati fino a oggi.

"Per ora – dice Battiston – questa specie si trova solo in una piccola località sulla costa sud-occidentale, che preferiamo tenere nascosta per motivi di conservazione. La popolazione risulta essere molto piccola, probabilmente poche centinaia di individui. È quindi un endemismo molto localizzato e già a forte rischio estinzione. Questo aspetto ancora va approfondito, ma allo stato attuale ci sono già tutti i criteri per classificarla come "In pericolo critico" nella Lista Rossa IUCN".

Una specie viene definita endemica quando vive esclusivamente in un'area geografica e in nessuna altra parte del mondo. Ma è anche in virtù di questa distribuzione così estrema e localizzata che questa specie risulta già così fragile e vulnerabile: bastano anche piccoli cambiamenti climatici, incendi, costruzioni o cambiamenti nell'uso del suolo per cancellarla in pochi anni in maniera definitiva.

Un evento "sensazionale" per l'entomologia italiana

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I coautori della scoperta Oscar Maioglio (a sinistra) e Roberto Battiston durante le attività di ricerca sul campo. Foto di Roberto Battiston

Nonostante la comprensibile preoccupazione per il futuro di questa specie, per gli entomologi autori di questa scoperta la "nuova" mantide ha anche un valore culturale e scientifico enorme.

"L'Italia ha una lunga tradizione di studi entomologici – conclude Battiston – e scoprire quindi una nuova specie di mantide è qualcosa di sensazionale. Io ne ho scoperte e descritte tante altre in giro per il mondo, ma farlo qui, in Italia, è qualcosa di davvero speciale. Ci ricorda che c'è ancora tanto da scoprire. Anche una sola specie in più è un evento eccezionale. Erano quarant'anni che non si descriveva una nuova mantide nel nostro paese".

Per la scienza, Ameles serpentiscauda è un nuovo pezzo unico e irripetibile di biodiversità rimasto nascosto fino a oggi. Per tutti, rappresenta anche un promemoria di quanto sia ancora ricco e variegato il nostro patrimonio naturale, soprattutto quando lo si osserva da vicino, con la pazienza, gli occhi e lo stupore di un entomologo in grado di vedere ciò che prima non riuscivamo neppure a immaginare.

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