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La foca monaca è ancora nel Golfo di Napoli: nuovi avvistamenti con video

La foca monaca è tornata a farsi vedere tra le acque del Golfo di Napoli: nuovi avvistamenti, uno documentato in video, confermano la sua presenza. Gli esperti monitorano la zona. Ecco cosa fare in caso di avvistamento.

30 Giugno 2025
12:01
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La foca avvistata nuovamente nel golfo di Napoli. Screenshot da video di AMP Punta Campanella

La foca monaca, più volte avvistata in Campania nelle scorse settimane, nuota ancora tra le acque del golfo di Napoli. Negli ultimi due mesi, da fine aprile a fine giugno, si sono infatti moltiplicati gli avvistamenti lungo tutta la costa campana, da Punta Campanella a Capri, passando per Ischia, Positano e il Cilento. Due gli incontri segnalati solo negli ultimi dieci giorni, uno dei quali documentato con un video girato da alcuni turisti stranieri, che conferma la presenza di questo animale elusivo e affascinante.

L'Area Marina Protetta Punta Campanella ha ricevuto e verificato le segnalazioni, che ora stanno aprendo la strada a nuove indagini scientifiche. In collaborazione con ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e all'interno del progetto europeo Life SeaNet, coordinato da Legambiente, verranno effettuati rilievi e monitoraggi in diverse aree della Campania. Tra queste, anche l'Area Marina Protetta Regno di Nettuno, dove lo scorso maggio era avvenuto un altro spettacolare incontro con una foca e una murena al largo di Ischia.

Un ritorno atteso e incoraggiante: perché gli avvistamenti della foca monaca a Napoli sono importanti

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Dopo anni di assenza, la foca sta lentamente tornando lungo le coste italiane

Chi conosce la storia recente di questa specie, sa che fino a non molto tempo fa ogni nuovo avvistamento in Italia aveva il sapore di un piccolo miracolo. La foca monaca (Monachus monachus) è infatti uno dei mammiferi marini più minacciati del pianeta, con una popolazione globale stimata in circa 700 individui. Nel Mediterraneo centrale e occidentale, per decenni si era pensato fosse ormai estinta, relegata a pochi individui superstiti o arrivati da zone come le coste greche, nordafricane e turche.

Eppure, negli ultimi anni, qualcosa sta cambiato. Le segnalazioni in Italia sono in netto aumento, non solo in Campania, ma anche in Calabria, Sicilia, Sardegna e Puglia, segno che questa specie – una volta molto comune lungo tutto il Mediterraneo – sta lentamente riconquistando i territori perduti. Secondo gli esperti, questo ritorno è stato favorito da una maggiore protezione, dal miglioramento delle condizioni del mare e dalla disponibilità di grotte costiere tranquille e adatte al riposo e alla riproduzione.

Cosa fare in caso di incontro con una foca

I numerosi avvistamenti recenti, inizialmente attribuiti a un unico individuo, ora fanno pensare che potrebbero essere più di una le foche che in queste settimane nuotano lungo la costa della Campania, un dato che – se confermato – rafforzerebbe l'ipotesi di un ritorno in pianta stabile in queste acque. Proprio per questo, gli esperti ci tengono a ricordare che si tratta di una specie strettamente protetta dalla legge e che, se vogliamo tutelare e ospitare di nuovo nei nostri mari, va trattata con rispetto.

L'AMP Punta Campanella invita quindi tutti – diportisti, turisti, residenti – a seguire alcune semplici regole di buon senso per evitare qualsiasi forma di disturbo: Non avvicinarsi a meno di 50 metri; non toccare, inseguire o disturbare l'animale; evitare rumori forti e movimenti bruschi; ridurre la velocità del motore o spegnerlo, se possibile; non ostacolare il percorso della foca.

In caso di avvistamento, è importante anche segnalare immediatamente l'osservazione all'ISPRA, alla Capitaneria di Porto, all'AMP Punta Campanella o alle altre Aree Marine Protette della zona. Ogni osservazione potrà aiutare i ricercatori a ricostruire i movimenti e il comportamento di questa specie, fornendo dati preziosi per la sua conservazione. Dopo anni di silenzio, le coste italiane stanno tornando a essere "casa" anche per questi affascinanti mammiferi marini. Ma se sarà un ritorno stabile e l'inizio di una nuova convivenza, dipenderà soprattutto da noi.

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