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9 Gennaio 2026
13:37

La caccia uccide anche gli animali domestici: il dossier che fa la conta delle vittime

Cani, gatti e anche cavalli uccisi o feriti gravemente ogni anno durante la stagione venatoria: L'Associazione Vittime della caccia ha anticipato i risultati del dossier che produce ogni anno rispetto a un dato che spesso passa inosservato: la morte di decine di animali domestici a causa della caccia.

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L’Associazione Vittime della caccia ha anticipato i risultati del dossier che produce ogni anno rispetto a un dato che spesso passa inosservato: la morte di decine di animali domestici durante la stagione venatoria. Sempre più spesso e puntualmente ogni anno si fa la conta delle vittime umane che per errore perdono la vita a causa di incidenti durante le battute nelle varie regioni italiane. Ma ci sono anche cani, gatti e altri animali domestici che finiscono nel mirino dei cacciatori di cui non si ha una stima esatta.

La strage silenziosa di animali domestici: uccisi e feriti cani, gatti e anche cavalli

Secondo i dati diffusi dall'Osservatorio AVC questa vera e propria strage che passa sotto silenzio avviene ogni anno puntualmente e l'associazione ha raccolto diversi casi per testimoniare quanto l'attività venatoria produca danni anche ad animali come cani, gatti e cavalli.

Il periodo che è stato considerato è quello che va dal 1° settembre al 31 dicembre 2025 e gli esempi riportati toccano praticamente tutte le regioni italiane, da Nord a Sud: ci sono episodi di cuccioli di cane ammazzati a colpi di fucile in Calabria, cani feriti in Sardegna e anche il ritrovamento del cadavere di una cavalla incinta in un terreno privato nel Lazio. Le storie raccolte alternano esempi di avvenimenti accidentali, ovvero di cacciatori che andavano alla ricerca delle loro "prede" ma si sono incautamente imbattuti in altre tipologie di animali, o veri e propri casi di maltrattamento su specie domestiche messi in atto utilizzando i fucili e altre armi da fuoco per uccidere consapevolmente specie diverse da quelle permesse.

La storia della gatta Spadina rimasta paralizzata e della cavalla incinta uccisa da un proiettile

Spadina: così si chiama una gatta che è rimasta per sempre paralizzata dopo essere stata raggiunta dai proiettili di un fucile ad aria compressa. Il colpevole non è mai stato individuato ma a Perugia la storia di questa micia ha colpito l'opinione pubblica.

E' solo uno dei casi riportati nel report, tra cui emerge anche quanto successo a Lacky, un cavallo che pascolava serenamente a Gussago, in provincia di Brescia, insieme ad un asino che è morto a causa dei colpi di fucile sparati da un cacciatore che era nella zona come denunciato dall'associazione Horse Angels. Stessa sorte toccata a una conspecifica che era pure incinta e che si trovava nel recinto privato delle sue persone di riferimento a Pescosolido, nel Lazio. La cavalla è stata ritrovata cadavere e sul corpo è stata identificata la ferita mortale causata da un arma da fuoco. Il fatto è stato particolarmente violento anche perché l'animale apparteneva ad una famiglia di cui fanno parte due bambini che hanno visto cosa è accaduto a quello che per loro era un componente della famiglia, un "animale d'affezione" che hanno perso per sempre e ancora oggi non si è identificato il colpevole in un'area dove viene quotidianamente praticata la caccia al cinghiale.

Sorte peggiore di Spadina ha avuto un altro gatto in Veneto. Birillo era un micio di proprietà e il suo assassino è stato un cacciatore di 75 anni che lo ha preso a fucilate. Questo episodio è stato accertato dalla magistratura e l'uomo è stato condannato dal tribunale di Treviso, a distanza di 5 anni dall'accadimento, a una pena di 3 mesi e 3 giorni di reclusione che però non ha scontato, approfittando della possibilità di pagare 930 euro come sanzione pecuniaria.

I cani anche, e di tutte le tipologie, sono vittime costanti degli "effetti collaterali" della caccia in Italia. Che si tratti di cani da caccia abbandonati perché giudicati incapaci di svolgere il loro "lavoro" o randagi presi a fucilate o ancora soggetti impiegati nell'attività venatoria che finiscono in burroni o crepacci, "il migliore amico dell'uomo" paga le conseguenze di questa situazione. Nel report viene ad esempio citata la storia di un Setter ad Orvieto che è stato recuperato dai Vigili del Fuoco dopo essere caduto in un dirupo e il caso di un cane di proprietà colpito alle zampe da alcuni colpi di fucile a Siderno, in Calabria.

Il Dossier AVC 2025/2026 completo verrà diffuso il 31 gennaio 2026 e l'associazione ribadisce il senso del lavoro che mette in atto ogni anno: "Offriamo degli spunti di difesa dai cacciatori, in ragione dei numerosi Sos che arrivano da famiglie e cittadini esasperati e fortemente preoccupati per la propria sicurezza e indignati per i crudeli spettacoli di barbare uccisioni cui si vedono costretti ad assistere, nonostante la propria contrarietà".

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