
E' da quando sono nate le razze in senso moderno, ovvero nel 1800, che l'essere umano ha dato il via a quella che è una continua rincorsa al cane "perfetto", secondo però non degli standard etici basati sul benessere dell'animale, ma soprattutto rincorrendo le mode del momento. E' notizia di questi giorni che il Kennel Club americano, ovvero l'organo ufficiale che riconosce le razze negli Stati Uniti pari al nostro Enci, ha ufficializzato tre nuove tipologie. Una in Italia è già nel Libro Genealogico gestito dall'Ente Nazionale Cinofilia Italiana (ENCI), il Basset Fauve de Bretagne, mentre le altre due da questa parte del mondo non sono ancora state considerate: il Teddy Roosevelt Terrier e il Tsvetnaya Bolonka.
Si tratta di tre animali che in comune hanno ovviamente la specie a cui appartengono ma che presentano caratteristiche del tutto diverse l'uno dall'altro. Rispetto a quello che accennavo all'inizio di questo articolo, su tutte e tre si possono fare delle riflessioni che riguardano la selezione che è stata operata per avere dei cani fondamentalmente che nascono seguendo degli standard legati oggi principalmente alle esposizioni canine, in cui l'aspetto estetico è la caratteristica principale che ancora viene considerata.
Basset Fauve de Bretagne, piccole zampe per stanare le prede

Il Basset Fauve de Bretagne è un cane di nascita relativamente recente. In Francia, dove nasce, i primi esemplari sono stati selezionati nella seconda meta del 1900 e infatti il riconoscimento ufficiale della Fédération Cynologique Internationale (FCI) è arrivato nel '63, mentre in Italia è stato inserito nell'albo genealogico solo nel 2003.
Si tratta di un cane da caccia dalle zampe particolarmente corte, le cui origini derivano dal Griffon fauve de Bretagne ma frutto della selezione avvenuta con il Bassotto come principale cane di riferimento perché i cacciatori della Bretagna, appunto, volevano un cane da caccia "mini" per stanare più facilmente le prede nelle tane. Ma oggi, come del resto diremo delle altre due razze riconosciute ora in Usa, il Basset Fauve de Bretagne è desiderato da molti per la sua estetica e trattato come un cane da compagnia di cui però spesso si dimentica la natura di cacciatore. Ciò che "funziona" sul mercato, fondamentalmente, e che accomuna questi tre animali è solo una cosa: la taglia.
Il Basset Fauve de Bretagne, però, come del resto il suo antenato Bassotto è un cane vivace e che ha bisogno di tantissimo movimento ed ha un carattere fiero e testardo: la vita come cane da salotto gli si addice poco, sebbene chi lo alleva e lo mostra nelle sfilate cinofile continui a porre l'accento sulla sua motivazione affilitiva e l'anima socievole. Sia chiaro: senz'altro sono caratteristiche che questo piccolo e tosto cacciatore ha ma è proprio la sua natura di abile stanatore di prede che non bisogna dimenticare e che negli "annunci" di nuove razze lanciate sul mercato non viene mai messo in considerazione.
Altro aspetto da non tacere è che ancora una volta la selezione ha puntato a zampe corte che servono all'uomo più che all'animale. In generale infatti, ovvero per quanto riguarda tutti i Basset, la forma delle zampe non è una condizione naturale ma si tratta di condrodistrofia funzionale, ovvero avere gli arti più corti rispetto al tronco. Da anni nei bassetoidi sono stati riscontrati per questo motivo problemi alla colonna vertebrale e alle articolazioni e gli allevatori più volte sono stati richiamati dai veterinari a un controllo maggiore rispetto alla genetica che ha puntato sempre di più a animali "corti". Lo standard attuale nelle mostre punta a penalizzare l'estremizzazione di questo aspetto ma chi ricorre poi ad acquisti incauti a "basso prezzo" soprattutto attraverso la Rete non tiene conto di quanto continuiamo a fare del cane un oggetto da mettere, appunto, in bella vista sul divano di casa e che più piccolo è più sarà trattato come un pupazzo.
Tsvetnaya Bolonka, il cane di lusso che viene dalla Russia

A proposito proprio di quest'ultima considerazione, la razza Tsvetnaya Bolonka è già annoverata a livello mondiale tra i cani cosiddetti "toy" e il nome in russo significa anche "animale di lusso". Si tratta di cani ridotti a pochi centimetri di altezza e di peso leggero, nati proprio per diventare parte della vita quotidiana all'interno delle mura domestiche con il ruolo di "cane giocattolo". Del resto questa è la traduzione del termine inglese "toy" e questa razza, nota anche con il nome di Bolonka Zwetna, è stata selezionata negli anni '50 a San Pietroburgo proprio per fornire al mercato un "prodotto" che rispondesse alle richieste delle persone: un cane da appartamento frutto dell'incrocio di altre piccole tipologie, in particolare l'italianissimo Bolognese e i due "orientali" Lhasa Apso e Shih Tzu.
Un cucciolo di questa razza, non ancora riconosciuta in Italia, può arrivare a costare anche 3000 euro e averne uno sta diventando uno status symbol non solo in Russia ma anche appunto negli Stati Uniti, tanto da arrivare al riconoscimento ufficiale della razza.
La sua cura deve essere attenta per il manto e relativamente alla salute si riscontrano i problemi tipici dei Bichon, ovvero niente di particolarmente grave nel momento in cui si bada alla pulizia delle orecchie e dei denti, onde evitare casi di infezioni o patologie dentali.
Sul "cane di lusso" di origine russa la riflessione dunque rimane legata all'aspetto estetico che lo fa essere simile a un peluche, sempre per questa necessità umana di avere accanto un animale che non occupa spazio e di cui potersi vantare per la "bellezza". I Bolonka russi sono cani allegri e intelligenti, vanno d'accordo tendenzialmente con gli altri cani e sono molto legati alla famiglia ma vanno rispettati e conosciuti, soprattutto in presenza di bambini. Vengono infatti spesso scelti perché, in linea di massima, sono dei buoni compagni per i più piccoli ma questi ultimi a maggior ragione devono essere educati dai più grandi a non tormentarli.
Teddy Roosevelt Terrier, il "cane del Presidente"

Il Teddy Roosevelt Terrier è, come del resto è implicito nel nome, un Terrier vero e proprio ma la sua caratteristica principale è che la sua "nascita" è legata anche al voler rendere onore a un Presidente americano. E' l'unico dei tre che nasce in Usa, infatti, e grazie all'interesse per questa tipologia di cani da caccia di Theodore Roosevelt, 26° "commander in Chief" degli Stati Uniti. Ma Roosevelt in realtà non ha mai chiesto nulla ai selezionatori di cani e la scelta del nome è ricaduta su di lui appunto per la nota passione del Presidente per i cani da caccia e nulla più.
Ancora una volta, dunque, la sua origine è da ritrovare su necessità umane relative alla funzionalità dei cani perché nel suo caso si voleva avere un animale ancora più piccolo dei già esistenti Rat terrier" per stanare le prede nelle fattorie. La sua evoluzione è stata lunga, ovvero solo nel 1999 si è arrivati a definire poi un cane molto simile a quest'ultima tipologia ma ancora più coriaceo nella sua attività di cacciatore di piccoli animali che insediavano i raccolti nelle zone rurali degli Stati Uniti.
La selezione di questa razza è dunque relativamente recente se paragonata alle altre che, come accennavamo, sono nate nell'arco del 1800 e solo oggi, del resto, il Kennel Club americano è arrivato a stabilirne lo standard.
Che siano dunque utili per motivi pratici, come quest'ultima razza descritta, o creati per motivi futili, come il "perfetto" cane d'appartamento che ora sta diventando di moda e che prima era solo conosciuto in Russia, nulla ancora è cambiato dal punto di vista della considerazione degli animali a prescindere dalle loro funzioni. Soprattutto quando il riconoscimento di uno standard significa sostanzialmente aumentarne il prezzo e continuare a foraggiare le mostre e le gare legate ancora principalmente solo all'aspetto estetico.