
Il pettirosso è uno degli uccelli più familiari per chiunque viva qui in Europa. In inverno frequenta parchi, giardini e balconi, anche nelle grandi città. Eppure, proprio un comune pettirosso in questi giorni sta attirando centinaia di appassionati da tutto il Nord America. Per la prima volta nella storia, infatti, un pettirosso europeo è stato avvistato in Canada, più precisamente a Montréal, lungo le rive del fiume San Lorenzo. Un evento eccezionale da quelle parti, che ha rapidamente fatto il giro del mondo del birdwatching.
Il pettirosso è stato avvistato per prima volta il 7 gennaio dall'appassionata di birdwatching Sabrina Jacob e, con grande sollievo dei cosiddetti twitcher – i birder che viaggiano anche per migliaia di chilometri pur di osservare una specie rara – l'uccello è rimasto nella stessa zona anche nei giorni successivi. La sua presenza è stata confermata fino a ieri, 22 gennaio, trasformando Montréal in una meta improvvisata di pellegrinaggio ornitologico.
Il primo pettirosso "canadese", un viaggiatore fuori rotta
Il pettirosso (Erithacus rubecula) è una specie comune e molto diffusa in gran parte dell'Europa, dove vive in boschi, giardini e parchi urbani, ma non era mai stato avvistato prima in Canada. Come abbia attraversato l'oceano resta in effetti un mistero. Alcuni ornitologi ipotizzano un arrivo "accompagnato", magari a bordo di una nave mercantile. Altri, invece, ritengono possibile che l'uccello abbia compiuto il viaggio con le proprie forze, spinto da condizioni meteorologiche particolari o da errori di orientamento durante la migrazione.
Non è infatti la prima volta che uccelli europei finiscono in Nord America e viceversa. Recentemente, in Francia è stato avvistato il primo martin pescatore americano (Megaceryle alcyon), una rarità assoluta nel Vecchio Continente. Lo stesso pettirosso, in passato era già stato osservato lungo la costa orientale degli Stati Uniti, con segnalazioni in Pennsylvania nel 2015 e nel New Jersey nel 2023. Ci sono anche alcuni avvistamenti in Florida, quasi sempre vicino a grandi porti internazionali, motivo per cui in quei casi si pensa a un trasporto involontario via nave.
Un evento che accende i riflettori e attira binocoli, fotocamere e cannocchiali

Montréal, però, si trova molto più a nord e all'interno del continente, rendendo questa osservazione ancora più inaspettata. La scoperta arriva inoltre a poca distanza temporale da un'altra osservazione inaspettata: l'avvistamento, sempre per la prima volta in Canada, di un pigliamosche della taiga (Ficedula albicilla) a Vancouver. Due specie originarie del "Vecchio Mondo" comparse quasi in contemporanea sui lati opposti del paese, un segnale che alimenta il dibattito su migrazioni anomale, cambiamenti climatici e globalizzazione dei trasporti.
Questi avvistamenti fanno rapidamente il giro dei gruppi social, dei forum e dei canali dedicati al birdwatching, spingendo ogni volta centinaia – talvolta migliaia di persone – a mettersi in viaggio per aggiungere una nuova specie alla propria lista personale, cosa che in gergo viene definita lifer. Lo stesso era accaduto lo scorso novembre nello Stato di New York, dove è stato invece osservato un "nostro" cuculo comune. Eventi del genere stanno diventando molto più frequenti, anche perché il birdwatching è un'attività sempre più popolare.
Perché il birdwatching piace sempre di più
A rendere l'episodio ancora più evidente è stata proprio la risposta del pubblico. Centinaia di persone si sono spostate a Montréal solo per osservare questo singolo individuo. È l'effetto del birdwatching, l'osservazione degli uccelli in natura che unisce curiosità scientifica, passione per l'ambiente e desiderio di stare all'aria aperta. Non si tratta solo di "collezionare" specie, ma di imparare a riconoscerle, osservarne i comportamenti e segnalarne la presenza.
Negli ultimi anni, anche grazie ai social network e alle app di citizen science, questa attività è diventata sempre più popolare, in particolare tra i più giovani. Le community social facilitano discussioni, scambio di informazioni e incontri, e le piattaforme dedicate all'osservazione degli uccelli e alla raccolta dati (come eBird, Ornitho e iNaturalist), insieme a una maggiore accessibilità a binocoli, fotocamere, guide e app per imparare a riconoscere le varie specie, facilitano l'ingresso in questo mondo.
In Italia, la community più numerosa è EBN Italia, ma esistono tantissimi altri gruppi e associazioni regionali o locali. Non mancano neppure creator e influencer, soprattutto in Nord America e in Regno Unito, che raccontano le loro avventure in giro per il mondo e avvicinano sempre più persone al mondo del birdwatching. Il pettirosso di Montréal è diventato così il protagonista di una storia che va ben oltre il singolo avvistamento. Racconta di un mondo sempre più connesso, di animali capaci di viaggi incredibili e di una comunità di persone che, fermandosi a guardare un uccello, riscopre la natura e la condivisione all'aria aperta.