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Il parto di un capodoglio ripreso per la prima volta: le femmine adulte uniscono le forze e aiutano il piccolo a respirare

Ripreso per la prima volta il parto di un capodoglio: 11 femmine, anche non imparentate tra loro, collaborano per sorreggere e aiutare il neonato a respirare, mostrando una sorprendente capacità di cooperazione.

26 Marzo 2026
19:01
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Le femmine adulte tengono fuori dall’acqua un capodoglio appena nato finché non è in grado di nuotare da solo. In alto a destra due globicefali che si sono avvicinati incuriositi. Foto di Project CETI

Osservare la nascita di un grande cetaceo in mare aperto è qualcosa di estremamente difficile, quasi impossibile. Ancora più raro è riuscire a documentarla nel dettaglio, minuto per minuto. Eppure, è quello che è accaduto nel luglio 2023 al largo della Dominica, un paese insulare nei Caraibi, dove un gruppo di ricercatori del Project CETI è riuscito a filmare per la prima volta da viciono il parto di un capodoglio.

Le immagini, catturate con droni e circolate già in quell'anno, sono ora state analizzate in un nuovo studio appena pubblicato su Science, anche grazie a sistemi di apprendimento automatico, e raccontano una scena che va parecchio oltre la semplice nascita: mostrano un comportamento cooperativo sorprendente, in cui più femmine adulte – anche non strettamente imparentate tra loro – uniscono le forze e si coordinano per proteggere e aiutare il piccolo a sopravvivere nei suoi primi, delicatissimi istanti di vita.

Un parto in mare aperto, un evento rarissimo

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I capodogli (Physeter macrocephalus) vivono in oceano aperto e si immergono a profondità estreme

I capodogli (Physeter macrocephalus) sono cetacei odontoceti, cioè dotati di denti come i delfini, e vivono gran parte della loro vita in oceano aperto immergendosi a profondità estreme. Questo rende lo studio diretto dei loro comportamenti particolarmente difficile. Le nascite, quindi, sono da sempre avvolte praticamente nel mistero: avvengono lontano dalla costa e spesso sott'acqua, fuori dalla portata degli osservatori.

Per questo la documentazione raccolta e analizzata dal team guidato dal ricercatore Alaa Maalouf rappresenta un evento eccezionale. Grazie a riprese dall'alto ad alta risoluzione, gli studiosi hanno potuto così osservare un parto durato circa 34 minuti, seguito da un'intensa e frenetica fase di attività collettiva. È la parte più interessante e sorprendente di questo evento, ricostruita minuziosamente seguendo e tracciando il comportamento di ogni singola femmina, anche grazie all'Intelligenza Artificiale.

Undici capodogli, un'unica "squadra" a sostegno del neonato

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Il piccolo appena nato sorretto e tenuto fuori dall’acqua dalle femmine. Foto di Project CETI

Il gruppo di capodogli osservato dai ricercatori era composto da 11 femmine appartenenti a un'unica grande unità sociale già nota agli scienziati. Nei capodogli, infatti, le femmine vivono in gruppi stabili e matrilineari, composti da individui quasi sempre imparentati tra loro (madri, figlie, zie, nipoti) che si muovono e si immergono insieme e collaborano anche nella cura e nella protezioni dei piccoli.

In questo caso, però, è successo qualcosa di insolito e mai visto prima. Il gruppo di adulti includeva due sottogruppi diversi di adulti, in un certo senso due famiglie non imparentate tra loro, che normalmente sono separate, ma che si sono però riunite formando un'unica grande squadra proprio durante il parto. Un comportamento che suggerisce una cooperazione molto più ampia e complessa di quanto si pensasse finora, anche tra femmine che non fanno parte della stessa famiglia ristretta.

Nascere in mare, per un mammifero che come noi devo comunque respirare ossigeno nell'aria, non è affatto semplice e subito dopo il parto il piccolo di capodoglio si trova in una situazione già critica: non è ancora in grado di nuotare con efficienza e, senza aiuto, rischia di non riuscire a raggiungere la superficie per respirare. È qui che entra in gioco il gruppo. Le immagini mostrano le diverse femmine adulte che si alternano nel sostenere fisicamente il neonato, spingendolo verso l'alto per permettergli di respirare fuori dall'acqua.

Un comportamento coordinato e ripetuto per oltre un'ora, che ha coinvolto in maniera alternata gli individui di entrambe le famiglie presenti. Questo tipo di supporto e cure vengono definiti "comportamenti o cure cooperative" e, nei cetacei, sono già noti, anche se raramente vengono osservate in modo diretto e così dettagliato.

Un momento chiave per capire la cooperazione negli altri animali

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Il momento del parto ripreso dall’alto. Foto di Project CETI

La cooperazione tra individui è uno dei grandi temi dell'etologia e soprattutto della biologia evoluzionistica di oggi. Perché animali che non sono imparentati dovrebbero aiutarsi a vicenda? Nel caso dei capodogli, la risposta sembra essere legata proprio alla complessità della loro vita sociale. Questi cetacei vivono a lungo, sviluppano relazioni stabili e durature e condividono ogni giorno attività fondamentali come la caccia e la cura dei piccoli.

Eventi critici come un parto rappresentano perciò momenti in cui la collaborazione diventa quindi ancora più essenziale: la sopravvivenza di un piccolo può infatti avere un impatto a lungo termine sull'intero gruppo. Secondo gli autori, le osservazioni raccolte suggeriscono quindi che forme di cooperazione così complesse, intense e coordinate, anche tra individui che non sono imparentati, possano contribuire a mantenere e rafforzare le strutture sociali dei capodogli e rappresentare un vantaggio evolutivo.

Durante le fasi successive al parto, i ricercatori hanno osservato anche brevi interazioni con altre specie di cetacei, come i lagenodelfini o delfini di Fraser (Lagenodelphis hosei) e alcuni globicefali che si sono avvicinati incuriositi. Si tratta di passaggi ravvicinati, probabilmente senza interazioni dirette significative, ma che mostrano quanto il contesto oceanico sia dinamico, complesso e condiviso tra tante specie diverse.

Un evento raro che cambia la prospettiva

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Sotto la superficie degli oceani si nascondono società animali alternative, complesse e articolate

Dopo alcune ore, il gruppo di capodogli si è poi gradualmente disperso, tornando alla tipica organizzazione in sottogruppi separati impegnati nelle proprie attività di ricerca di cibo. Questa osservazione rappresenta una delle testimonianze più complete e dettagliate mai raccolte sulla nascita di un capodoglio. Non solo per la rarità dell'evento in sé, ma soprattutto per la qualità dei dati: immagini, analisi quantitative e conoscenza pregressa delle relazioni sociali e familiari tra gli individui coinvolti.

Il risultato è un quadro molto più chiaro di come funziona la cooperazione in una delle specie più complesse e affascinanti del pianeta. Un memorandum, ancora una volta, che sotto la superficie degli oceani esistono società animali alternative, complesse e articolate, in cui la sopravvivenza non è mai solo una questione individuale. È una questione che va persino oltre la famiglia.

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