UN PROGETTO DI
11 Gennaio 2026
9:47

Il mistero della “vespa zigzag” che genera solo esemplari femmine: chi è l’argide dell’olmo che devasta gli alberi

L'argide dell'olmo è un parassita noto anche in Europa e in Italia la cui caratteristica principale è quella di generare solo esemplari di sesso femminile. Ora si sta espandendo anche negli Stati Uniti e lo studio di questo imenottero consente di prospettare nuovi scenari per conoscere in maniera più approfondita il fenomeno della partenogenesi.

Immagine
Una pupa di argide dell’olmo (Credits: Thomas Schröder/Institute for National and International Plant Health)⁠

Si chiama argide dell'olmo ed è una vespa nota da pochi entolomogi e sempre più agricoltori, anche con il nome in inglese di Zigzag elm sawfly, dove quel "zigzag" rappresenta la sua "modalità d'attacco" quando ancora è nella fase di pupa: incidere lasciando come traccia un tratteggio serpeggiante sulle foglie degli olmi sui cui prolifera.

Non è però solo questa la particolarità di un parassita molto efficace e che sta preoccupando ora anche gli esperti negli Stati Uniti. La specie, infatti, è composta da soli esemplari femmine che si riproducono attraverso un meccanismo fisiologico chiamato "partenogenesi telitoca", ovvero avendo un sistema riproduttivo che non necessita della presenza del maschio per generare nuovi individui. Queste vespe, infatti, sviluppano un uovo non fecondato e generano solo altre femmine. Una deposizione anche di un solo uovo (e pure sulla legna da ardere) genera vere e proprie infestazioni e una malattia ("grafiosi") che porta a gravi conseguenze relativamente alla salute degli alberi, fino a causarne la morte.

Da quando è stata scoperta la presenza di questa specie negli Stati Uniti, nel 2020, si è diffusa in almeno 15 Stati in soli cinque anni e ora il suo aerale continua ad espandersi, complice la poca conoscenza appunto dell'etologia dell'argide dell'olmo se non attraverso queste prime osservazioni che se ne stanno facendo. Sul Journal of Integrated Pest Management, la rivista della Società Entomologica degli Stati Uniti, gli esperti parlano di "ritmo allarmante di espansione" definendo l'imenottero "un defogliatore invasivo a rapida diffusione che minaccia gli olmi nordamericani".

L'origine della specie è da attribuire a tutt'altra regione del mondo, in realtà: la "vespa zigzag" arriva infatti dall'Asia orientale e nel Vecchio Continente è giunta prima che negli Stati Uniti e anche in Italia sono già state identificate zone dove opera sin dal 2003, come ad esempio in Emilia Romagna o nel Friuli Venezia Giulia. Come si è diffusa dunque in aree del Globo così lontane da quello che era il suo areale iniziale è dovuto principalmente sempre alla stessa ragione: l'essere umano. Il team di ricerca americano che sta studiando l'argine dell'olmo ad esempio su questo aspetto è arrivato a documentare come i bozzoli di pupe si sono spostati da uno Stato all'altro perché erano deposti sugli specchietti e i passaruota dei camion portandoli praticamente così in giro per gli Usa e altri casi descrivono la diffusione anche attraverso la presenza nel terreno delle piante d'appartamento.

Ciò che affascina però particolarmente gli studiosi in tutto il mondo è il sistema riproduttivo di questo imenottero e la sua caratteristica principale di rappresentare una specie in cui il maschio non esiste proprio. Il dato è del resto molto particolare anche per chi non conosce il fenomeno della partenogenesi e in particolare quella telitoca che, come accennavamo, è la forma di riproduzione in cui vengono generate solo femmine. Si parla in questi casi di "riproduzione asessuata", proprio perché non c'è bisogno dell'accoppiamento di individui appartenenti ai due sessi per prolificare. L'uovo dunque si sviluppa in modo indipendente e nonostante sembri qualcosa di raro non è solo questa vespa a riprodursi in questo modo ma sono state scoperte diverse altre specie, soprattutto tra gli insetti, che lo fanno. Gli afidi, in particolare, noti anche come "pidocchi delle piante", hanno un eguale sistema di riproduzione e lo stesso è stato documentato nella Daphnia, piccoli crostacei conosciuti anche con il nome di "pulci d'acqua", che sono solo femmine ma che si riproducono in questo modo solo quando le condizioni climatiche sono ottimali mentre in periodi avversi dal punto di vista del meteo ritornano alla tecnica dell'accoppiamento con i maschi.

La partenogenesi e funziona in questo modo: partendo da una cellula uovo non fecondata (quindi senza alcun contributo dello spermatozoo) alcune specie sono in grado di dare comunque alla luce i proprio piccoli, che portano con sé patrimonio genetico identico a quello della madre e sono come dei veri e propri cloni. La partenogenesi può essere facoltativa, occasionale oppure, in certi casi, persino obbligatoria, come avviene in alcune specie di lucertole o cavallette i cui i maschi sono ormai estinti da tempo e le femmine si riproducono esclusivamente per via partenogenetica.

Un caso particolarmente intrigante dal punto di vista della riproduzione per gli esperti è infatti quello della lucertola dalla coda a frusta del Nuovo Messico (genere Aspidoscelis): le femmine mantengono il comportamento sessuale dell'accoppiamento tra di loro, imitando la monta e alternandosi nei ruoli sebbene, appunto, non sia funzionale alla riproduzione.

Un ultimo esempio più noto perché spesso salito agli onori della cronaca, infine, è quello di alcune specie di squali femmine che si sono riprodotte da sole in cattività. Nel gennaio del 2023 un esemplare che vive allo Shedd Aquarium di Chicago ha infatti generato con partenogesi un nuovo individuo. La cosa che però ha sorpreso particolarmente gli studiosi è che lo ha fatto nonostante fossero presenti maschi con cui accoppiarsi.

Sfondo autopromo
Segui Kodami sui canali social
api url views