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24 Febbraio 2026
10:55

Il linguaggio segreto dei cavalli: quando nitriscono emettono due suoni diversi contemporaneamente

Un nuovo studio svela che i cavalli nitriscono producendo due suoni insieme: uno grave e uno acuto, simile a un “fischio”. In pratica, sono in grado di comunicare due cose diverse contemporaneamente.

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Con un unico nitrito, un cavallo produce due suoni diversi contemporaneamente, uno grave e uno acuto

Il nitrito di un cavallo è uno dei versi più riconoscibili del regno animale. È potente, modulato, capace di attraversare grandi distanze. I cavalli lo utilizzano per stabilire nuove "amicizie", salutare i vecchi compagni, per comunicare le proprie intenzioni e il proprio stato emotivo. Ma per anni non abbiamo mai davvero capito come viene prodotto.

Un nuovo studio pubblicato su Current Biology ha finalmente chiarito il meccanismo che sta dietro alla "voce" equina, rivelando un fenomeno unico: i cavalli riescono a produrre due suoni fondamentali contemporaneamente, uno grave e uno acuto, attraverso due meccanismi diversi.

Una scoperta che cambia il modo in cui guardiamo alla comunicazione vocale di questi animali.

Che cos'è e come funziona la "bifonazione", il doppio suono dei cavalli

Il nitrito del cavallo non è un suono semplice. I ricercatori parlano infatti di bifonazione, un termine tecnico che indica una vocalizzazione composta da due diverse frequenze indipendenti prodotte nello stesso momento. In parole semplici: quando un cavallo nitrisce, sta emettendo contemporaneamente un suono grave e uno più acuto.

La componente grave è quella più immediata e intuitiva. È prodotta dalla vibrazione delle corde vocali, proprio come accade negli esseri umani quando cantano o parlano, o nei gatti quando miagolano. La parte acuta, invece, è stata per molto tempo un vero e proprio mistero.

In genere, negli animali di solito vale una regola piuttosto chiara: più grande è il corpo, più grave è la voce. Questo perché la laringe – l'organo che contiene le corde vocali – tende ad aumentare di dimensioni insieme al resto del corpo. I grandi mammiferi come per esempio elefanti e rinoceronti, quindi, producono solitamente suoni a bassa frequenza. Eppure i cavalli, pur essendo animali di grosse dimensioni, riescono invece a emettere anche suoni sorprendentemente acuti. Un'eccezione che ha incuriosito per anni gli studiosi.

Il segreto è un "fischio" nella laringe: l'esperimento con l'elio

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La componente acuta del nitrito è prodotta attraverso un fischio laringeo

Il team guidato dall'Università di Copenaghen ha scoperto che la componente acuta del nitrito è prodotta attraverso un fischio laringeo. In pratica, oltre a far vibrare le corde vocali, il cavallo genera un flusso d'aria turbolento all'interno della laringe che produce un suono molto simile a un fischio umano.

La differenza è che, nel nostro caso, il fischio nasce tra labbra e bocca; nel cavallo, invece, si forma direttamente nella laringe. Alcuni piccoli roditori, come ratti e topi, sono in grado di produrre fischi laringei simili. Tuttavia, il cavallo è il primo grande mammifero in cui sia stato dimostrato questo meccanismo. Ed è anche l'unico animale – per quanto ne sappiamo oggi – in grado di combinarlo simultaneamente con la vibrazione delle corde vocali.

Per dimostrare l'origine del suono acuto, i ricercatori hanno condotto alcuni esperimenti su laringi prelevate da cavalli morti per cause naturali. Hanno quindi fatto passare aria attraverso la laringe e poi l'hanno sostituita con elio, il gas che rende la voce umana più acuta e stridula quando lo si inala (il cosiddetto effetto "paperino". Perché farlo? Per una ragione fisica molto semplice: il suono viaggia più velocemente nell'elio rispetto all’aria.

Se la componente acuta del nitrito fosse davvero un fischio, la sua frequenza avrebbe dovuto aumentare con l'elio. Se invece fosse stata prodotta dalle corde vocali, sarebbe rimasta invariata. Ed è esattamente quello che è successo: la frequenza acuta è salita con l'elio; la frequenza grave è rimasta stabile. Una prova chiara che i due suoni nascono da due meccanismi diversi.

Due frequenze, due messaggi diversi: una capacità unica

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I cavalli domestici e quelli di Przewalski (Equus ferus przewalskii) sono gli unici equidi in grado di farlo

La scoperta non è solo una curiosità anatomica o acustica. Ha anche implicazioni importanti nel comportamento e nella comunicazione di questi animali sociali. Studi precedenti avevano infatti già dimostrato che le due frequenze del nitrito trasmettono informazioni molto diverse sullo stato emotivo del cavallo.

Significa – semplificando un po' – che un cavallo potrebbe comunicare più cose nello stesso momento: per esempio la propria identità, la posizione, ma anche il livello di eccitazione o di stress. La bifonazione permetterebbe quindi di inviare messaggi multipli in un'unica vocalizzazione, un po' come riuscire a parlare con due diverse voci contemporaneamente.

Un altro aspetto molto interessante è che, anche restando all'interno della famiglia degli equidi, i cavalli sembrano essere gli unici a riuscirci. Sono in grado di farlo anche i cavalli di Przewalski (Equus ferus przewalskii), i "cugini" selvatici dei cavalli domestici, ma asini e zebre no: a loro manca la componente acuta tipica del nitrito. Questo suggerisce che i cavalli abbiano sviluppato adattamenti vocali molto specifici, che rendono il loro repertorio comunicativo molto più complesso rispetto a quello di altri mammiferi.

I cavalli, quindi, sono a quanto pare gli unici mammiferi sociali in grado di comunicare a "voce" due emozioni diverse contemporaneamente. Possono "parlare" su due diverse dimensioni allo stesso tempo, grazie a uno dei "versi" più conosciuti del regno animale: un semplice nitrito.

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