UN PROGETTO DI
27 Febbraio 2026
17:30

Il DNA degli orsi marsicani si è modificato: ecco perché sono meno aggressivi con gli esseri umani rispetto ad altre specie simili

Uno studio a firma di diversi ricercatori del Dipartimento di Scienze della Vita e Biotecnologie dell’Università di Ferrara ha reso noto che negli orsi marsicani è avvenuto un cambiamento genetico che ha modificato il comportamento degli animali rendendoli meno aggressivi verso gli umani.

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Amarena e Juan Carrito, che non ci sono più, e ora l'orsa Bambina. Sono tutti  "nomi noti" di plantigradi e tutti e tre appartengono alla specie Ursus arctos marsicanus, l'orso bruno appenninico. Una popolazione che è composta da pochi individui che vivono nell'Italia centrale. Siamo "abituati" a sentir parlare di loro e, anzi, in tanti purtroppo li cercano e vogliono fotografarli e riprenderli, quando come più volte lo stesso Parco Nazionale d'Abruzzo e del Molise ha invitato a non fare e così anche i maggiori esperti di orsi e fauna selvatica.

La "confidenza" che noi umani ci prendiamo con questi orsi, a differenza di quelli che vivono in Trentino, oggi potrebbe essere spiegata anche grazie a uno studio a cura di diversi ricercatori del Dipartimento di Scienze della Vita e Biotecnologie dell’Università di Ferrara che hanno scoperto un cambiamento genetico che ha modificato il comportamento degli animali rendendoli meno aggressivi verso gli umani.

In buona sostanza il team di ricerca ha scoperto che la convivenza con la nostra specie nel corso del tempo ha modificato il DNA degli orsi. Non si tratta solo di una questione comportamentale determinata dall'adeguarsi alla situazione di prossimità, praticamente, ma proprio da un'evoluzione diversa che ha lasciato traccia nel patrimonio genetico.

"Abbiamo dimostrato che gli orsi bruni appenninici possiedono un modello di diversità genomica unico che include firme selettive a livello di geni associati a una ridotta aggressività – scrivono gli esperti nella ricerca – I nostri risultati supportano l'ipotesi che la selezione indotta dall'uomo abbia promosso cambiamenti comportamentali anche in popolazioni isolate di piccole dimensioni e a lungo, riducendo i conflitti e contribuendo alla persistenza a lungo termine di una grande specie di mammifero e alla sua coesistenza con l'uomo".

Lo studio non è solo un lavoro legato alla mappatura genetica ma riesce a dare un'idea più chiara dei motivi del comportamento degli orsi marsicani, facendo capire come incide questa evoluzione sul loro sistema nervoso e di conseguenza su come riescono a regolare, rispetto a specie simili, la loro aggressività nei confronti dell'essere umano. Praticamente ci sono dei geni, in determinate aree del DNA, che si accendono e spengono a seconda del livello di serenità o meno provato dall'animale che corrisponde poi alla capacità acquisita di "convivere" con l'uomo.

I ricercatori usano questa terminologia: "Erosione genomica causata dall'uomo nell'orso bruno appenninico" che è simbolica per comprendere quanto il comportamento umano abbia influenzato l'ambiente e di conseguenza la vita di questo animale selvatico al punto da determinare una variazione nella sua evoluzione genetica e infatti un altro capitolo dello studio è infatti intitolato "Cambiamenti comportamentali in un paesaggio dominato dall'uomo".

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