
Lucky e Zorro rappresentano un caso unico e molto importante nella considerazione dei cani come esseri senzienti dal punto di vista della legge. Per questi due meticci di 7 anni che vivono in canile, il giudice che è stato interpellato per una complicata situazione relativa al loro affidamento, ha deciso di richiedere una consulenza a un veterinario per ottenere una perizia psicologica in modo tale da capire qual è la migliore soluzione per loro.
Facciamo un passo indietro, perché la loro storia è complessa e si dipana attraverso la presenza nella loro vita della loro ex persona di riferimento e ben due associazioni che dibattono per la custodia. I due cani da cinque anni sono al canile di Cremona, dove sono arrivati a causa di una segnalazione per maltrattamento. Secondo le varie testimonianze riportate dai media locali che stanno seguendo la vicenda, la persona di riferimento attraverso le parole del suo avvocato afferma di essersi trovato "costretto" alla cessione dei cani, firmando in bianco quella che era una cessione di proprietà, ma senza sapere che lo fosse.
Roberto Balzanelli, questo il nome dell'uomo, ha disconosciuto quel "documento" ma Lucky e Zorro sono rimasti nel canile di Cremona, gestito dall'Associazione Zoofili cremonesi: quando ha provato a riavere i due animali, ha trovato infatti l'opposizione delle persone che si occupano di loro che ritengono sia meglio cercargli una nuova famiglia. Intanto però sono passati anni, visto che questa vicenda è iniziata nel 2021, e nel frattempo a supporto del proprietario è intervenuta la sezione locale dell'Enpa a cui è stata fatta poi la cessione di proprietà da parte dell'uomo con la promessa di poter così riavere Lucky e Zorro. Ad oggi nulla è cambiato, però: a questa richiesta si è opposta l'Associazione Zoofili e nel 2023, periodo in cui si sono avvicendate queste diverse prese di posizione, Balzanelli ha fatto ricorso al giudice di pace.
Ecco che arriviamo dunque ai giorni nostri, con la decisione di quest'ultimo di interpellare un veterinario, il dottor Diego Santini, che dovrà rispondere a questa istanza: "Esaminati gli atti e i documenti della causa, esaminati e osservati i cani Lucky e Zorro, sia in coppia sia separatamente o con altri cani, anche alla presenza delle parti se necessario dica quali siano le caratteristiche caratteriali degli stessi, la loro propensione a socializzare tra loro, con altri cani e con adulti e bambini". Al medico è chiesto anche un parere rispetto poi a quale sia, in base alla sua valutazione, la scelta giusta da compiere finalizzata sostanzialmente al solo benessere psicofisico dei cani superando così le diatribe e i pareri dei singoli umani coinvolti nella vicenda.
Il caso di Lucky e Zorro, come accennavamo a inizio articolo, va visto come un esempio pratico della necessità di provare a comprendere ciò che è davvero meglio per i cani al di là delle posizioni, evidentemente troppo contrastanti, delle varie persone coinvolte nella vicenda. Ciò è possibile solo, però, se si parte dal presupposto che un cane è un essere senziente dotato di cognizioni ed emozioni e che solo il parere di un esperto sopra le parti può permettere di interpretare il linguaggio del "miglior amico dell'uomo".
Da anni la giurisprudenza, bisogna dirlo, ha fatto passi in avanti notevoli rispetto alla tutela degli animali dal punto di vista del riconoscimento non solo delle loro emozioni ma del riconoscergli dei diritti a prescindere dal "sentimento" delle loro persone di riferimento. Sono diverse le sentenze che si sono succedute negli ultimi anni che rappresentano questa visione moderna in cui va garantito il benessere dell'individuo in quanto tale. E in questa vicenda, al di là appunto delle singole posizioni, c'è il dato di fatto che il parere diretto dei cani, chiaramente, non può essergli richiesto "verbalmente", ovvero secondo la nostra specie specifica primaria fonte di comunicazione ma che c'è bisogno di qualcuno che abbia il titolo per poter analizzare la situazione e dare un parere che sia scientifico, sostanzialmente.
Ci sono veterinari esperti in comportamento, educatori e istruttori cinofili che si occupano specificamente di questo e il caso di Lucky e Zorro potrebbe diventare simbolico di un nuovo approccio generale che bisognerebbe applicare in tutte le situazioni simili alle loro ma, soprattutto, in generale quando ci si occupa di cani nei canili o di cani che diventano "oggetto" di dispute tra esseri umani. Poi, altro discorso, sarebbe ancora meglio che questo approccio lo si abbia sempre quando si parla di qualsiasi rapporto tra noi e la specie che ci è più vicina da sempre.