UN PROGETTO DI
23 Gennaio 2026
16:14

Il cane eroe Bruno non è stato ucciso: il suo conduttore e istruttore è ora indagato per simulazione di reato

La Procura di Taranto ribalta il caso del cane molecolare Bruno morto nel 2025: nessun chiodo né veleno nell’autopsia. L’istruttore e conduttore che aveva denunciato l’accaduto, Arcangelo Caressa, è ora indagato per simulazione di reato.

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La morte del cane molecolare Bruno, avvenuta nel luglio del 2025, aveva scosso molto l’opinione pubblica

Per giorni la sua storia aveva incarnato il peggio della crudeltà umana nei confronti degli animali. Bruno, cane molecolare eroe in servizio a Taranto, era stato dato per ucciso a causa di bocconi imbottiti di chiodi. Un racconto che risale al luglio del 2025 e che aveva scosso molto l'opinione pubblica, alimentato l'indignazione sui social e portato persino all'intervento della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che aveva definito l'episodio "vile e inaccettabile".Oggi, però, quel racconto cambia radicalmente.

La Procura di Taranto ha infatti ribaltato lo scenario iniziale. Secondo gli inquirenti, la morte del cane non sarebbe avvenuta a causa di bocconi avvelenati o contenenti chiodi, ma l'intero episodio sarebbe stato simulato. Per questo motivo il conduttore e addestratore di Bruno che aveva denunciato l'accaduto, Arcangelo Caressa, è stato ora iscritto nel registro degli indagati con l'ipotesi di simulazione di reato, un'accusa che riguarda chi denuncia o mette in scena un crimine che in realtà non è mai avvenuto.

A far emergere le incongruenze sono stati soprattutto gli esiti dell’autopsia. Nella relazione del medico veterinario incaricato dalla Procura si legge che nello stomaco e nell'intestino del cane non è stata trovata alcuna traccia di chiodi né di sostanze tossiche. Un dato decisivo, perché esclude la causa di morte che aveva inizialmente sconvolto tutti. Secondo l'esame necroscopico, inoltre, Bruno non avrebbe mangiato da oltre venti ore, forse anche da più di un giorno, un elemento incompatibile con l'ipotesi di una tramite bocconi.

Anche le testimonianze raccolte dagli investigatori vanno nella stessa direzione. Alcune persone ascoltate avrebbero riferito che, al momento del ritrovamento, nel box del cane non erano presenti polpette avvelenate o altri bocconi sospetti. Anche questo dettaglio contribuisce a smontare la ricostruzione iniziale e a rafforzare l’idea che l'intera storia sia stata costruita solo successivamente.

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Era stato il suo conduttore e addestratore, Arcangelo Caressa, a denunciare l’accaduto. Ora è indagato per simulazione di reato

Per chiarire ogni aspetto della vicenda, la Procura ha anche disposto perquisizioni e sequestri nei confronti dell'indagato, acquisendo telefoni cellulari, computer e documentazione. L'obiettivo è capire come e perché sia nata e si sia diffusa una narrazione che ha avuto un impatto così forte sull'opinione pubblica e persino sulle istituzioni. Un altro punto centrale dell'indagine riguarda il seppellimento del cane, avvenuto – sempre secondo gli inquirenti – senza avvisare né le forze dell'ordine né l'ASL competente.

In casi di morte sospetta di un animale, soprattutto se si ipotizza un reato come l'uccisione o l'avvelenamento, è fondamentale informare le autorità sanitarie e giudiziarie per consentire accertamenti tempestivi. La mancata comunicazione rappresenta quindi un'anomalia che, per la Procura, si inserisce nel quadro di una possibile messinscena. Restano, però, ancora da chiarire quali siano state le reali cause della morte del Bloodhound Bruno.

Su questo punto gli accertamenti sono ancora in corso e serviranno ulteriori analisi per stabilire se il cane sia deceduto per cause naturali o per altre ragioni non ancora emerse. Quello che, allo stato attuale, appare certo è che Bruno non è morto per ingestione di bocconi con chiodi. Ora spetterà alla magistratura fare chiarezza su una vicenda che, alla luce dei recenti sviluppi, appare ancora più confusa e dolorosa.

Una storia che pone interrogativi non solo giudiziari, ma anche mediatici e sociali, su come nascono e si diffondono certe narrazioni e su quanto sia importante attendere i fatti prima di trarre conclusioni affrettate e definitive.

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