
I topi sognano. Già questa è una "notizia" poco diffusa, lì dove ancora in molti non condividono il dato di fatto che non solo gli esseri umani sono esseri senzienti. La novità, in realtà, è che alcuni ricercatori sono stati in grado di visualizzare ciò che i roditori "vedono" quando chiudono gli occhi e sognano.
In questo articolo cerchiamo di non andare sulle implicazioni etiche, visto che – bisogna dirlo – questi esperimenti sono fatti tendenzialmente per poi comprendere come funziona l'essere umano e con una visione prettamente antropocentrica, considerando le dichiarazioni di Joel Bauer dell'University College di Londra, co autore dello studio, che tra le altre cose ha detto "gli esseri umani potrebbero finalmente capire cosa significhi essere un pipistrello! Sarebbe fantastico".
Dal punto di vista della conoscenza del mondo animale, però, ciò che gli esperti hanno scoperto è un aspetto sul quale si sapeva molto poco e che, soprattutto, riesce a farci vedere cosa appunto i topi sognano, sebbene per ora le immagini ricavate siano particolarmente sgranate. Sì, immagini vere e proprie, avete letto bene. Quello che infatti i ricercatori sono riusciti a fare è stato tradurre in video, grazie a un software di Intelligenza artificiale, gli impulsi dell'attività elettrica nella corteccia cerebrale degli animali che cambiano a seconda di ciò che i topi vedevano durante il sonno. In pratica, la corteccia visiva riceve input grezzi dalla retina e li trasforma in una visione coerente del mondo.
I ricercatori si sono "introdotti" in questo sistema prima utilizzando un laser ad infrarorossi per captare e registrare il momento dell'attivazione neuronale, durante delle sessioni di 10 secondi in cui gli animali sono stati sottoposti alla visione di un video. Poi hanno chiesto all'IA di ricostruire lo stesso schema, fornendo la "visione" così come i topi l'hanno vissuta. Si tratta dunque di ricostruzioni basate su dati reali che hanno portato a dei video in cui, sostanzialmente, sono riprodotti gli stessi schemi di attività cerebrale osservati nei topi.
Il risultato finale sono delle immagini non chiare alla visione umana, considerando che i topi hanno una vista differente dalla nostra, peggiore in termini di chiarezza, avendo sviluppato maggiormente la necessità di vedere al buio e con il risultato di ottenere una bassa risoluzione in cui i dettagli sono sacrificati a vantaggio però della vista notturna.
Queste immagini, secondo gli autori, sono comunque migliorabili fino a sette volte di più rispetto alle prime prodotte e questo studio consente di immaginare che sia relativamente facile entrare anche nei sogni degli esseri umani e per tale ragione gli autori hanno sottolineato che in tal senso l'invasione della privacy, potremmo dire quella più profonda, sarebbe e dovrebbe essere il limite da non superare. "Il rischio per gli esseri umani sarebbe quello di ricostruire non ciò che vedono, ma ciò che immaginano – ha aggiunto Non vogliamo necessariamente condividere tutto ciò che accade nella nostra testa", ha aggiunto il ricercatore – La privacy dei nostri dati neurali è importante e diventerà sempre più importante".