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13 Gennaio 2026
13:44

Gli animali che cambiano colore in inverno: quali specie si “vestono di bianco” per affrontare il freddo

Alcuni animali cambiano colore diventando di un bianco mimetico in inverno per camuffarsi nella neve. Tra i più famosi ci sono la volpe artica, l’ermellino e altri.

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Alcuni animali che vivono al Polo Nord o in alta montagna in inverno diventano bianchi per camuffarsi meglio tra la neve. In foto uno di questi, la volpe artica (Vulpes lagopus)

In alcuni dei luoghi più estremi del pianeta, quando l'inverno arriva davvero il mondo tutto intorno cambia completamente aspetto. Nelle regioni artiche o in alta montagna spesso i paesaggi sono infatti dominati dal bianco della neve e per molti animali restare visibili equivale a diventare una preda facile o un predatore facilmente avvistabile. Per questo alcune specie affrontano il periodo delle temperature più basse adattando il proprio mantello al clima e all'ambiente circostante cambiando colore.

Questo adattamento è il risultato di un lungo processo evolutivo che si è ripetuto più volte e in gruppi diversi di animali. Diventare bianchi in inverno significa infatti mimetizzarsi meglio, cacciare senza essere visti o sfuggire ai predatori ed è quindi un adattamento estremamente vantaggioso in un mondo completamente bianco.

Oggi però questo delicato meccanismo è messo a dura prova dai cambiamenti climatici: il periodo in cui nevica si accorcia, la copertura nevosa è meno prevedibile e costante e alcuni animali non riescono a "sincronizzare" il colore del corpo con l'ambiente. Il risultato paradossale è che così gli individui completamente bianchi spiccano ancora di più su un terreno scuro, diventando così più vulnerabili proprio quando dovrebbero essere invece nascosti.

La lepre artica

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Alcune lepri, come la lepre artica (Lepus arcticus) e quella variabile (L. timidus), in inverno diventano completamente bianche.

Uno di questi animali è la lepre artica (Lepus arcticus), una specie che  vive nelle regioni più settentrionali del Canada e della Groenlandia, in uno degli ambienti più difficili ed estremi del pianeta. In estate il suo mantello è grigio-bruno, una colorazione che la aiuta a camuffarsi più facilmente tra le rocce e la vegetazione rada della tundra. Con l'arrivo dell'inverno, però, il suo mantello diventa progressivamente bianco. Anche la lepre variabile o lepre bianca (L. timidus), presente sulle Alpi, adotta una strategia di questo tipo.

Il cambiamento non è naturalmente istantaneo e avviene attraverso la muta, cioè la sostituzione graduale del pelo. È regolato soprattutto dalla durata delle ore di luce durante il giorno, un segnale più affidabile e costante della temperatura. Ma oltre al colore anche la struttura del pelo cambia, diventando più lungo e folto e migliorando così l'isolamento termico. In questo modo la lepre artica non solo si mimetizza meglio tra la neve, ma riesce anche a trattenere più efficacemente il calore corporeo.

L'ermellino

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L’ermellino (Mustela erminea) in estate e in inverno

L'ermellino (Mustela erminea) è un piccolo carnivoro agile e rapidissimo, diffuso in gran parte dell'emisfero nord, Italia inclusa. In estate ha un mantello marrone-rossiccio sul dorso e chiaro sul ventre quasi identico a quello della donnola (M. nivalis), ma in inverno, nelle regioni più fredde e in alta montagna, si trasforma completamente e diventa bianco candido, tranne per la punta della coda che resta nera, uno degli elementi per riconoscerlo appunto dalla donnola.

Quella macchia scura non è un dettaglio casuale e, secondo alcune ipotesi, potrebbe servire a distrarre i predatori o a confondere le prede durante la caccia. Anche per l'ermellino il cambio di colore è legato alla muta stagionale e al fotoperiodo, cioè alle ore di luce. Quando la neve tarda ad arrivare o si scioglie troppo presto, però, questo piccolo predatore rischia di diventare fin troppo visibile per le sue prede.

La volpe artica

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Anche la volpe artica (Vulpes lagopus), in inverno, diventa completamente bianca

La volpe artica (Vulpes lagopus) è uno dei simboli delle regioni polari. Esistono due principali "morfismi", cioè varianti di colore: la volpe artica bianca e quella "blu". La prima è quella che cambia più drasticamente aspetto: in estate ha un pelo grigio-marrone, mentre in inverno diventa completamente bianca, fondendosi così con il paesaggio innevato, un' adattamento essenziale per poter cacciare e sopravvivere.

Il suo mantello invernale è tra l'altro uno dei più isolanti del regno animale e le sue zampe sono ricoperte di pelo anche sotto, una caratteristica che le permette di camminare più facilmente sulla neve senza disperdere calore. Per la volpe artica il mimetismo è fondamentale per cacciare le prede, come lemming e piccoli uccelli, ma anche per evitare competitori e predatori più grandi, come lupi, orsi e rapaci.

Il caribù di Peary

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Il caribù di Peary (Rangifer tarandus pearyi) è la sottospecie di renna che più di tutte cambia colore tra l’inverno e l’estate

Meno conosciuto delle altre specie, il caribù di Peary (Rangifer tarandus pearyi) è una delle numerose sottospecie di renna (chiamata appunto caribù in Nord America) che vive nelle isole artiche del Canada. Rispetto ad altre sottospecie o popolazioni di caribù nordamericani ha dimensioni più ridotte, ma anche un mantello particolarmente chiaro durante l’inverno. È inoltre una delle sottospecie a maggior rischio estinzione.

In inverno il suo pelo diventa completamente bianco o quasi a seconda degli individui, una colorazione che lo aiuta a confondersi nel paesaggio innevato e a ridurre il contrasto con il terreno, soprattutto quando si muove in gruppo. Anche in questo caso il cambio stagionale del mantello è accompagnato da un ispessimento del pelo, fondamentale per sopravvivere a temperature che possono scendere anche ben al di sotto dei -30 gradi.

La pernice bianca

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La pernice bianca (Lagopus muta) è uno degli esempi più spettacolari di cambio di colore stagionale

Non sono però solo i mammiferi a cambiare colore. La pernice bianca (Lagopus muta) è un uccello di montagna (presente in Italia sull'Arco Alpino) e delle regioni artiche, strettamente legato agli ambienti freddi e innevati. È forse uno degli esempi più spettacolari di cambio di colore stagionale. In estate il piumaggio è marrone e grigiastro, perfetto per mimetizzarsi tra le rocce e la vegetazione. In inverno, invece, diventa completamente bianco, con l'unica eccezione delle penne esterne della coda e della linea nera che unisce becco e occhi.

Anche le zampe sono ricoperte di piume bianche, una sorta di "racchette da neve" naturali che facilitano gli spostamenti sul manto nevoso. Per un uccello che vive a terra ed è spesso preda di rapaci e mammiferi, diventare invisibile quando tutto intorno c'è la neve è una vera e propria questione di sopravvivenza. Questi erano alcuni dei più spettacolari cambiamenti di colore negli animali tra una stagione e l'altra, un adattamento raffinato, frutto di migliaia di anni di evoluzione, che però potrebbe non bastare più.

Con inverni sempre più brevi e meno neve, molti di questi animali diventano bianchi quando il paesaggio non lo è più o non lo è ancora e questa "mancata corrispondenza" tra colore del corpo e ambiente aumenta inevitabilmente il rischio di predazione e riduce le probabilità di sopravvivenza. Questi animali, che per millenni hanno trovato nel bianco una protezione, stanno diventando ora sempre più vulnerabili, una prova quantomai visibile di quanto rapidamente il clima stia cambiando per colpa della attività umane.

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