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20 Febbraio 2026
13:00

Gatti selvatici in Italia: quanti sono e dove vivono secondo gli ultimi dati

Il gatto selvatico vive in Italia con popolazioni frammentate e ancora poco note. È presente sulle Alpi, lungo l'Appennino, in Sicilia e con una popolazione distinta in Sardegna.

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Un gatto selvatico (Felis silvestris)

Il gatto selvatico (Felis silvestris) è un felino schivo e misterioso, un "fantasma" che vive nei boschi, lontano dagli occhi umani. A prima vista può sembrare un comune gatto tigrato, ma è una specie selvatica a tutti gli effetti: più robusta, con coda corta, clavata e molto folta, anelli neri ben marcati e una punta arrotondata. Negli ultimi mesi diversi avvistamenti in Italia, in particolare in Toscana e in Maremma, hanno riacceso l'attenzione su questo predatore così elusivo.

Vederlo con i propri occhi è molto raro, persino per chi lo studia. Il gatto selvatico ha infatti abitudini prevalentemente notturne, evita gli esseri umani e vive a densità molto basse, cioè con pochi individui distribuiti su territori molto ampi in boschi e habitat montani e difficili da esplorare. Tutto questo, rende quindi difficile anche capire esattamente quanti ce ne sono in Italia.

Proprio per colmare queste lacune, il Museo di Storia Naturale della Maremma, in collaborazione con ISPRA e con il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, ha avviato da qualche anno un importante progetto nazionale per raccogliere dati, segnalazioni e immagini. L'obiettivo è mappare meglio la presenza del gatto selvatico e approfondire le conoscenze su distribuzione, genetica e stato di conservazione.

Quanti gatti selvatici ci sono in Italia

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In Sicilia e lungo la penisola, c’è il gatto selvatico europeo (Felis silvestris silvestris)

La risposta più onesta è: non lo sappiamo con precisione. Non esiste una stima aggiornata e definitiva della consistenza della popolazione italiana. Le difficoltà di monitoraggio e la rarità degli incontri rendono molto complesso studiare questa specie, anche usando metodi moderni come il fototrappolaggio o le analisi genetiche su peli, escrementi e animali trovati morti.

Sappiamo però che l'Italia ospita almeno quattro popolazioni di gatto selvatico europeo, geneticamente differenziate. Inoltre, nel nostro paese sono presenti ben due entità biologiche ben distinte. La prima è Felis silvestris silvestris, il gatto selvatico europeo propriamente detto, presente lungo la Penisola e in Sicilia.

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In Sardegna, invece, vive una popolazione distinta introdotta dal Nord Africa, da alcuni considerata appartenente a una specie distinta (Felis lybica sarda)

La seconda è il gatto selvatico sardo, presente invece solo in Sardegna. L'esatta collocazione di questa popolazione è però ancora oggetto di forte dibattito. Storicamente, viene classificata come Felis silvestris lybica, ovvero come la sottospecie nordafricana del gatto selvatico. Per alcuni autori, invece, la collocazione più corrette è invece Felis lybica sarda, ovvero quella che considera i gatti selvatici africani una specie diversa da quelli europei. Questi gatti sono infatti arrivati in Sardegna dal Nord Africa in tempi antichi e oggi costituiscono una popolazione distinta dal punto di vista genetico.

Oltre alla scarsità di dati, un ulteriore problema è l'ibridazione con il gatto domestico. L'incrocio tra individui selvatici e gatti randagi è possibile e può "diluire" il patrimonio genetico originario e rendere ancora più difficile stimare quanti individui davvero "puri" siano rimasti.

In quali zone d'Italia vivono i gatti selvatici

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Il gatto selvatico europeo è presente sulle Alpi, lungo l’Appennino, in Gargano e in Sicilia

In Sardegna, come abbiamo visto, il gatto selvatico è presente con una popolazione distinta, legata agli ambienti boschivi e alle aree meno antropizzate dell'isola.

Lungo la penisola, l'areale – cioè l’area geografica di distribuzione – ha invece come limite settentrionale accertato le Foreste Casentinesi. Da qui verso sud la presenza si concentra in maniera frammentata soprattutto lungo la dorsale appenninica, dai Monti Sibillini fino all'Aspromonte. Un'unica "isola ecologica" accertata al di fuori di questo asse è rappresentata però dal Gargano. In Sicilia l'areale occupa invece la porzione settentrionale dell'isola, con l'esclusione della punta occidentale.

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Il progetto del Museo di Storia Naturale della Maremma e ISPRA aiuterà a capire meglio biologia, distribuzione e abitudini del gatto selvatico in Italia

Sulle Alpi Liguri la distribuzione non supera il Monte Settepani, in provincia di Savona, mentre nelle Alpi Marittime non oltrepassa lo spartiacque tra l’alto bacino del Tanaro e i bacini dei torrenti Argentina e Arroscia. Nelle Alpi Orientali italiane, infine, il gatto selvatico è presente nelle Prealpi Carniche, nelle Alpi Tolmezzine, nelle Prealpi Giulie e nelle Colline Moreniche Friulane.

Una distribuzione ampia, ma molto discontinua, fatta di nuclei separati e spesso isolati. Capire quanti siano davvero e dove vivano con precisione i gatti selvatici è quindi il primo passo per comprendere e proteggere davvero questa specie in Italia. Perché il gatto selvatico non è solo "fantasma dei boschi", ma un pezzo importante della biodiversità italiana, sopravvissuto nell'ombra ai margini del nostro mondo sempre più urbanizzato.

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