
Un passo avanti importantissimo per la tutela dei cani da corsa, ovvero dei levrieri di razza Grayhound che in tutto il Regno Unito hanno sempre rappresentato il mondo delle scommesse sportive a fronte dello sfruttamento degli animli. Il Galles e la Scozia hanno infatti appena approvato una legge che vieta il racing, le corse di cani che inseguono una preda elettronica al fine di far vincere o perdere chi ama seguire questo circuito di scommesse.
Il 17 marzo 2026 la Senedd del Galles ha votato a favore della Prohibition of Greyhound Racing (Wales) Bill con un margine netto che ha portato a 39 voti a favore e 10 contrari. La nuova legge proibisce di utlizzare o creare piste per corse di levrieri e di organizzare gare nel territorio gallese. L’applicazione del divieto non è immediata, come successo anche in altre realtà di influenza anglosassone, ma sarà graduale e prevede un periodo di latenza che va dall’aprile 2027 all’aprile 2030, un lasso di tempo voluto per consentire una ricoloccazione dell’indotto che gira intorno a questo business.
La proposta era in discussione da mesi, a seguito di una consultazione pubblica e di una petizione con oltre 35 mila firme che denunciavano il numero significativo di infortuni e morti tra i cani da corsa. Secondo dati raccolti da associazioni come League Against Cruel Sports, tra il 2017 e il 2024 migliaia sono i cani che hanno subito infortuni e oltre mille i Grayhound che sono morti a causa del racing.
A distanza di un solo giorno, anche la Scozia ha detto il suo “no” definitivo con l’approvazione del “Greyhound Racing (Offences) (Scotland) Bill”. Si tratta di una legge approvata da una larga maggioranza (70 voti a favore contro 27 contrari, con alcune astensioni). Promossa dal deputato verde Mark Ruskell, la nuova legge rende illegale la gestione di piste e l’organizzazione di competizioni canine. Tra le sanzioni previste ci sono multe e pene detentive fino a cinque anni per chi violerà il divieto.
In Scozia, il dibattito ha evidenziato la crisi del settore già in corso, con tutte le piste tradizionali chiuse da anni, tanto che l’ultimo impianto che era ancora in funzione ha interrotto le attività nel 2025. Un divieto formale però era necessario, per previene il rischio di una ripresa del racing e per mandare un messaggio chiaro a chi ancora opera nella clandestinità, considerando che il fenomeno esiste anche nell’alveo dell’illegalità anche ora.
Queste nuove posizioni di Galles e Scozia si collocano in un più ampio dibattito internazionale sulle pratiche sportive che vedono i levrieri sfruttati per le competizioni. In diversi paesi, come la Nuova Zelanda, il governo ha già approvato divieti simili.