
Il presidente della Provincia Autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, è stato assolto dall'accusa di aver ucciso con crudeltà l'orso M90. Al termine della seconda e ultima udienza del processo che ha preso il via all'inizio di marzo, i giudici del Tribunale di Trento hanno assolto Fugatti perché il fatto non costituisce reato.
M90 era stato abbattuto nel febbraio 2024 a seguito di un ordine di abbattimento lampo da parte della Provincia autonoma di Trento, firmato da Fugatti.
Oipa: "Attendiamo le motivazioni dei giudici"
Le associazioni che si erano costituite parte civile nel processo hanno criticato la decisione, come emerge dalle parole di Massimo Comparotto, presidente di Oipa, tra le maggiori associazioni di tutela animale in Italia: “Prendiamo atto della decisione del Tribunale di Trento, le cui motivazioni saranno note a breve. Tuttavia, l’Oipa continua a sostenere che il giovane e sano orso M90 meritasse una gestione diversa, rispettosa della sua vita”.
M90 non sarebbe stato narcotizzato prima dell’uccisione, nonostante fosse radiocollarato e rintracciabile. E secondo le prime ricostruzioni, contro di lui furono esplosi dal Corpo forestale del Trentino ben tre colpi, ma solo due lo colpirono, senza però causarne la morte immediata, sopraggiunta poi per un’emorragia interna. Proprio questa modalità era stata giudicata "crudele" dalle associazioni che avevano denunciato il presidente trentino, circostanza però smentita dai giudici.
L’Oipa ha quindi ribadito la propria "ferma contrarietà agli abbattimenti degli animali selvatici, una pratica ritenuta scientificamente inefficace. L’Associazione chiede con forza l’adozione di metodi non cruenti, basati sulla prevenzione, sulla convivenza e su un approccio scientifico al rapporto uomo-fauna selvatica".
Fugatti: "Abbiamo tutelato l'incolumità delle persone"
La Provincia Autonoma di Trento con una nota stringata ha sottolineato la coerenza del provvedimento di abbattimento allo scopo di "garantire la sicurezza pubblica".
“L’assoluzione conferma in modo chiaro la piena legittimità dell’operato della Provincia – ha dichiarato Fugatti – Abbiamo assunto una decisione necessaria e responsabile, nell’esercizio delle nostre competenze. La gestione di esemplari pericolosi richiede interventi tempestivi e rispettosi delle norme vigenti, con l’obiettivo prioritario di tutelare l’incolumità delle persone, inclusa quella del personale del Corpo forestale a cui è affidato l’intervento sul campo. Abbiamo agito con professionalità, attenendoci a protocolli consolidati e riconosciuti a livello internazionale”.