
Un piccolo rinoceronte che cammina dietro alla madre, nel fitto della foresta tropicale. La foto è stata catturata da una fototrappola il 29 gennaio alle 22:17, nel cuore del Parco Nazionale di Ujung Kulon, l'ultimo rifugio del rinoceronte di Giava. Per le autorità indonesiane e che si occupa di conservazione è una notizia eccezionale: vuol dire che uno dei mammiferi più rari e minacciati al mondo si sta ancora riproducendo.
Secondo il Ministero dell'Ambiente e delle Foreste dell'Indonesia, si tratta della prima nascita accertata e documentata nel 2026. La piccola – una femmina – avrebbe meno di cinque mesi, mentre sua madre, è probabilmente un femmina già nota ai ricercatori e conosciuta come Arum, seguita e monitorata già in passato. Sua figlia, invece, è un nuovo ingresso fondamentale per l'ultima popolazione rimasta al mondo di questa specie, che conta meno di 80 individui in tutto.

Il rinoceronte di Giava (Rhinoceros sondaicus) un tempo era diffuso in gran parte del Sud-est asiatico, ma oggi sopravvive soltanto nell'estremità occidentale dell'isola di Giava, in Indonesia. La specie è classificata come "In pericolo critico" nella Lista Rossa IUCN, la categoria immediatamente precedente all'estinzione definitiva. Si tratta infatti di uno degli animali a maggior rischio di estinzione del pianeta e, tra l'altro, non ci sono rinoceronti di Giava in cattività.
Le cause del declino sono note da tempo: la caccia di frodo, alimentata dalla richiesta del corno sul mercato nero, e la distruzione dell'habitat causata dalla deforestazione per fare posto a campi coltivati e insediamenti umani. Ujung Kulon rappresenta quindi l'ultimo baluardo per questa specie: una foresta protetta, monitorata costantemente con pattugliamenti e sistemi di sorveglianza tecnologica per contrastare il bracconaggio, tutt'altro che sconfitto: un ondata scoperta di recente ha portato all'uccisione di circa un terzo dei rinoceronti rimasti in vita.

Per le autorità indonesiane, la nascita di un cucciolo – confermata anche lo scorso anno – è quindi un segnale molto incoraggiante. Significa che l'habitat è ancora sufficientemente integro da permettere la riproduzione e la crescita della popolazione senza interventi umani diretti. Anche perché proprio recentemente, il primo storico tentativo di traslocare alcuni rinoceronti in un'altra parte dell'isola per fondare una seconda popolazione è finito nel peggiore dei modi: Musofa, una femmina, è morta in seguito alle operazioni di cattura e trasferimento.
La situazione resta quindi estremamente fragile e incerta: tutta la popolazione mondiale concentrata in un'unica area è un rischio enorme. Un'eruzione vulcanica, un'epidemia o un evento climatico estremo potrebbero avere conseguenze devastanti e spazzare via l'intera specie in un colpo solo. Per questo ogni nuova nascita è fondamentale e quel piccolo rinoceronte nato pochi mesi fa è perciò molto più di un cucciolo: è una (piccola) possibilità in più per una specie che lotta ormai da decenni contro l'estinzione.