
Quelli che vedete nel video in alto sono i cuccioli che comprate quando vi lasciate affascinare dai video su TikTok di imbonitori che usano animali per entrare nelle vostre tasche attraverso il vostro cuore. A Villaricca, in provincia di Napoli, è stato smantellato un allevamento abusivo di Barboncini, strapieno di mamme fattrici e cuccioli di taglia soprattutto toy, o almeno spacciati per tali. 26 animali tenuti in una struttura illegale, un'ennesima "puppy mills", ben organizzata per il business con gabbie in muratura e anche di lampade riscaldanti per i cuccioli appena nati.
E se c'è chi si permette di maltrattare gli animali, detenendoli in condizioni pessime e guadagnarne una cifra per singolo cucciolo venduto che oscilla tra i 1.000 e i 1.200 euro significa solo una cosa: che c'è chi se li compra e poco bada al loro benessere.
E' qualcosa che scriviamo puntualmente quando accadono episodi come questi e che denunciamo da tempo, proprio e soprattutto a proposito della moda dei cani di taglia piccolissima che in Italia è diventata un "must" con i cosiddetti toy, ma che sta diventando anche secondaria rispetto a chi cerca (e dunque chi vende) soggetti definiti "tea cup", ovvero cani che devono essere così piccoli da stare in una tazza di thé.
Risale al Natale del 2023 del resto la nostra video inchiesta proprio sulle vendite online nel periodo delle Feste, quando ci presentammo anche come finti acquirenti contattando proprio i profili degli sfruttatori di animali su TikTok e scoprendo quanto fosse facile, sborsando contanti, avere un cucciolo senza passare da allevatori seri a fronte di investire più soldi, fondamentalmente.
Che sia Villaricca o una qualsiasi cittadina dell'est Europa da dove il traffico internazionale di cuccioli di razza è costante, la sostanza non cambia: vince la mancanza di cultura e soprattutto del rispetto che si dovrebbe a quello che poi si considera un membro della famiglia. E qui il dito lo puntiamo direttamente contro chi poi fa di questi cani "l'amore della sua vita", magari esponendoli in borsetta, tenuti perennemente in braccio e continuando a calpestarne qualsiasi diritto a un'esistenza dignitosa. Che vuol dire, semplicemente, consentir loro una vita da cane.
Ma forse è proprio questo il punto: ci si dimentica o proprio non si ha alcun interesse a sapere cosa renderebbe davvero felice quel piccolo Barboncino una volta che è stato tolto dalle grinfie di chi lo ha allevato solo per ottenere un profitto.
Alle persone che dunque si rivolgono a questi malfattori spetterebbe, almeno, l'onere (ma dovrebbe essere un onore, in realtà) di rendere quell'animale appagato. E non vuol dire solo "amarlo" ma farlo davvero, dandogli la possibilità di calpestare il terreno, correre liberamente, conoscere i suoi conspecifici, usare la sua testa per fare le sue scelte. Insomma, riconoscerlo non come un piccolo oggetto da salvaguardare ad ogni respiro ma un individuo che di piccolo ha solo la stazza e nemmeno l'ha voluta lui: gliel'abbiamo imposta con una selezione determinata solo dai capricci degli esseri umani, così attenti alla forma, così poco alla sostanza.
