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11 Marzo 2026
15:59

L’emergenza non è fermare i cani “potenzialmente pericolosi” ma capire quanti sono i casi. Lo studio: 54 episodi dal 2009 al 2025

Uno studio condotto da ricercatori di diverse Università italiane ha analizzato per comprendere, in assenza di fonti ufficiali, diversi aspetti legati ai casi di aggressione da parte dei cani in Italia. Hanno evidenziato, ad esempio, che le persone più a rischio sono anziani e bambini e che la maggioranza dei casi avviene in famiglia ma che solo la prevenzione e la corretta educazione delle persone può scongiurare altri casi.

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"Gli attacchi mortali da parte di cani sono eventi rari ma profondamente tragici che colpiscono famiglie e comunità". E' bene riportare subito quella che è la frase introduttiva di un nuovissimo studio scientifico che ha esaminato "ogni caso confermato di persona uccisa da un cane in Italia dal 2009 al 2025". E ne ha trovati 54 in totale.

Si tratta di un testo molto interessante in un Paese in cui ogni volta che accade un tragico episodio di questo genere si grida all'allarme e si parla di emergenza ma di dati ufficiali non ce ne sono e di scientificità poco emerge sia nel dibattito pubblico che in quello politico. Lo studio, infatti ed evidentemente non a caso, usa la parola "urgenza" nel titolo ma declinata in questo modo: "Attacchi mortali di cani in Italia (2009-2025): l'urgente necessità di un registro nazionale dei rischi". Praticamente di registrare e verificare i dati, prima di gridare all'emergenza in un contesto in cui di numeri certi, appunto, non ce ne sono a livello ufficiale.

Lo studio sui casi mortali di aggressioni da parte di cani

Andiamo per ordine e analizziamo insieme cosa hanno scoperto i ricercatori che provengono da diverse Università italiane: il Dipartimento di Medicina di Precisione e Rigenerativa e Area Ionica, Sezione di Cliniche Veterinarie e Produzioni Animali, Università degli Studi di Bari Aldo Moro, il Dipartimento di Tecnologie Mediche, Chirurgiche e Avanzate “GF Ingrassia” dell'Università di Catania, il Dipartimento di Medicina, Università Internazionale della Salute e delle Scienze Mediche San Camillo di Roma e il Dipartimento di Studi sulla Qualità della Vita dell'Università di Bologna.

L'obiettivo dei ricercatori era quello di comprendere diversi aspetti legati ai casi di aggressione da parte dei cani in Italia: capire chi sono le persone più a rischio, quali sono le tipologie di cani coinvolti negli eventi e in quali circostanze si verificano. I risultati a cui sono arrivati sono che:

  1. Le vittime più frequenti sono bambini e anziani;
  2. i comportamenti aggressivi che hanno portato alla morte di esseri umani sono avvenuti nella maggior parte dei casi in appartamenti o case e giardini privati;
  3. I cani che hanno manifestato il comportamento aggressivo erano quasi tutti di proprietà e appartenenti al nucleo familiare in cui si è consumata la tragedia;
  4. Le tipologie più coinvolte in caso di aggressioni mortali sono quelle appartenenti a razze "di taglia grande e potente, come i molossoidi e i cani di tipo bull".

"Questi risultati – spiegano gli autori – mostrano che gli attacchi mortali da parte di cani si verificano in genere in contesti prevedibili e coinvolgono situazioni prevenibili, soprattutto in assenza di un'adeguata supervisione o di una proprietà responsabile. L'assenza di un sistema nazionale per la registrazione e il monitoraggio di tali eventi rende difficile intervenire precocemente o prevenirne la recidiva. L'istituzione di un registro nazionale per il rischio comportamentale potrebbe contribuire a proteggere sia le persone che gli animali attraverso una maggiore consapevolezza, istruzione e interventi tempestivi".

Il punto nodale della questione, dunque, sta proprio nel riuscire a tenere sotto controllo il numero effettivo di questi casi e agire in prevenzione, ovvero non andando a ghettizzare singole tipologie di cani ma partendo dai dati effettivi dei casi che avvengono per evitare che il comportamento si reiteri e riuscire ad agire in tempo sulla sistemica familiare. Tradotto: se so quante persone finiscono in ospedale perché il loro cane (secondo i dati riscontrati) è arrivato a mordere, posso agire sulle persone ed educarle in primis a una convivenza responsabile con l'animale.

Quanti sono gli episodi di aggressioni di cani fatali: i dati

Dal punto di vista dei numeri, gli esperti sono riusciti a fare un bilancio andando a raccogliere informazioni provenienti da media nazionali e locali e sono stati mantenuti "solo i casi che riportavano esplicitamente un esito fatale; gli eventi non fatali o ‘quasi fatali' sono stati esclusi perché documentati in modo incoerente e non verificabili in modo indipendente da fonti mediatiche". I ricercatori precisano anche che sono consapevoli che lo studio è soggetto a diverse limitazioni, ponendo in primo luogo proprio l'aver dovuto affidarsi a fonti giornalistiche a causa di eventuali "distorsioni nella segnalazione, una copertura incompleta o inesattezze nell'identificazione della razza e nei dettagli degli incidenti". Ma del resto è il problema stesso di fondo che non consente di fare altro per recuperare elementi certi: "La mancanza di accesso a registri forensi o veterinari limita la possibilità di convalidare i casi attraverso dati istituzionali".

I 54 attacchi mortali riscontrati hanno portato all'evidenza di un aumento negli ultimi cinque anni, chiaramente in linea con l'aumento della presenza dei cani nelle famiglie italiane, come emerge anche dall'ultimo rapporto Istat. In particolare, rispetto appunto al tema dell'emergenza che viene tirato fuori ogni volta che qualche politico o sedicente esperto parla di relazione tra persone e cani, gli esperti mettono in evidenza che "l'incidenza annuale è variata da 1 a 5 casi all'anno, con picchi nel 2012, 2024 e 2025. La distribuzione degli incidenti mortali è variata nel tempo, con picchi marcati nel 2012, 2024 e 2025 (cinque decessi ciascuno) e un minimo nel 2014 (un decesso). Nonostante però siano state osservate fluttuazioni annuali, il numero complessivo di decessi non ha mostrato un andamento costante, né al rialzo né al ribasso".

Quali sono i cani che aggrediscono e chi sono le vittime

Per quanto riguarda i punti fondamentali da analizzare come riportati sopra, le razze più coinvolte sono state Cane Corso e Rottweiler, seguite da casi isolati di Dogue de Bordeaux, Dogo Argentino e Alano, mentre il 92,6% degli attacchi ha coinvolto cani di proprietà, più della metà dei quali appartenenti alla vittima. Gli ambienti privati ​​hanno rappresentato il 66,7% degli incidenti.

Per quel che attiene alle vittime, non si nota una grande differenza tra uomini e donne, sebbene i primi siano numericamente maggiori delle seconde ma non è ritenuto un dato statisticamente rilevante. Invece per quel che riguarda l'età "gli individui di età superiore ai 64 anni hanno rappresentato la categoria più colpita, con 23 decessi (42,6%), seguiti dagli adulti di età compresa tra 40 e 64 anni, che hanno rappresentato 14 casi (25,9%). I bambini in età prescolare (0-4 anni) hanno costituito il terzo gruppo più colpito, con 12 vittime (22,2%)".

I ricercatori sottolineano che anche negli Stati Uniti non esiste un albo delle morsicature nazionale ma hanno preso questo come paese di riferimento perché esiste una piattaforma, che si chiama DogsBite, in cui si tiene traccia di questo tipo di accadimento. Praticamente è emerso dal confronto dei dati ricavati in Italia e quelli visibili negli Usa che i modelli demografici e di razza sono simili, ma "l'assenza di un database nazionale limita gravemente la sorveglianza e l'intervento".

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