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16 Febbraio 2026
15:14

Ecco perché non bisognerebbe mai toccare a mani nude una rana: i motivi e i rischi

Rane e rospi non vanno toccati a mani nude: la loro pelle è molto delicata e rischiano shock termico e infezioni fungine. Se necessario, usare sempre guanti monouso.

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Rane, rospi e altri anfibi non andrebbero toccati a mani nude

Rane, rospi e, più in generale, tutti gli anfibi non andrebbero mai toccati a mani nude. È una regola semplice, ma spesso molto sottovalutata, perché gli anfibi sono animali piccoli, lenti, innocui e facili da raccogliere. Non si tratta però solo di rispetto per un qualsiasi animale selvatico: non bisogna farlo per la loro stessa incolumità.

Gli anfibi – come rane, rospi, tritoni e salamandre – hanno infatti una pelle estremamente delicata e permeabile. Significa che attraverso la pelle respirano e assorbono acqua e sostanze dall'ambiente. Proprio per questo sono molto sensibili allo shock termico, cioè a un brusco cambiamento di temperatura, e alle infezioni causate da batteri e soprattutto funghi. Anche un contatto di pochi secondi con le nostre mani può rappresentare un rischio concreto per la loro salute.

Ma cosa fare allora quando una rana è in pericolo e bisogna intervenire? La risposta non è "non fare nulla", ma farlo nel modo giusto, con attenzione e strumenti adeguati.

Perché non si possono toccare le rane

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Toccando un anfibio a mani nude si rischia di trasmettergli batteri, funghi e altri patogeni pericolosi

La pelle degli anfibi non è come la nostra, né come quella di tutti gli altri vertebrati. Non è protetta da peli, penne o scaglie e non ha uno strato corneo spesso e impermeabile. È sottile, umida e ricca di ghiandole. Questa caratteristica permette loro di respirare in parte attraverso la pelle – un processo chiamato respirazione cutanea -, ma li rende anche estremamente vulnerabili.

Il primo rischio è lo shock termico. La temperatura corporea degli anfibi dipende dall’ambiente esterno: sono infatti animali ectotermi. Le nostre mani, che in media sono attorno ai 34-35 °C, possono essere molto più calde rispetto al corpo di una rana, soprattutto di sera o in primavera. Questo sbalzo improvviso può causare stress fisiologico e danni alla pelle anche gravi.

Il secondo problema riguarda i microrganismi. Sulla nostra pelle vivono naturalmente batteri e funghi, per noi innocui. Per un anfibio, però, possono diventare letali. Le infezioni fungine, in particolare, sono oggi una delle principali cause di mortalità degli anfibi in tutto il mondo. Malattie come la chitridiomicosi – provocata da funghi del genere Batrachochytrium – hanno già causato il declino o l'estinzione di numerose specie in diversi continenti.

In questo contesto, anche un semplice trasferimento involontario di spore fungine da un ambiente all'altro può avere conseguenze molto gravi: una singola rana infetta può innescare una vera e propria epidemia quando poi entra in contatto con altri individui all'interno di uno stagno o una pozza. Toccare un anfibio a mani nude, quindi, andrebbe sempre evitato: può stressarlo, danneggiarne la pelle e contribuire, anche involontariamente, alla diffusione di malattie.

Come comportarsi quando si incontra una rana

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Se si incontra una rana o un qualsiasi altro anfibi in natura e non è in pericolo immediato, la cosa più corretta da fare è lasciarlo dove si trova senza toccarlo o disturbarlo

Se si incontra una rana, un rospo o un qualsiasi altro anfibio, la regola generale è la stessa che vale per qualsiasi animale selvatico: osservare senza disturbare. Non bisognerebbe mai raccoglierli per curiosità, spostarli senza motivo o trattenerli per fare una foto. Gli anfibi, più di molti altri animali, come abbiamo visto sono particolarmente vulnerabili al contatto diretto. Il rischio legato alle mani nude è, nel loro caso, ancora più rilevante rispetto a quello che si correrebbe con un mammifero o un uccello.

Osservare a distanza è sempre la scelta migliore, quindi. Se l'animale si trova in un ambiente naturale – come un bosco, un prato o uno stagno in campagna – e non è in pericolo immediato, la cosa più corretta da fare è lasciarlo dove si trova.

Diverso è il caso in cui sia esposto a un pericolo concreto: per esempio al centro di una strada trafficata o intrappolato in una vasca, una piscina vuota, un tombino o in qualsiasi altra struttura da cui non riesce a uscire. In queste situazioni è possibile intervenire, ma in sicurezza.

Cosa fare se è necessario spostare una rana

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Se occorre raccogliere e spostare anfibi in difficoltà il modo migliore per intervenire è utilizzare guanti in polietilene monouso senza polvere

Se ci troviamo di fronte a una rana o a un rospo in mezzo alla strada, in un tombino, in un fosso o in un altro luogo pericoloso, il modo migliore per intervenire è utilizzare guanti in polietilene monouso senza polvere, come quelli che si trovano comunemente al reparto frutta e verdura del supermercato. È importante che siano senza polvere: alcune sostanze presenti nei guanti talcati possono essere dannose per la pelle degli anfibi.

I guanti riducono il rischio di trasmettere batteri e funghi e proteggono l'animale dal contatto diretto con la nostra pelle. Un altro dettaglio fondamentale è cambiare il paio di guanti se si passa da una località all'altra o da una pozza a un'altra. In caso contrario si rischia di trasportare microrganismi da un ambiente all'altro, favorendo la diffusione di patogeni. È così che operano anche gli esperti e le associazioni che organizzano attività di "salvarospi" o di tutela degli anfibi durante le migrazioni primaverili.

Chi vive in zone dove capita spesso di incontrare rane e rospi in difficoltà, soprattutto in periodi di migrazione, farebbe bene a tenere sempre dei guanti monouso con sé. In caso di emergenza assoluta – per esempio un singolo rospo immobile al centro della carreggiata – e in assenza totale di guanti, si può intervenire anche a mani nude, ma con alcune precauzioni: sciacquare e bagnare bene le mani prima del contatto, ridurre al minimo il tempo di manipolazione e posizionare l'animale in un luogo sicuro, nella direzione in cui stava andando.

Naturalmente non è un invito a toccarli, ma un'indicazione per situazioni di totale emergenza e assenza di alternative, quando non intervenire immediatamente significa quasi certamente morte. Per il resto, la regola resta semplice: gli anfibi si osservano, si rispettano e si lasciano tranquilli, come con qualsiasi altro animale selvatico grande o piccolo.

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