UN PROGETTO DI
26 Giugno 2025
12:57

Dopo il sequestro alla Sfattoria parla la fondatrice Paola Samaritani: “Blitz pilotato dagli animalisti”

Il 19 giugno la Sfattoria degli Ultimi è stata sequestrata: 320 animali trovati in condizioni precarie. La fondatrice Paola Samaritani a Fanpage.it denuncia una persecuzione da parte di alcune frange animaliste e difende il suo operato: "Abbiamo continuato a fare il lavoro che nessun altro animalista o associazione fa: occuparsi degli ultimi senza portarli come trofeo"

100 condivisioni
Intervista a Paola Samaritani
Fondatrice della Sfattoria degli Ultimi
Immagine
I sigilli alla Sfattoria

Giovedì 19 giugno la Sfattoria degli Ultimi, il rifugio alle porte di Roma, è stato sequestrato. Durante il blitz delle Forze dell'Ordine sono stati trovati 320 animali, di cui circa 50 cinghiali, detenuti in condizioni igienico-sanitarie precarie.

La Sfattoria nel 2022 è stata al centro di un lungo braccio di ferro tra la fondatrice del rifugio, Paola Samaritani, e l'amministrazione regionale che chiedeva l'abbattimento degli animali a causa del rischio di peste suina africana. Quella battaglia è stata vinta dalla Sfattoria che da allora è diventata un simbolo della lotta animalista. A tre anni di distanza però le cose sono cambiate e adesso Samaritani di parlare con Fanpage.it per la prima volta dopo il sequestro per dare la sua versione di quanto avvenuto e dell'indagine che la riguarda: "Fino ad ora non ho aperto bocca perché erano in pericolo gli animali, ma si deve sapere che quello che è successo è il risultato di una persecuzione che dura da 5 anni perpetrata da una frangia di animalisti e da parte di alcune associazioni".

Condizioni igienico-sanitarie precarie, animali denutriti e chiusi in spazi angusti. Questo è quello che i Carabinieri hanno trovato alla Sfattoria il giorno del sequestro.

Le Forze dell'Ordine sono entrate con 70 agenti, un blitz di un'esagerazione inaudita. C'erano unità cinofile, di tutto e di più, e hanno trovato quello che di fatto non ho mai nascosto. Dopo le alluvioni che abbiamo subito durante l'inverno noi come tanti altri rifugi ci siamo allagati, abbiamo affrontato una tromba d'aria, e dopo tutto questo abbiamo approfittato della bella stagione per poter dislocare gli animali temporaneamente per poter sistemare la struttura. Lo abbiamo fatto anche su disposizione dell'ultimo controllo Asl che è venuto a dicembre 2024. Mi hanno fatto una multa perché avevo smontato il filtro dell'aria per pulirlo, ma nel complesso hanno trovato tutto in ordine, e mi hanno detto che le stalle andavano rifatte all'interno con la muratura e che i cinghiali nel campo andavano spostati.

Ora però gli animali sono stati affidati ad altre persone e tolte alla sua custodia. Perché non è intervenuta prima?

Dopo la pioggia incessante, i nostri social ci sono stati bloccati da Meta perché sono arrivate segnalazioni di foto e contenuti pedopornografici e violenti. Per la paura di perdere l'account e scomparire non li abbiamo più usati, e questo ci ha impedito di raccogliere i fondi che per noi sono necessari.

Abbiamo comunque cercato di fare qualcosa e abbiamo intanto iniziato i lavori e a dislocare gli animali in alcune casette costruite con i materiali che avevamo già e con l'aiuto di un fabbro che ha accettato di essere pagato successivamente. Ha cominciato a costruire le casette durante la bella stagione. Sono passaggi delicati, però, perché noi non siamo un rifugio normale: eravamo in zona rossa fino a poco tempo fa per l'emergenza peste suina africana. Per entrare negli spazi degli animali usiamo i calzari, tuta, guanti, tutto per non diventare un nuovo Cuori Liberi.

Ho spiegata tutto questo agli agenti quando sono entrati, e loro stessi hanno potuto vedere che i recinti erano già stati fatti e avremmo doluto dislocare gli animali, ma non avevamo potuto farlo perché un mese fa alcuni animalisti sono venuti qui, hanno aperto le recinzioni e hanno fatto scappare tutti i cinghiali, compresi quelli confidenti con l'uomo e malati che non possono essere reimmessi in natura e che io ho recuperato, mandandone una parte in stallo da un allevatore che collaborando con noi si sta sensibilizzando sempre di più rispetto al rispetto degli animali.

I rifugi come la Sfattoria sono pensati per accogliere animali domestici come maiali e bovini vittime dello sfruttamento umano, da voi invece sono presenti anche decine di cinghiali, animali selvatici che non potrebbero essere detenuti in cattività. Perché?

Si tratta di animali malati e in difficoltà che al momento del recupero erano terrorizzati, immobili, e quando mi hanno vista mi sono venuti dietro come dei cani. Quello che abbiamo fatto immediatamente è stato chiuderli nella nostra mega stalla, col cibo. Il giorno dopo è arrivato il blitz. Da sempre siamo mal visti da alcuni animalisti perché salviamo anche i cinghiali. Per me però gli animali sono tutti uguali, bisogna essere antispecisti, ma alcuni sono gli specisti nell'antispecismo.

A chi ti riferisci?

Ad alcuni volontari animalisti e associazioni, sempre gli stessi che mi perseguitano dal 2021, quando mi mandarono un altro controllo molto simile a questo perché avevano saputo che avevamo salvato alcuni cinghiali. All'epoca riuscii a salvare gli animali grazie all'aiuto di persone di buon cuore e di buon senso. Se fosse stato per gli animalisti quegli animali sarebbero stati uccisi già nel 2021, e non ci sarebbero stati nel 2022, quando è arrivata la peste suina e siamo diventati ufficialmente la Sfattoria. Noi abbiamo continuato a fare il lavoro che nessun altro animalista o associazione fa: occuparsi degli ultimi senza portarli come trofeo sui social.

N.D.R. Al momento il Direttore del Dipartimento Tutela Ambientale – Direzione Agricoltura e Benessere degli Animali della Capitale – ha nominato Emanuele Zacchini, Marco Tarascio e Arianna Fioravanti quali custodi operativi degli animali.

Sfondo autopromo
Segui Kodami sui canali social
api url views