UN PROGETTO DI
29 Gennaio 2026
11:07

Dingo abbattuti in Australia dopo la morte di una turista: la decisione del governo scatena le proteste

Dopo la morte di una turista sull’isola di K’gari, le autorità hanno deciso di abbattere alcuni dingo. Sei animali sono già stati abbattuti tra molte proteste.

Immagine
Un dingo su una delle spiagge dell’isola di K’gari, dove lo scorso 19 gennaio è stata trovata morta una ragazza canadese di 19 anni

La morte di una giovane turista su una spiaggia australiana ha riacceso il dibattito sulla gestione della convivenza tra esseri umani e dingo in uno dei luoghi più turistici dell'Australia. Dopo il ritrovamento del corpo di Piper James, una ragazza canadese di 19 anni, le autorità del Queensland hanno infatti deciso di abbattere un gruppo di dingo sull'isola di K'gari (conosciuta fino a pochi anni fa come Fraser Island). Una scelta che ha provocato forti proteste, critiche da parte degli scienziati e la presa di posizione delle comunità indigene locali.

Morsi di dingo sul corpo della ragazza: cosa è emerso dall'autopsia

Immagine
Sul corpo della ragazza son ostati trovati segni compatibili con morsi di dingo avvenuti prima della morte per annegamento

Il corpo di Piper James è stato trovato il 19 gennaio su una spiaggia di K'gari, un'isola al largo della costa orientale dell'Australia inserita nella lista dei patrimoni dell’umanità dell'Unesco. La ragazza stava viaggiando zaino in spalla attraverso il paese con soggiorni lunghi e spostamenti frequenti. Fin da subito, le autorità hanno avviato un'indagine per chiarire le cause della morte. Il corpo della ragazza era infatti circondato da un gruppo di dingo, che vivono sull'isola da migliaia di anni e che rappresentano una delle popolazioni più "pure" dal punto di vista genetico.

L'autopsia sul corpo della ragazza ha stabilito che la morte è avvenuta per annegamento, ma i medici legali hanno però rilevato anche alcune ferite compatibili con morsi di dingo. Secondo quanto riferito dalle autorità, si tratterebbe di morsi avvenuti prima della morte, anche se non tali da causare un decesso immediato. In altre parole, allo stato attuale delle indagini, non ci sono prove che i dingo abbiano ucciso direttamente la ragazza. Le indagini sono ancora in corso e serviranno settimane per chiarire con precisione l'esatta dinamica degli eventi.

La decisione di abbattere i dingo e le proteste

Immagine
Il governo ha deciso di abbattere 10 dingo tra le proteste degli esperti e del popolo aborigeno dei Butchulla

Nonostante le incertezze, il governo del Queensland ha annunciato l'abbattimento di un gruppo di dieci dingo ritenuti "coinvolti" nell’incidente, dopo che i ranger avevano osservato comportamenti definiti "aggressivi". Sei animali sono già stati abbattuti e l’operazione è destinata a proseguire. La decisione ha immediatamente acceso un forte dibattito, sia perché i dingo di K'gari sono solitamente ben voluti, sia perché la loro popolazione è stimata in appena tra i 70 e i 200 individui.

Numeri molto bassi, che rendono ogni abbattimento particolarmente impattante per il futuro della popolazione. Secondo Mathew Crowther, professore di biologia della conservazione all'Università di Sydney, eliminare un intero branco rischia di ridurre ulteriormente la diversità genetica della popolazione e in popolazioni così piccole e isolate, anche la perdita di pochi individui può avere conseguenze negative a lungo termine sulla salute della specie.

A criticare duramente la scelta del governo sono stati anche i Butchulla, il popolo aborigeno tradizionalmente legato a K'gari. In una nota ufficiale, hanno definito "inaspettata e deludente" la decisione di procedere con gli abbattimenti senza una consultazione preventiva. Per i Butchulla, i dingo non sono solo animali selvatici, ma una parte fondamentale dell'ecosistema e della cultura dell'isola. Secondo i Butchulla, ancora una volta sarebbero state privilegiate le esigenze economiche e turistiche rispetto alla tutela ambientale e alle voci dei popoli indigeni.

Perché i dingo attaccano le persone

Immagine
Sull’isola molti turisti avvicinano i dingo e danno loro da mangiare, aumentando il rischio di incidenti

Molti esperti sottolineano inoltre che il problema non è "l'aggressività" intrinseca dei dingo, ma il modo in cui i turisti interagiscono con gli animali. I dingo – semplificando un bel po' – si comportano in maniera simile ai cani randagi, perdendo la loro naturale diffidenza verso le persone quando vengono avvicinati e, soprattutto nutriti. Molti turisti gli danno da mangiare, gli animali iniziano ad associare le persone al cibo e quando questo non arriva iniziano a diventare sempre più insistenti.

Bambini o persone sole sono particolarmente vulnerabili, soprattutto se si allontanano, voltano le spalle o scappano, comportamenti che possono attivare l'istinto predatorio degli animali. Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di incidenti non letali, ma in passato ci sono già state delle morti. L'ultimo attacco fatale sull'isola risale al 2001, quando un bambino di appena 9 anni è stato ucciso da un dingo nei pressi di un campeggio.

Molti ricercatori, però, sostengono che abbattere i dingo sia una risposta reattiva e poco efficace. Secondo gli esperti, la soluzione passa da una gestione più consapevole e condivisa che coinvolga scienziati, ranger, comunità indigene e operatori turistici. Regole più rigide, informazione ai visitatori e un maggiore rispetto per la natura dei dingo potrebbero ridurre i rischi senza mettere ulteriormente in pericolo una popolazione già fragile.

Sfondo autopromo
Segui Kodami sui canali social
api url views