UN PROGETTO DI
28 Marzo 2026
10:27

DDL 1572 sui cani pericolosi in Senato: nasce la pagina “I cani ignoranti” contro i pregiudizi. “Spingiamo le persone a informarsi prima di adottare”

In X Commissione in Senato è arrivata la Proposta di legge n. 4 della Regione Lombardia con una lista di 26 tipologie di cani "potenzialmente pericolose" e per l'istituzione di un patentino che però sarebbe solo a carico di chi non compra da allevatori dell'Enci. Questo è solo uno dei "difetti" dell'attuale DDL 1572 che solleva dubbi e perplessità da parte di diverse anime della cinofilia. Da questo nasce una pagina su Facebook in cui si raccolgono storie virtuose di relazioni consapevoli.

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Ci sono cani che vengono etichettati come "potenzialmente pericolosi". In questa affermazione ci sono delle verità che non vanno nascoste: alcune tipologie hanno caratteristiche che possono provocare danni a persone e altri cani più gravi rispetto ad altri per mole e morfologia. Ma non è il cane in sé ad essere "pericoloso", appunto, ma la mancanza di conoscenza della sua etologia e delle sue motivazioni di razza.

Facile citare quali sono i cani che vengono sempre posti sotto i riflettori quando ci sono casi di cronaca gravi dovuti a comportamenti aggressivi: Terrier di tipo Bull (Pitbull, Amstaff), molossoidi (Rottweiller, Dogo Argentino) ma anche Pastore Tedesco, Pastore Abruzzese Maremmano e altre razze o incroci di queste tipologie.

In Italia, come in tante altre parti del mondo, si discute da tempo sull'istituzione di vere e proprie "black list" che nel nostro Paese sono state eliminate da un'ordinanza ("Martini") che aveva abrogato la lista che era stata prevista dall'allora Ministro della Salute Sirchia. Si parla di anni 90 ed era stata la scienza a certificare che non si può stabilire che la sola appartenenza ad una razza significhi automaticamente certificare la pericolosità di un cane. Questo perché l'etologia moderna e la cinofilia hanno fatto passi da gigante negli ultimi vent'anni in termini di studi sul "miglior amico dell'uomo" e ci sono ben altri importantissimi fattori di cui va tenuto conto: l'individualità del cane, ovvero la sua personalità, il contesto in cui cresce, le esperienze che fa e, ultima ma imprescindibile parola chiave per dipanare la matassa che si crea quando poi è il cane ad essere l'unico "imputato" dal punto di vista umano, la relazione in cui è calato.

Tutto ciò significa semplicemente puntare l'attenzione sulla persona con cui convive un cane di qualsiasi tipologia e comprendere, fondamentalmente, che il primo a dover essere "educato" o "istruito" è il proprietario e, di conseguenza, il cane.

Oggi in X Commissione al Senato "dorme" una Proposta di Legge nata in Lombardia, nota come PLP4 e ora diventata DDL 1572E' appunto una legge regionale che aspira a diventare nazionale in cui ci sono numerose imprecisioni e ambiguità come sottolineato da veterinari e associazioni, etologi, avvocati e istruttori cinofili. Tra queste, in particolare, si vuole l'istituzione di una "save list" di 26 razze e loro incroci: le persone di riferimento per mantenerne la proprietà dovrebbero, secondo il dettato, obbligatoriamente prendere il cosiddetto "patentino". Ma non tutte, però, praticamente solo quelle che adottano e non comprano: chi si rivolge a un allevatore con affisso Enci, infatti, sarà esonerato dal farlo come previsto nel testo normativo che così esprime questa "clausola": "…con l’esclusione di quelli iscritti ai libri genealogici".

Del tema ne abbiamo parlato diverse volte su Kodami con esperti che ci hanno chiarito le disfunzioni di una norma che andrebbe a ledere dei diritti fondamentali e in chiaro contrasto con un conflitto di interessi rispetto al fatto che dominus di tutta la filiera del "patentino" è l'Ente di Cinofilia Italiana, compreso il cosiddetto test che le persone dovrebbero affrontare, il cosiddetto CAE 1, gestito anche quello da personale affiliato all'Enci stesso (oltre ad essere uno strumento anacronistico che punta all'inibizione del cane e non alla sua conoscenza reale).

Ora a scendere in campo sono anche i cittadini stessi, persone vicine al mondo dei cani attraverso il loro costante supporto come volontari che di situazioni complesse ma anche di adozioni responsabili di soggetti delle tipologie "sotto accusa" ne vivono tantissime sulla loro pelle. Ed è per questo che è nata la pagina su Facebook chiamata "I cani ignoranti" in cui Paola Scorzelli, volontaria di lungo corso nel napoletano, con il supporto di Nunzia di Iorio, educatrice cinofila ischitana, hanno fatto appello ai loro adottanti di inviare foto e video per raccontare, appunto, storie di adozioni riuscite in cui si vedono persone e cani nella loro intimità.

A Paola abbiamo chiesto di spiegarci come è nata la pagina e che tipo di messaggio intende veicolare attraverso le "parole" in immagini inviate dalle persone che ora convivono con i cani che ha seguito e, in generale, nella richiesta rivolta a tutti coloro che hanno accanto un cane delle tipologie incluse nella "save list" dalla Regione Lombardia.

Da cosa nasce la pagina “i cani ignoranti”?

Nasce dalla volontà di far conoscere, nella loro quotidianità, quei cani che pur avendo un passato sconosciuto, privi di pedigree o qualsiasi certificazione, inseriti nel giusto e responsabile contesto familiare, non creano danni o problemi alla società. Nasce dalla evidente discriminazione proposta con la "save list" dal DDL1572  che, tra l’altro, secondo me è pure incompleta perché esclude razze di cane “impegnative" molto diffuse in Italia.

Ecco, noi vogliamo mostrare che non solo è la tipologia del cane a fare la differenza, ma il rapporto che si ha con l'animale. E che per quanti irresponsabili ci sono che a causa della loro negligenza rendono protagonisti i propri cani di terribili fatti di cronaca , ci sono tante persone responsabili che invece non esporrebbero mai il proprio cane o un familiare ad un pericolo.

Ci siamo rese conto che spesso fanno notizia solo le brutte notizie, e raramente si parla di quanto possa essere meravigliosa la vita con un cane col quale si vive un rapporto sereno.

Che tipo di video o altri contenuti vi sono arrivati?

L’iniziativa sta avendo un buon riscontro, per i video ho chiesto di mettere insieme foto e frame in circa 60/90 secondi , lasciando libera la scelta del contesto delle immagini. Unico requisito richiesto è l’assenza di pedigree per il cane protagonista.

Dalla divulgazione di questa iniziativa, sto avendo conferma di quante persone fino a ieri non avessero mai sentito parlare della exPLP4. Ho invitato quindi  le persone a leggere e ad informarsi sulla proposta e di trarre le proprie conclusioni. La risposta più grande è stata l’indignazione di fronte al Disegno di Legge e la voglia di condividere le loro esperienze con i cani che hanno scelto di accogliere nelle loro famiglie. Mi stanno contattando persone sconosciute da varie regioni italiane che non vedono l’ora di dare la loro testimonianza attraverso i brevi video richiesti. Presto mostrerò anche cani da soccorso privi di pedigree, delle razze indicate dalla "save list".

Qual è la percezione che hai dal tuo osservatorio come volontaria che si è sempre occupata di cani in generale e di questa tipologia in particolare?

È innegabile un problema oggettivo di una situazione ormai fuori controllo per quanto riguarda alcuni tipi di cani, ambiti in particolare da persone irresponsabili o di malaffare. È innegabile che per alcuni scellerati avere un cane di questo tipo è uno status symbol per affermare “la loro grandezza" . È innegabile anche che questa tipologia di cani, soprattutto Pitbull e Amstaff ai quali sono dedita, sono i più presenti nei canili, arrivando a superare anche il 50% dei cani detenuti nelle strutture.

È necessario quindi far capire l’importanza della sterilizzazione e della tracciabilità e soprattutto di una scelta consapevole e responsabile per far diminuire un numero ormai sempre più crescente di questi animali a causa della richiesta. Ci vorrebbero più campagne di sensibilizzazione non solo attraverso divulgazioni teoriche, ma mostrando e facendo toccare con mano queste realtà.

Quanto è importante far capire alle persone che il problema è in generale il modo in cui noi ci relazioniamo con i cani?

È fondamentale! Ho scelto di dedicarmi a Pitbull e Amstaff da quasi 10 anni proprio perché trovo che siano tra i più discriminati, i meno compresi e i più demonizzati. Negli ultimi 3 anni sono riuscita a trovare una famiglia idonea e responsabile a quasi 80 cani, tra cuccioli e adulti . Sono in contatto con tutti i miei adottanti tramite un gruppo Whatsapp da me creato e nonostante alcuni di loro hanno avto un passato difficile di maltrattamenti, non hanno mai creato problemi e vivono serenamente una seconda vita.

Questo accade perché innanzitutto metto in adozione solo cani che conosco personalmente, dei quali cerco di conoscere "pregi e difetti", temperamento, compatibilità e personalità, così da poter informare la famiglia che lo richiede e valutare se quello scelto possa essere idoneo oppure no al contesto familiare.

Cosa è necessario far arrivare come informazioni al “proprietario medio”, ovvero anche a chi ha un rapporto buono col proprio cane ma magari ha poca conoscenza davvero delle sue specificità?

Avere un cane è una scelta e in quanto tale credo che sia molto importante informarsi bene sulle caratteristiche del tipo di cane che si vuole accogliere nel proprio nucleo familiare prima ancora di prenderlo. Non tutti i cani sono adatti ad alcune persone e non tutte le persone sono adatte a taluni cani.
Spesso e volentieri le persone si proiettano verso una tipologia di cane semplicemente perché lo hanno visto in un film piuttosto che in una serie Tv, oppure perché in compagnia di un personaggio famoso o, ancora, "perché il cucciolo è bello".

Ogni cane ha una sua personalità, delle esigenze e delle caratteristiche da rispettare. Scegliere un tipo di cane senza averne la conoscenza è come mettere un neopatentato alla guida di una Ferrari. Farsi aiutare da un professionista esperto e qualificato, consultarne uno prima ancora di prendere il cane dovrebbe essere un ottimo punto di partenza e un buon supporto per una vita serena sia per l’uomo che per l’animale. Un cane a disagio in un contesto non adeguato alle sue specificità può avere reazioni che non si è in grado di affrontare.

Quali sono i motivi che più hai riscontrato per cui le persone abbandonano il loro cane?

Avere un cane richiede sacrifici, un cane dipenderà per sempre da noi. Molti , tra i Pitbull e Amstaff o simili che ho conosciuto sono entrati nei canili intorno all’anno di età. Spesso ho sentito dire: “Voglio un cucciolo perché così me lo cresco come voglio io". Poi però si rendono conto che quel cucciolo “non cresce come avrebbero voluto, che non sono in grado di seguirlo senza l’aiuto di un professionista, che quel cane scelto è irruente, che ha delle esigenze che non vogliono rispettare, che va seguito e non hanno tempo da dedicargli e quindi… anziché affidarsi a mano esperte che li possano supportare in un percorso che renda piacevole la convivenza reciproca, scelgono la soluzione più semplice: l’abbandono.
Un cane è un essere senziente che soffre e gioisce, che ama incondizionatamente, in grado di percepire gli umori e lo stato emotivo dell’uomo e che soffre terribilmente il distacco dal proprio umano. Abbandonare il proprio cane – che lo si lasci in strada, in canile o affidandolo ad altre persone – è uno dei gesti più vili che si possa fare. Quel cane non ha chiesto di stare con te: sei tu che hai scelto di prendere lui.

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