
Mentre in Italia ancora si discute sul cosiddetto "patentino" e la situazione è del tutto frammentaria e delegata ai singoli Comuni o Regioni, ci sono realtà europee che hanno fatto un passo avanti verso il superamento del concetto di stigmatizzare solo alcune razze e si sono concentrate sulla necessità di fare ciò che necessariamente va fatto: educare le persone, a prescindere dalla tipologia di cane e a maggior ragione se appartenenti a determinate categorie.
Vivere con un cane, come stanno le cose in Italia
In X Commissione in Senato per ora giace la PLP4 della Regione Lombardia che è diventata ora il DDL S. 1572. Si tratta della proposta appunto fatta dal Consiglio regionale lombardo che aspira a diventare legge nazionale in cui però ancora si ragiona con vecchi schemi. Contiene infatti, giusto per citare alcune incongruenze e errori concettuali proprio basici, dall'ennesima "black list" delle razze "potenzialmente pericolose (sebbene la chiamino "save list" la sostanza non cambia) fino all'evidente incostituzionalità del voler inserire l'obbligo di patentino solo a carico di chi non compra un cane con pedigree da un allevamento che abbia l'affisso Enci. Praticamente un deterrente per le adozioni e un incentivo per gli acquisti, per farla breve visto che nei link in questo articolo trovate riflessioni e approfondimenti molto interessanti al riguardo qualora vogliate approfondire ulteriormente la materia.
Di questo tema infatti ne abbiamo scritto diverse volte, parlando con etologi, veterinari esperti in comportamento, associazioni, allevatori etici e anche educatori e istruttori che si sono tutti uniti sul fronte del "no" rispetto a un testo di legge che non si focalizza sulla conoscenza reale dei cani e della loro etologia ma che pare scritto apposta per favorire alcuni soggetti della filiera cinotecnica più che cinofila in senso stretto.
Il dato da cui bisognerebbe infatti partire è che sapere "chi è un cane" da parte di chi decide di adottare o acquistare un soggetto dovrebbe essere il primo punto su cui ragionare quando si vuole fare ciò a cui una legge deve mirare: cambiare le abitudini scorrette della società civile, agire in prevenzione e in funzione del benessere dell'animale che è legato a quello delle persone, sia dal punto di vista della salvaguardia della sistemica familiare quanto della pubblica incolumità in una società multi specie fatta di cani e umani che da sempre caratterizza il nostro vivere quotidiano. E per "da sempre" si intende non da pochi anni, ma da almeno 30 mila in un percorso di co evoluzione unico su questo Pianeta tra i due animali (quel che anche noi siamo, pur dimenticandocelo puntualmente) che hanno davvero camminato insieme nel tempo.
La legge in Spagna: un corso di formazione per vivere con i propri cani
Ci sono Paesi che hanno provato a risolvere i conflitti nelle relazioni tra "proprietari" e loro cani che comportano poi danni nella società in diverse maniere, spesso con finali tragici come accaduto diverse volte in Italia. Si tratta di leggi sulla carta davvero restrittive che prevedono anche l'eutanasia di determinate razze, come il Dangerous Dogs Act nel Regno Unito che ha portato all'uccisione di centinaia di American Bully X ma i cui effetti non hanno però portato a una diminuzione degli episodi di aggressione. Secondo un'inchiesta della BBC, questa scelta ha in realtà fatto anche aumentare i costi dei canili e delle spese veterinarie da 4 a 25 milioni di sterline.
E poi ci sono Nazioni come la Spagna che, sebbene sia in ritardo nel decreto attuativo, ha invece emanato una legge che probabilmente potrebbe essere una cartina di tornasole per capire se davvero possono cambiare le cose, attraverso fondamentalmente una scelta precisa: tutti sono obbligati a fare un corso di formazione se vogliono prendere un qualsiasi cane.
Nel 2023 è stata infatti emanata la "Ley 7/2023 de protección de los derechos y el bienestar de los animales", il cui punto di partenza è stata la constatazione che la maggior parte dei problemi legati alla convivenza con i cani, dalle aggressioni agli abbandoni, dipendono dal comportamento delle persone più che dall'indole degli animali.
Si è così deciso che tutti coloro che vogliono vivere con un cane devono frequentare un corso gratuito (online) della durata di circa 4 ore e con un test finale per ottenere un attestato e pagare un'assicurazione per tutta la durata della vita del cane. Durante gli incontri con gli esperti, le persone sono educate su tematiche come l'etologia degli animali, che significa conoscere il loro comportamento e quali sono i bisogni psicofisici degli animali, recepire le informazioni di base rispetto all'educazione canina, ovvero comprendere i temi della socializzazione e della convivenza responsabile e, infine, apprendere dal punto di vista legale quali sono le proprie responsabilità. Il corso si fa una sola volta e non prevede differenze tra razze: si parte dal presupposto che ogni cane è un individuo a sé e che deve essere inquadrato all'interno della relazione con il suo umano, in base alle esperienze che fa e del contesto in cui vive.
La legge tocca anche altri aspetti della convivenza con i cani, ne citiamo giusto un altro per far capire come la situazione sia stata studiata da diversi punti di vista per agire a valle e non a monte, come invece ancora si fa in Italia: "Proibisce ai privati non solo la vendita di cuccioli – spiega la dottoressa Arena – ma anche la riproduzione tra animali con il fine di prevenire le cucciolate casalinghe che numerose popolano i rifugi e che sono costante causa di abbandono". La legge vieta anche l'acquisto nei negozi di animali: "La vendita di cani, gatti e furetti potrà essere effettuata solo direttamente dall’allevatore registrato, senza intermediari. Scompaiono così i negozi per queste specie".
Questa legge, ad oggi, è ancora "lettera morta" perché non c'è stato, come accennavamo, ancora il decreto di attuazione. Motivo per il quale ancora non si può fare un bilancio rispetto a quale sarà la sua efficacia e per questo, allora, si può dare uno sguardo invece a quel che accade in Bassa Sassonia, secondo quanto stabilisce la singola amministrazione federale considerando che in Germania sono i Länder a regolare questa fattispecie, come del resto ad oggi succede nel nostro Paese con le singole Regioni.
In Germania esame teorico e pratico per avere un cane in Bassa Sassonia
Nata nel 2011, con l'attuazione è dal 2013 che in questa parte di Germania accade quello che dovrebbe succedere in Spagna: tutti devono passare un esame teorico e pratico una volta che si adotta o compra un cane di qualsiasi tipologia. La legge è intitolata "Niedersächsisches Gesetz über das Halten von Hunden (NHundG)", in italiano "Legge della Bassa Sassonia sulla detenzione dei cani". Nel corso del tempo il testo ha giustamente subito aggiornamenti e correttivi, in linea con i cambiamenti culturali della società civile.
Il senso del cosiddetto Sachkundenachweis, ovvero il certificato che si deve ottenere, è che sia formato l'umano di riferimento da parte delle istituzioni perché sappia esattamente chi è un cane e che significa convivere con un individuo di questa specie. Il senso, anche in questo caso, è che non esistono "cani educati" ma "persone educate" e che non vi è una differenza in questo senso nel detenere una tipologia o un'altra ma è la comprensione e la capacità dell'umano che devono guidare la scelta e la convivenza responsabile.
Ipotesi e strade da percorrere per la giusta convivenza responsabile con i cani
Forse la strada giusta, ragionando dopo questo breve excursus potrebbe essere una, ovvero qualcosa che superi anche le critiche a modelli considerati troppo generici soprattutto poi come quello spagnolo che prevede un corso, ricordiamolo, solo teorico, online e di poche ore. Si potrebbe ragionare su percorsi differenziati, dando valore alle singole famiglie e diverse tipologie di animali.
Perché ci sono delle differenze che vanno considerate, al di là della retorica rispetto al potenziale offensivo che può emergere causato da una mancata relazione corretta. Non si può negare, del resto, che vivere con un cane di determinate razze può causare più danni, semplicemente, ma la premessa deve rimanere la stessa per tutti: la conoscenza è la base del rispetto dell'altro individuo, perché tale è un cane, essere senziente dotato di cognizioni ed emozioni.