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30 Marzo 2026
17:18

Dal gufo delle nevi allo squalo martello: 40 specie migratrici ottengono maggiore protezione internazionale dalle Nazioni Unite

Quaranta specie migratrici entrano per la prima volta sotto protezione internazionale. Dal gufo delle nevi allo squalo martello, cresce l'impegno globale per salvare questi animali.

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Il gufo delle nevi (Bubo scandiacus) è tra le specie migratrici che hanno ricevuto per la prima volta protezione internazionale

Dal gufo delle nevi reso celebre dalla saga di Harry Potter agli squali martello che nuotano negli oceani, quaranta nuove specie migratrici entrano per la prima volta sotto protezione internazionale. La decisione è arrivata durante la quindicesima conferenza delle parti della Convenzione sulla conservazione delle specie animali migratrici (CMS) delle Nazioni Unite, uno dei principali accordi globali dedicati alla tutela della fauna selvatica.

La decisione arriva a conclusione della COP15 che si è è svolta a Campo Verde, in Brasile, nel cuore del Pantanal, una delle aree più ricche di biodiversità al mondo. Qui si sono riuniti rappresentanti di 132 paesi e dell'Unione europea per discutere del futuro delle specie migratrici, cioè quegli animali che compiono spostamenti regolari e periodici anche di migliaia di chilometri tra aree diverse del pianeta.

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In totale, sono 40 gli animali per la prima volta nella Convenzione internazionale sulle specie migratrici

Tra le nuove specie ora protette c'è il gufo delle nevi (Bubo scandiacus), un rapace notturno artico reso famoso dalla saga cinematografica di Harry Potter. Insieme a lui figurano anche la pittima dell'Hudson (Limosa haemastica), un uccello limicolo oggi sempre più minacciato e lo squalo martello maggiore (Sphyrna mokarran), uno dei predatori più iconici ma anche più vulnerabili degli oceani. L'elenco include anche mammiferi terrestri come la iena striata (Hyaena hyaena) e animali acquatici come la lontra gigante (Pteronura brasiliensis).

Essere inserite nella lista della CMS non è solo un riconoscimento simbolico. I paesi che aderiscono alla Convenzione sono obbligati a mettere in atto misure concrete per proteggere queste specie, conservare e ripristinare i loro habitat naturali, ridurre gli ostacoli lungo le rotte migratorie – come dighe, infrastrutture o attività umane – e a collaborare con altri Stati attraversati dagli stessi animali durante le migrazioni.

Eppure, il quadro generale resta allarmante. Secondo un report pubblicato poco prima del vertice, quasi la metà delle specie monitorate dalla CMS mostra un calo preoccupante delle popolazioni, mentre circa una su quattro è a rischio di estinzione a livello globale. Numeri che raccontano una crisi spesso invisibile e difficile da contrastare, perché riguarda animali che si spostano continuamente e attraversano confini politici difficili da gestire.

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Nell’elenco rientrano anche specie terrestri, come la iena striata (Hyaena hyaena)

A preoccupare particolarmente sono anche i pesci migratori d'acqua dolce, indispensabili anche per la salute dei fiumi e per la sopravvivenza di milioni di persone, ma tra gli animali a maggior rischio estinzione del pianeta. Un altro report recente delle Nazioni Unite ha infatti evidenziato un crollo drammatico delle loro popolazioni, minacciate da pesca eccessiva, inquinamento, dighe e distruzione degli habitat, dall'Amazzonia fino al Danubio.

Le migrazioni animali sono tra i fenomeni più spettacolari della natura, ma anche tra i più fragili. Dipendono da ecosistemi connessi tra loro, spesso lontanissimi, e basta interrompere uno solo di questi anelli per mettere a rischio l'intero viaggio. La nuova lista approvata in Brasile rappresenta quindi un passo importante, ma per ovvi motivi non sufficiente: proteggere davvero queste specie significa proteggere le rotte invisibili che tengono insieme il pianeta.

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