
Il 19 giugno 2025 le Forze dell'Ordine hanno apposto i sigilli alla Sfattoria degli Ultimi, il rifugio alle porte di Roma diventato il simbolo della lotta animalista nel 2022.
Tre anni fa gli attivisti si mobilitarono per salvare i 140 animali dal decreto di abbattimento voluto dalla Regione Lazio, e grazie alla pronuncia favorevole del Tar, i volontari riuscirono a portare a casa una vittoria storica. Ma a distanza di tre anni i Carabinieri sono tornati nel rifugio dove hanno trovato 320 animali, tra domestici e selvatici, molti dei quali detenuti in condizioni igienico-sanitarie precarie e senza cibo. Una situazione che ha portato al sequestro della Sfattoria e all'affidamento degli animali a tre custodi operativi: Arianna Fioravanti, Emanuele Zacchini e Marco Tarascio, riuniti nell'associazione Haru.
Zacchini e Tarascio raccontano a Fanpage.it cosa vuol dire ricostruire un simbolo della resistenza animalista come la Sfattoria nel pieno delle polemiche che sono seguite al sequestro.
Casa succede alla Sfattoria dopo il sequestro
"Abbiamo trovato delle circostanze molto toste, come in qualsiasi posto in cui ci sono 320 animali. È ovvio che ci siano delle grosse difficoltà", ammette Tarascio, noto soprattutto come street artist con il nome di Moby Dick. La volontà di ricostruire e ricominciare però è tanta: "Quello che mi interessa è solo il benessere degli animali e tutti e tre stiamo cercando di eliminare le problematiche: stiamo allargando gli spazi, diamo da mangiare agli animali più volte al giorno, abbiamo separato i maschi dalle femmine".
I volontari stanno facendo un lavoro di ricostruzione a misura di animale, sottolinea Zacchini: "Abbiamo separato i cinghiali dai maiali, gli ibridi dai maiali, abbiamo creato una nursery per le mamme con i piccoli, e molto altro. Tutto questo in soli 5 giorni, un'impresa non facile considerata la mole degli animali".
Zacchini nel 2022 era diventato il volto della Sfattoria e della mobilitazione per evitare gli abbattimenti, poco dopo si era allontanato dal progetto, e oggi è tornato: "Sono andato via subito dopo la pronuncia del Tar per motivi personali, ma in questo momento era evidente che ci fosse bisogno di aiuto e chiaramente mi sono prestato a favore della Sfattoria, a cui tengo sempre moltissimo".
Questo è il momento più difficile per la Sfattoria, anche a seguito dello scandalo che ha travolto la sua fondatrice, Paola Samaritani.
"I problemi ci sono, sono evidenti, li abbiamo visti anche noi – hanno sottolineato i volontari – Ma questo non è il momento di attaccare". Per Tarascio e Zacchini questo può essere un nuovo inizio, con la collaborazione di tutti: "Questo è il motivo per cui dalla scorsa settimana siamo qui dalla mattina alla sera. Vogliamo dare il nostro supporto affinché gli animali stiano bene. Dopodiché, vogliamo anche calmare tutto l'inferno che si è scatenato".
La Garante degli animali: "Proprità sanare le irregolarità trovate dall'Asl"
Il futuro della Sfattoria però non dipende solo dalla capacità di ricostruire dei volontari, ma soprattutto dall'iter giudiziario che si è aperto a seguito del sequestro. Il Comune è infatti il custode giudiziario degli animali domestici, come i maiali, attraverso il Dipartimento Ambiente.
Della vicenda si sono interessante le istituzioni cittadine, in prima battuta la Garante degli animali della Capitale, Patrizia Prestipino, che a Fanpage.it spiega: "Stiamo lavorando a stretto contatto con il Dipartimento sotto cui ricade il benessere animale, con l'assessore Alfonsi, e con l'Asl Roma 1. La Regione Lazio, invece, al momento per il momento non ha fornito ancora il nome del custode per i selvatici che ricadono sotto la sua responsabilità. Grazie al Comune però sono stati coinvolti i tre volontari che si stanno prendendo cura di tutti gli animali".
Per la Garante è ora di fare rete, e non di creare nuove divisioni, con l'obiettivo unico di tutelare gli animali: "In questi giorni, con grande impegno stanno sanando le irregolarità trovate dall'Asl durante il suo sopralluogo. Dopo lo scoppio del caso altre associazioni come Enpa, Lav e Lndc hanno chiesto di essere parte della squadra che ha in custodia materiale la Sfattoria. Si cercherà di mettere d'accordo tutti per il bene di uno dei luoghi più amati di Roma".