;)
Testuggini e tartarughe sono tra gli animali esotici da compagnia più diffusi, anche se in quanto specie selvatiche sarebbe meglio non alimentarne il commercio e detenzione. La superficialità con cui vengono acquistate, infatti, spesso le costringe a vivere in condizioni lontanissime da quelle che garantirebbero il loro benessere, portandole a sviluppare anche patologie che, essendo rettili, facciamo molta fatica a individuare e a gestire, come la cosiddetta sindrome del guscio molle.
Il carapace o guscio delle tartarughe e delle testuggini è infatti molto più di una semplice corazza: è parte integrante del loro scheletro, un'estensione ossea formata da vertebre, costole e piastre dermiche fuse tra loro e ricoperte da uno strato di cheratina. Non è un corpo estraneo, ma un tessuto vivo, sensibile, e che cresce insieme a loro. Proprio per questo, lo stato del di salute guscio riflette in modo diretto la salute generale della tartaruga.
Se il suo guscio è molle, flessibile al tatto o visibilmente deformato, la tartaruga quasi sempre non sta bene. In molti casi, è il sintomo evidente di una condizione patologica chiamata Metabolic Bone Disease (MBD), ovvero "malattia metabolica delle ossa". Una patologia diffusa soprattutto nelle tartarughe palustri e d'acqua dolce che teniamo in casa, causata quasi sempre da errori nell'alimentazione o da condizioni di vita lontane da quelle accettabili.
Perché il guscio della tartaruga è molle?

Il guscio molle è spesso un sintomo esterno di un problema molto più ampio e, inevitabilmente, anche interno. Vuol dire che le ossa, comprese quelle del carapace e del piastrone, si stanno indebolendo. Questo avviene quando la tartaruga non riceve abbastanza calcio o vitamina D3, oppure quando l'illuminazione o la temperatura non sono adeguate. In assenza di queste condizioni indispensabili, il suo organismo inizia a sottrarre calcio alle ossa per mantenere stabile la concentrazione nel sangue. Il risultato è una progressiva decalcificazione dello scheletro.
Con il tempo, questa condizione peggiora arrivando a uno stato così critico che il guscio, senza più il supporto rigido delle ossa, diventa molle al tatto. È un segnale di sofferenza e malessere molto serio, spesso accompagnato da altri sintomi come debolezza, apatia, difficoltà nei movimenti, crescita irregolare e in alcuni casi vere e proprie deformazioni del carapace. La tartarughe in questo stato possono anche sviluppare infezioni e tutto ciò ha quasi sempre una sola causa: una dieta inadeguata e condizioni di detenzione pessime.
Cosa fare se la tartaruga ha il guscio molle
Se la nostra tartaruga è affetta da MBD, è fondamentale agire in fretto e sotto stretta supervisione di un veterinario esperto in rettili e animali esotici. La sindrome del guscio molle non guarisce da sola col tempo e in fase avanzata può essere molto dolorosa e potenzialmente fatale. Il veterinario, solitamente prescrive come prima cosa integratori di calcio specifici (in casi gravi anche tramite iniezioni) e monitorare la presenza di eventuali altri problemi o infezioni secondarie.
Per una tartaruga fortemente debilitata, è fondamentale anche un ambiente sicuro e confortevole. Niente vaschette di plastica minuscole, ma un vero acquaterrario ampio e senza troppi ostacoli, poiché il dolore muscolare rende difficile il movimento. A seconda della specie, anche al temperatura dell'acqua deve essere mantenuta all'interno di range specifici, di solito oltre i 25 °C, così come l'area emersa deve essere asciutta e ben riscaldata (fino a 30°C) con lampade adeguate e specifiche per i rettili.
Potrebbe essere indispensabile installare anche una lampada a luce UV per la sintesi della vitamina D3, indispensabile per assimilare il calcio. Naturalmente, va corretta subito anche la dieta, probabilmente uno degli aspetti più sottovalutati e fraintesi di tutti. Niente più mangimi economici e gamberetti essiccati che si trovano su bancarelle e negozi, ma una vera e propria dieta ricca e variegata, sempre sotto consiglio veterinario, che potrebbe anche suggerire un integrazione ulteriore di calcio a base di ossi di seppia.
Cosa deve mangiare una tartaruga per un'alimentazione bilanciata

La base per mantenere in salute una tartaruga, come per qualsiasi altro animale, è una dieta corretta e specie-specifica. Non tutte le tartarughe sono uguali o mangiano le stesse cose. Alcune sono prevalentemente erbivore oppure onnivore (come le Trachemys), altre tendenzialmente più carnivore (come le Graptemys o le Malaclemys), soprattutto da giovani. Capire che specie abbiamo è quindi fondamentale per sapere cosa darle da mangiare.
Anche in questo caso, un veterinario esperto è indispensabile per individuare un piano alimentare adeguato sia alla specie che all'individuo. Di solito, si tende soprattutto a sottovalutare l'apporto proteico, oppure si tende a dare da mangiare alle tartarughe un singolo tipo di alimento. Serve invece una dieta variegata, fatta di crostacei, pesci insetti, carne, ma anche – per alcune specie – anche di frutta e verdura. Le tartarughe giovani, in particolare, hanno un fabbisogno maggiore di proteine.
Se ha il guscio molle, l'osso di seppia, grattugiato o intero, può diventare una risorsa preziosa. In casi specifici, il veterinario può anche consigliare polveri di calcio da aggiungere al cibo oppure all'acqua. In ogni caso, non sottovalutate le tartarughe. Se già ne avete una o siete convinti di acquistarla, non trattatele come giocattoli. Sono animali delicati e con esigenze molto specifiche sia nell'alloggio che nella dieta. Non andrebbero tenute in casa, ma se proprio volete farlo rivolgetevi a negozi davvero specializzati e che tengono al benessere di questi rettili.