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17 Febbraio 2026
11:46

Cormorano ferito si presenta alla porta di un ospedale in Germania: aveva un triplo amo da pesca incastrato nel becco

Un cormorano con un triplo amo nel becco si è presentato fuori da un ospedale di Brema. Salvato dai soccorritori, riaccende l’allarme sull’enorme problema degli ami e delle lenze da pesca per gli uccelli.

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Il cormorano che si è presentato alla porta di un ospedale a Brema, in Germania. Foto di Feuerwehr Bremen

Si è avvicinato alla porta scorrevole del pronto soccorso e ha iniziato a beccare contro il vetro, quasi come per chiedere aiuto. Non è una racconto di fantasia, ma quanto accaduto a Brema, nel nord della Germania, dove un cormorano ferito si è presentato domenica scorsa davanti all'ingresso di un ospedale.

L'uccello acquatico aveva un triplo amo da pesca incastrato nel becco e solo quando il personale sanitario si è accorto che aveva bisogno di aiuto sono stati allertati i vigili del fuoco, che insieme ai medici sono intervenuti per soccorrerlo. L'amo è stato rimosso, la ferita disinfettata e medicata, e dopo le cure il cormorano è stato liberato nel parco dell'ospedale.

L'episodio colpisce per l'apparente "richiesta di aiuto" dell'animale, ma in realtà racconta anche un problema molto più grande: gli ami e le lenze da pesca uccidono e feriscono milioni di uccelli acquatici in tutto il mondo.

Tre ami da pesca intorno al becco e un destino (quasi) segnato

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L’uccello è stato soccorso e liberato. Foto di Feuerwehr Bremen

Il cormorano (Phalacrocorax carbo) è un grosso uccello acquatico migratore diffuso in molte parti d'Europa. Ha un piumaggio prevalentemente nero lucido, un collo lungo, una testa affusolata e un becco sottile con la punta leggermente uncinata e ricurva verso il basso. Questa forma gli permette di afferrare i pesci sott'acqua, che cattura tuffandosi e inseguendoli in immersione. Proprio per questo, ha un piumaggio non impermeabile che gli permette di "imbarcare" acqua e andare così ancora più in profondità.

Vive lungo fiumi, nei dei laghi e in altre zone umide interne, ma anche nei pressi di foci, porti e litorali (soprattutto in inverno) dove purtroppo ami e lenze abbandonate e altri rifiuti legati alla pesca sono molto abbondanti. Un amo o un lenza può conficcarsi nel becco mentre tenta di predare un pesce che ha abboccato o scambiando un'esca per un preda e quando accade il destino è quasi sempre segnato: l'uccello ha difficoltà a nutrirsi, a muoversi e si ferisce, molto spesso morendo lentamente tra atroci sofferenze.

Ami e lenze: un problema globale per gli uccelli acquatici

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Ami e lenze da pesca feriscono e uccidono milioni di uccelli in tutto il mondo

Quello accaduto in Germania non è infatti un caso isolato. Lenze e ami da pesca abbandonati o dispersi nell'ambiente rappresentano un problema molto serio per moltissime specie di uccelli acquatici e marini in tutto il mondo. Gli animali, oltre ad "abboccare" all'amo o a scambiarlo per una preda, restano molto spesso impigliati nelle lenze, che si avvolgono attorno a zampe, becco, ali o collo.

Chiunque abbia mai frequentato foci, porti e altre zone umide per praticare il birdwatching, si sarà certamente imbattuto almeno una volta in un uccello intrappolato, ferito o mutilato a causa di ami o lenze da pesche. Tra le specie più colpite ci sono i limicoli – piccoli uccelli che vivono lungo le coste e le zone umide e si nutrono sondando il fango con il becco -, ma anche gabbiani, cormorani, berte e altri grandi uccelli marini.

Le berte, per esempio, sono uccelli pelagici che vivono in mare aperto per gran parte della loro vita. Quando si avvicinano alle imbarcazioni da pesca, possono restare accidentalmente agganciate agli ami calati in acqua. I gabbiani, invece, sono attratti dagli scarti di pesce e possono ingerire ami nascosti tra i resti. Le lenze di nylon, molto resistenti e difficili da degradare, possono invece causare strangolamenti o amputazioni delle zampe. In altri casi, un amo ingerito perfora l'esofago o lo stomaco, con conseguenze quasi sempre fatali.

Come si risolve il problema delle lenze e degli ami nell'ambiente?

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Gli uccelli spesso finiscono con le zampe amputate o muoiono per l’impossibilità di muoversi e mangiare

La maggior parte dei pescatori sportivi adotta certamente comportamenti responsabili. Tuttavia, basta una lenza abbandonata, spezzata o un amo perso per trasformarsi in una trappola invisibile per la fauna selvatica: le lenze in nylon impiegano oltre 600 anni a decomporsi. Risolvere questo problema, però, non è affatto semplice. Richiede un approccio combinato tra responsabilità individuale, innovazione tecnologica e azioni di pulizia collettiva.

Da un po' di tempo si parla per esempio di lenze da pesca biodegradabili proprio per ridurre questo problema, che tra l'altro impatta anche su pesci, tartarughe, cetacei e altri animali marini. C'è ancora molto da fare per far conoscere ai pescatori questa alternativa e convincerli ad adottarlo. Allo stesso tempo, anche noi possiamo fare la nostra parte. Chiunque faccia una passeggiata in spiaggia o al porto può aiutare raccogliendo lenze, ami, reti e altri rifiuti o segnale e soccorrere – se le circostanze lo consentono – uccelli feriti e aggrovigliati.

Al cormorano che ha "bussato" alla porta dell'ospedale è andata bene, ma per milioni di pivieri, piovanelli, gabbiani, aironi e tantissimi altri uccelli vittime di ami e lenze in tutto il mondo, purtroppo, non c'è quasi mai un lieto fine.

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