UN PROGETTO DI
5 Gennaio 2026
10:26

Come salvare i pesci delle barriere coralline ci aiuterebbe a combattere la fame nel mondo

Proteggere le barriere coralline e far recuperare i pesci potrebbe aumentare il cibo disponibile in modo sostenibile e aiutare a combattere fame e malnutrizione.

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Proteggere i pesci e le barriere coralline e i suoi abitanti oggi, significa pescare più pesci domani

Non è immediato associare una barriera corallina e i suoi abitanti alla fame nel mondo, eppure proprio questi ecosistemi colorati e fragili, che associamo alle immersioni e alla biodiversità tropicale, potrebbero giocare un ruolo concreto nella sicurezza alimentare di milioni di persone.

Oggi la popolazione umana ha superato gli 8 miliardi e, secondo alcune stime internazionali, milioni di persone soffrono ancora di malnutrizione cronica. Ed è in questo contesto che un nuovo studio, pubblicato recentemente su Proceedings of the National Academy of Sciences, dimostra come tutelare il mare – e in particolare i pesci che vivono tra le barriere coralline – potrebbe offrire una parte della soluzione.

Il legame tra barriere coralline e cibo

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Permettere il recupero delle popolazioni ittiche potrebbe far aumentare la produzione sostenibile di pesce di circa il 50% a livello globale

Le barriere coralline sono sistemi produttivi che ospitano migliaia di specie di pesci che, da secoli, rappresentano una fonte essenziale di proteine per le comunità costiere, soprattutto nei paesi tropicali. Lo studio coordinato dallo Smithsonian Tropical Research Institute di Panama, insieme ad altri istituti di ricerca internazionali, ha quindi analizzato cosa accadrebbe se le popolazioni di pesci che vivono nelle barriere coralline venissero lasciate recuperare dopo decenni di pesca eccessiva. E i risultati mostrano che il potenziale produttivo di questi ecosistemi è oggi fortemente sottoutilizzato.

In molte parti del mondo, infatti, i pesci di barriera sono sovrasfruttati: vengono pescati più velocemente di quanto riescano a riprodursi. Questo riduce non solo la biodiversità, ma anche la quantità di cibo che il mare potrebbe fornire nel lungo periodo. Ma secondo gli autori, permettere a queste popolazioni di tornare a livelli più "naturali" potrebbe aumentare la produzione sostenibile di pesce di circa il 50% a livello globale.

Milioni di pasti in più e sostenibili ogni anno

Per "produzione sostenibile" gli scienziati intendono la quantità di pesce che può essere pescata ogni anno senza compromettere il futuro delle popolazioni ittiche. È un equilibrio delicato, ma fondamentale, perché pescare meno oggi può significare avere molto più cibo domani.

Lo studio stima infatti che il recupero dei pesci di barriera potrebbe garantire, a seconda dei paesi, da decine di migliaia fino a oltre 160 milioni di porzioni di pesce in più ogni anno. Una porzione corrisponde alla quantità di pesce raccomandata per una dieta sana, circa 225 grammi a settimana per persona. In pratica, milioni di persone potrebbero coprire il proprio fabbisogno nutrizionale grazie a mari più tutelati e meglio gestiti.

Un oceano che nutre chi ne ha più bisogno

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Il recupero dei pesci di barriera potrebbe garantire milioni di porzioni di pesce in più ogni anno nelle regioni con i più alti livelli di malnutrizione

L'aspetto più rilevante è che i maggiori benefici si avrebbero proprio nelle regioni con i più alti livelli di fame e carenze nutrizionali, come alcune aree dell'Africa e del Sud-est asiatico. Paesi come l'Indonesia, che ospitano vaste barriere coralline e allo stesso tempo grandi comunità dipendenti dalla pesca, potrebbero trarre vantaggi enormi. I ricercatori hanno analizzato dati provenienti da tutti i territori del mondo con barriere coralline, utilizzando modelli statistici per stimare quanta biomassa di pesce è presente oggi e quanta potrebbe esserci in futuro.

I tempi di recupero variano molto: da pochi anni fino a diversi decenni, a seconda dello stato iniziale delle popolazioni e delle regole di pesca adottate. Ricostruire le popolazioni di pesci di barriera, però, non è solo una sfida ecologica. Serve una gestione efficace della pesca, insieme a sostegni economici e alternative di lavoro per le comunità costiere durante i periodi di recupero. Questo studio mostra però che proteggere le barriere coralline e i pesci non significa rinunciare al cibo, ma investire in un futuro in cui il mare possa nutrire più persone, meglio e più a lungo.

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