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4 Gennaio 2026
13:31

Come funziona e a cosa serve lo stotting delle gazzelle

Le gazzelle saltano davanti ai predatori per segnalare forza e vitalità: lo stotting è un comportamento antipredatorio “onesto” per scoraggiare l’inseguimento.

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Lo stotting è una serie ripetuta di salti verticale e con le zampe distese

Chi ha visto un documentario ambientato nella savana africana avrà notato che quando avvertono un pericolo, molte gazzelle non scappano subito. Prima saltano, spesso molto in alto, irrigidendo le zampe come molle e mostrandosi al proprio predatore. Questo comportamento si chiama stotting, ma è noto anche come pronking o pronging (soprattutto nei testi in lingua inglese) e non riguarda solo le gazzelle: è tipico di diversi ungulati, cioè i mammiferi erbivori con gli zoccoli.

Lo stotting viene messo in atto quando un predatore è stato individuato, ma prima che l'inseguimento vero e proprio abbia inizio. È una risposta antipredatoria che ha incuriosito gli etologi per decenni, perché a prima vista sembra controintuitiva: perché perdere tempo a saltare invece di fuggire?

Questo comportamento è ormai un classico dei manuali di etologia ed è stato molto studiato in passato.Uno degli studi più citati è quello di Timothy H. FitzGibbon e John H. Fanshawe, pubblicato nel 1988 sulla rivista Behavioral Ecology and Sociobiology, che analizza lo stotting nelle gazzelle di Thomson. Un altro riferimento importante è il lavoro di Amotz Zahavi sul cosiddetto "principio dell’handicap", pubblicato nel 1975 sul Journal of Theoretical Biology, spesso chiamato in causa per spiegare il significato evolutivo di questi salti.

Come funziona e a cosa serve lo stotting delle gazzelle

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Lo stotting serve come segnale per dissuadere i predatori dall’attaccare

Lo stotting consiste in una serie di salti verticali ripetuti, eseguiti con le zampe rigide e il corpo ben visibile. Non è una fuga, ma una segnalazione, un messaggio. Secondo l'ipotesi oggi più accreditata, le gazzelle stanno in un certo senso “dicendo” al predatore: ti ho visto e sono in ottima forma.

Questo comportamento è definito dagli etologi anche come un segnale dissuasivo di inseguimento (pursuit-deterrent signal). In pratica, la preda comunica al predatore che un eventuale inseguimento sarebbe costoso e probabilmente inutile. Un ghepardo, per esempio, ha poche decine di secondi per catturare una preda prima di surriscaldarsi e rischiare la vita. Inseguire un animale che dimostra forza, coordinazione e attenzione non conviene.

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I salti sono la prova "onesta" della forza e dell’energia di chi li esegue

I salti sono anche un cosiddetto segnale "onesto": solo un individuo in buona salute può permettersi di sprecare energia saltando davanti a un predatore. Ed è qui che entra in gioco il principio dell'handicap di Zahavi: mostrare una prestazione apparentemente inutile o dispendiosa rende il segnale più credibile, proprio perché non può essere facilmente "falsificato" da individui deboli o malati.

Alcuni studi suggeriscono anche una funzione sociale dello stotting: i salti potrebbero servire anche ad avvertire gli altri membri del gruppo della presenza di un pericolo, sincronizzando così la fuga o aumentando l’attenzione collettiva per un'eventuale reazione.

Quali altri animali saltellano per difendersi

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Anche le antilocapre e altri ungulati usano lo stotting o comportamenti molto simili

Le gazzelle non sono però le uniche a usare questo tipo di strategia. Comportamenti identici o molto simili sono stati osservati in diverse specie di ungulati, soprattutto in quelle più agili e leggere. L'antilocapra americana, per esempio, è uno dei casi più studiati. Il termine pronging deriva proprio da questa specie, chiamata in inglese pronghorn, e famosa per i suoi salti alti e rigidi in presenza di predatori, come i coyote.

Anche cervi e caprioli, soprattutto i giovani e le specie più piccole, spesso eseguono balzi verticali o a "molla" quando individuano un pericolo. Così come impala e springbok, antilope simile alle gazzelle e celebre per i suoi salti spettacolari che possono superare i due metri di altezza. In tutti questi casi, il meccanismo è simile o esattamente lo stesso: mostrare al predatore di essere vigili, rapidi e difficili da catturare, scoraggiando l'attacco prima ancora che inizi.

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