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16 Gennaio 2026
19:30

Come fanno i pesci a sopravvivere nei laghi ghiacciati

Anche quando i laghi ghiacciano, i pesci sopravvivono grazie all’acqua liquida sotto il ghiaccio, al metabolismo rallentato e riducendo al minimo il consumo energetico.

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Anche quando la superficie di un lago ghiaccia i pesci riescono a sopravvivere

Quando un lago gela, in inverno, la sua superficie si trasforma in una lastra di ghiaccio compatta e impenetrabile. Eppure, sotto, la vita continua. I pesci (e tutti gli altri animali) non restano infatti intrappolati nel ghiaccio né "congelano" insieme all'acqua, come si potrebbe immaginare. Ma come fanno a sopravvivere? Fortunatamente per loro, molto dipende innanzitutto dalla proprietà fisiche dell'acqua, ma anche da alcuni adattamenti fisiologici sviluppati nel tempo dagli animali.

È importante chiarirlo subito: tutta l'acqua di un lago non può ghiacciare completamente. È solo lo strato superficiale a solidificare, mentre sotto l'acqua rimane sempre in parte liquida, più fredda che in estate, ma comunque compatibile con la vita. Al contrario, se l'intero corpo idrico ghiacciasse, difficilmente molti animali riuscirebbero a sopravvivere.

Non tutti i pesci si comportano però allo stesso modo e le varie specie adottano strategie anche molto diverse per superare i mesi più freddi e difficili dell'anno.

Cosa succede ai pesci quando l'acqua ghiaccia in inverno

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Quando un lago ghiaccia, l’acqua sotto la superficie rimane sempre liquida

Quando le temperature scendono sotto lo zero, l'acqua superficiale di un lago inizia rapidamente a raffreddarsi. L'acqua, però, ha una caratteristica fondamentale: raggiunge la massima densità a circa 4 °C. Questo significa che, raffreddandosi, l'acqua più fredda sale verso la superficie congelando, isolando l'acqua sottostante più calda che rimane sul fondo. Il risultato è una sorta di "coperchio" di ghiaccio più o meno spesso che galleggia sull'acqua liquida sottostante che resta intorno ai 4 °C e non gela.

È in questo strato liquido che i pesci e altri animali trascorrono l'inverno, per cui la maggior parte delle specie si sposta il più vicino possibile al fondale, dove trova una sorta di rifugio termico che permette di sopravvivere anche quando la superficie è completamente ghiacciata. Naturalmente, non basta solo questo per superare l'inverno – che è tra l'altro il periodo in cui c'è meno cibo – ed qui che entrano in gioco alcuni adattamenti fisiologici: le temperature invernali, infatti, hanno un effetto diretto sul metabolismo dei pesci.

Essendo animali a sangue freddo, o meglio ectotermi, la loro temperatura corporea dipende da quella dell'ambiente. Quando l'acqua si raffredda, quindi, anche il loro metabolismo rallenta: il cuore batte più lentamente, la digestione si fa più lenta e il bisogno di energia diminuisce drasticamente. Non si tratta di un vero letargo come quello dei mammiferi, ma di uno stato di attività fortemente ridotta. I pesci restano spesso vigili e capaci di muoversi, ma lo fanno più lentamente e con maggiore parsimonia, risparmiando preziose energie.

Le strategie di sopravvivenza dei pesci quando l'acqua è gelida

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I pesci dei laghi ghiacciati si spostano vicino al fondale riducendo al minimo il metabolismo e il consumo energetico

Oltre a rallentare il proprio metabolismo, molti pesci mettono in atto anche diverse strategie comportamentali per affrontare l'inverno. Quella più utilizzata, come già anticipato, è spostarsi verso il fondale, dove l'acqua è più calda e la temperatura più stabile. Alcuni pesci cercano inoltre riparo tra i detriti sul fondo del lago, nel fango, tra tronchi sommersi, rocce, piante acquatiche. Questi elementi offrono protezione sia dal freddo sia dai predatori, che in inverno sono comunque anche loro meno attivi.

Altre specie, come il luccio, restano invece relativamente più attive, anche nei mesi più freddi. Pur rallentando i movimenti, continuano a cacciare, approfittando del fatto che le prede sono più lente e posizionandosi spesso immobile vicino al fondo o tra la vegetazione, pronti a scattare quando passa un pesce più piccolo. Esistono poi specie particolarmente adattate alle acque gelide, come alcuni salmonidi, che tollerano bene le basse temperature e possono restare attivi anche sotto il ghiaccio.

In ogni caso, la chiave è quasi sempre risparmiare energie, muoversi il meno possibile e aspettare tempi (e temperature) migliori.

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