
Il termine “lilac” indica una particolare varietà di mantello del gatto di colore beige chiaro con una sfumatura rosata-violetta, simile al lavanda. Si tratta della diluizione del colore chocolat, che rende il pigmento più tenue e uniforme.
Cosa significa "lilac"
Il mantello “lilac” deriva da una precisa combinazione genetica che diluisce il pigmento marrone scuro, il cosiddetto chocolat, schiarendolo fino a trasformarlo in una tinta più fredda e delicata. Il risultato è un mantello uniforme, senza striature evidenti, che può apparire come un grigio caldo con riflessi rosati.
La tonalità lilac interessa non solo il pelo ma anche altri dettagli: il tartufo e i cuscinetti plantari tendono ad assumere una sfumatura malva o grigio-rosata. Gli occhi spesso hanno una tonalità che va dal giallo dorato al rame, a seconda della razza. Non tutti i gatti grigi però sono lilac, il blu è la diluizione del nero, mentre il lilla deriva dal marrone chocolat.
Come sono i gatti lilla
I gatti lilac non sono una razza, ma una varietà, e non presentano quindi caratteristiche comportamentali legate al colore in sé. Il carattere dipende sempre dalla selezione genetica legata alla razza, alla socializzazione e alla personalità del singolo individuo.
Anche a livello fisico esiste una certa varietà, a cominciare dal pelo che può essere lungo o corto. In questi ultimi casi la varietà lilac è solitamente più apprezzata mette in evidenza i riflessi rosati.
Nei mici a pelo lungo, invece, la tinta appare più sfumata e può sembrare quasi argentata in certe condizioni di illuminazione. Si tratta di una colorazione è considerata piuttosto rara.
Quali razze di gatti hanno il mantello "lilla"
Il colore lilac appartiene a diverse razze come il British Shorthair. In questi soggetti il mantello rosato si accompagna a occhi color rame. Anche il Siamese può essere lilac nella versione “point”, dove il corpo è chiaro e le estremità – muso, orecchie, zampe e coda – mostrano la tipica sfumatura lavanda.
Un’altra razza in cui questa tinta è ammessa è il Oriental Shorthai. Anche il Burmese, in alcune linee selezionate, può presentare una tonalità simile, sebbene con standard differenti a seconda delle associazioni feline di riferimento.