
La ghiandaia (Garrulus glandarius) è uno degli uccelli europei più comuni e allo stesso tempo più interessanti che vive nei nostri boschi e non solo. Appartiene alla famiglia dei corvidi, la stessa di corvi, cornacchie e gazze, un gruppo di uccelli considerati tra i più "intelligenti" in assoluto.
Il suo nome scientifico significa letteralmente "chiacchierone" delle "ghiande". "Garrulus" in latino vuol dire infatti "garrire", "emettere versi", mentre "glandarius" deriva da "glans", cioè "ghianda". Non è naturalmente un caso: questo uccello è famoso sia per la sua voce squillante sia per la sua abitudine di raccogliere e nascondere ghiande nel terreno. Una ghiandaia è grande più o meno come un piccione, ha un piumaggio molto colorato, con tonalità rosate e marroni e una vistosa macchia azzurra barrata di nero sulle ali.
Vive soprattutto nei boschi, ma oggi è molto diffusa anche nei parchi cittadini e nei giardini. In Italia è una specie molto comune e presente praticamente ovunque, dalle Alpi alla Sicilia. Ma la sua fama non è legata solo all’aspetto: è conosciuta come una delle migliori "imitatrici" animali, in grado di riprodurre versi di altri uccelli, richiami di predatori e perfino suoni artificiali.
Caratteristiche delle ghiandaie

La ghiandaia misura in media tra i 32 e i 35 centimetri di lunghezza, con un'apertura alare che può superare i 50 centimetri. Il peso varia invece tra i 140 e i 190 grammi. Il piumaggio è in prevalenza beige-rosato, con dorso bruno e coda nera. Il dettaglio più riconoscibile è però la macchia blu brillante sull'ala, attraversata da sottili strisce nere: un segno distintivo unico tra le specie europee e che permette rapidamente di riconoscere questa specie anche in volo.
La testa è invece più chiara, con sottili striature nere e parallele sul capo e un vistoso "baffo" nero alla base de becco. Quando è agitata o si sente in pericolo, può sollevare le piume del capo formando una piccola "cresta" che serve a intimorire o spaventare.
Il becco, anch'esso scuro, è robusto e leggermente ricurvo, adatto a una dieta molto varia e generalista. Come tutti i corvidi, anche la ghiandaia possiede un cervello relativamente grande in proporzione ed è dotata di capacità cognitive tra le più sviluppate e complesse tra tutti gli uccelli e non solo: ha grande memoria, abilità nell'apprendimento e nell'utilizzo di strumenti, problem solving e – ci arriviamo – una spiccata predisposizione a imitare suoni e versi di altri animali.
Habitat delle ghiandaie e cosa mangiano in natura

Di base, la ghiandaia è una specie tipicamente boschiva e legata alle ghiande. Predilige boschi di latifoglie, soprattutto querceti, ma vive anche in foreste miste e pinete. La presenza di alberi produttori di ghiande, nocciole e altri grandi frutti o semi è per ovvi motivi particolarmente importante, perché rappresentano la base della sua dieta. Tuttavia, come quasi tutti i corvi è una specie essenzialmente onnivora e mangia à un po' di tutto.
In autunno consuma soprattutto ghiande, faggiole, noci e semi. In primavera ed estate integra la sua dieta con insetti, larve, piccoli vertebrati come lucertole e anfibi e talvolta uova o nidiacei di altri uccelli, ma anche i resti di animali trovati già morti.

Uno dei comportamenti per cui questa specie è più famosa è la sua abitudine ad accumulare scorte di cibo: nasconde centinaia, a volte migliaia di ghiande nel terreno. Non le recupera però mai tutte e quelle dimenticate possono poi germogliare. Per questo la ghiandaia è considerata anche un importante "giardiniere del bosco", perché contribuisce alla diffusione e all'espansione delle querce e altre specie arboree tipicamente boschive.
Negli ultimi decenni si è inoltre adattata molto bene anche agli ambienti urbani. Oggi è molto frequente anche nei parchi cittadini, nei grandi giardini e nelle aree verdi di periferie o persino all'interno delle grosse metropoli. Qui trova cibo abbondante e meno predatori, dimostrando le grandi capacità di adattamento tipiche degli altri corvidi ormai "urbani" come cornacchie e gazze.
Comportamenti delle ghiandaie: come fanno a imitare i suoni della natura
La ghiandaia è un uccello molto vivace e irrequieto, sempre vigile e in allerta. Ogni volta che percepisce un pericolo o la presenza di un invasore nel proprio territorio, emette un verso rauco e potente che mette in allerta tutti gli altri animali del bosco. È una sorta di "sentinella" ed è praticamente impossibile non sentirlo almeno una volta quando si si mette piede in un bosco o in grande parco alberato.
Una delle sua abilità più sorprendenti è però quella di saper imitare i suoni e i versi di altri animali. In teoria, potrebbe imparare a imitare praticamente qualsiasi suono o verso, inclusa la voce umana, ma in natura tende tipicamente a "copiare" la voce di rapaci e altri grandi predatori presenti in zona. La specie che tende a imitare di più, anche perché è di solito quella più presente e comune dove c'è la ghiandaia, è la poiana (Buteo buteo), un rapace molto temuto soprattutto dagli animali più piccoli.
Perché lo fa? Le ipotesi sono diverse e probabilmente non ce n'è una sola valida. In alcuni casi potrebbe trattarsi di un comportamento difensivo: imitare un predatore può confondere, spaventare e allontanare altri animali più grossi. In altri potrebbe anche servire ad allontanare altri uccelli nei nidi dalle proprie uova (che poi mangia) oppure può essere anche una forma di comunicazione complessa tra ghiandaie o un modo per attirare l'attenzione e far colpo su un potenziale partner. L'imitazione, però, non sempre è perfetta.
Come ci riesce? Gli uccelli possiedono un organo vocale chiamato siringe, situato alla base della trachea. Nei corvidi, questo organo è particolarmente sviluppato e consente una grande varietà di suoni. Grazie poi alla memoria e all'apprendimento, la ghiandaia riesce a memorizzare e riprodurre i versi che ascolta nell'ambiente. Non è raro che in ambienti urbani riesca a imitare anche gatti e suoni artificiali o, più raramente, frammenti di voce umana.
Dove vivono le ghiandaie in Italia

La ghiandaia è una specie con una distribuzione molto ampia, che va dalla Penisola Iberica e dal Nord Africa a ovest fino all'Estremo Oriente, passando per Medio Oriente, Subcontinente Indiano e diverse regioni dell'Asia Meridionale. In Italia è diffusa praticamente ovunque, lungo tutto l'Arco Alpino, sugli Appennini, in pianura e nelle due isole principali. Si incontra tipicamente nei boschi di collina, in montagna e nelle campagne alberate, ma anche e sempre più spesso nei parchi urbani e nei giardini di città grandi e piccole.
Rimane una specie legata alla presenza di alberi ed essendo anche un uccello stanziale (che non migra in maniera significativa tra le varie stagioni) è più difficile da avvistare solo grandi spazi aperti, come praterie e distese di campi coltivati. Ma nonostante sia così comune e diffusa, raramente passa inosservate. È un uccello relativamente grande, molto colorato, vivace e "vocifero", che si fa quindi notare (e apprezzare) molto spesso.
Basta entrare in un parco alberato per sentire il suo richiamo metallico o, magari, il verso di una "poiana" un po' "sfiatata" che in realtà è solo una ghiandaia nascosta tra i rami. Un uccello molto comune, è vero, ma tutt'altro che banale.